Per fortuna l’attualità non è fatta solo dalle vicende Alitalia. O per sfortuna, se si calcolano i pasticci politici, la cronaca nera, le polemiche varie. Alitalia che si stava sfaldando con il governo Prodi perché al tavolo delle trattative coi francesi non c’era verso di far capire al presidente di Air France-KLM, Jean Cyril Spinetta, che l’aeroporto di Malpensa era utile al Nord Italia ed anche all’Europa, senza contare che togliergli l’Alitalia voleva dire aggiungere licenziamenti ed esuberi ad una crisi già persistente. Probabilmente a Spinetta nessuno aveva spiegato che coi sindacati italiani non si può trattare in un lampo o ignorarli come troppo spesso si fa in Francia. Ed ecco che Berlusconi, colto da spirito nazionalistico ha preso il potere e le redini della situazione (sarà per questo che lo chiamano Cavaliere ?) ed ha voluto mantenere una compagnia di bandiera. Morale : mesi di trattative, ultimatum, sedute, rialzate, altre sedute, altri ultimatum, colpi di scena, la cordata italiana CAI guidata da Colannino, altri ultimatum, trattative segrete, anzi smentite di trattative segrete con Air France, proposte fantasma della compagnia tedesca Lufthansa…per arrivare alla “nuova Alitalia”. Così sembra che non sia cambiato niente a parte che è privata al 100%, che i francesi detengono il 25% del capitale. Intanto la Commissione europea sta cercando di capire se il prestito di 300 milioni di euro accordato dallo Stato italiano alla compagnia aerea non potrebbe essere considerato un prestito di Stato illegale.
La nuova Alitalia, che conta un organico di 12.000 dipendenti perché il piano di ripresa ha provocato 3.000 soppressioni di posti di lavoro, è decollata a metà gennaio tra molte proteste, qualche sciopero e pochi passeggeri. Tanto da Roma ormai si fa prima in treno con l’alta velocità. La Malpensa ha perso il 90% dei passeggeri Alitalia. Un aeroporto, quello di Malpensa, per il quale Air France-KLM preferisce ormai lasciar decidere la direzione della Compagnia perché rientra nella “strategia degli hub”. E allora Regione Lombardia ed Alitalia stanno studiando un accordo sul divenire di Malpensa e Linate. E qui diventa complicato : Alitalia dovrebbe cambiare il suo piano ed andare incontro alle esigenze della Regione Lombardia per giungere ad un accordo forte oppure verrà tirato fuori un piano alternativo che prevede un sistema con un minimo apporto di Alitalia. Verdetto il 15 marzo. Ovviamente sulle dichiarazioni ci si perde perché tutti hanno da dire la loro quindi non posso spiegarlo meglio perché c’è tutto ed il contrario di tutto. La Malpensa va salvata ma il Pdl non vuole che sia salvata a discapito di Linate. E siccome c’è sempre un colpo di scena dobbiamo ormai tenere a mente la Cargolux Italia, società italiana con partner lussemburghesi poiché detenuta al 40% dalla compagnia del Granducato di Lussemburgo Cargolux Airlines International ed al 60% da Italia Logistic. E la Cargolux Italia ha scelto Malpensa, già usata dalla compagnia lussemburghese, con una previsione di 45 destinazioni. Intanto che Alitalia, Air France-KLM, industriali e politici discutono, le grosse compagnie perdono passeggeri, alcune low-cost hanno chiuso con l’aumento del prezzo del carburante, altre reggono, la concorrenza è difficile da gestire, se mai esiste la volontà di gestirla…insomma, il pasticcio continua.
