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Andrea Ferraris

Originario di Genova, Ferraris ha vissuto e lavorato a Barcellona e Parigi : nella città spagnola ha affinato lo stile disneyano di Carl Barks, nella ville lumière ha realizzato forse il più bello dei suoi album, Churubusco. Migrazione geografica, ma anche di stili (da Topolino a Churubusco ci corre un mondo) e di mezzi espressivi. Intervista all’autore della copertina di questo numero.

Cominciamo da Churubusco, coma fa un disegnatore di Paperino, a Parigi, a scrivere e disegnare una storia messicana ?
"Ritratto di fumettardista con matita e bicchiere" di Luigi Critone Sembrano davvero mondi lontanissimi ma anche se la faccenda costa fatica, voglio continuare a far convivere questi due registri, quello comico di Donald Duck insieme a quello drammatico di un racconto come quello messicano. Sono convinto che questi diversi approcci al racconto possano aiutarsi. Far crescere la qualità del mio lavoro. Il racconto messicano, nasce dalla passione per la musica. Dall’ascolto di "San Patricio" il CD musicale di Ry Cooder e dei Chieftains omaggio ad un gruppo di disertori della guerra tra Messico e Stati uniti del 1846.
Conoscevo poche cose di quella guerra. Ancora meno conoscevo la storia dei San Patrizio. Cominciai, così, per pura curiosità, ad interessarmene. Nel 1848 alla fine della guerra, il Messico, uscito sconfitto, si vide defraudato di oltre la metà dei suoi territori, compresa la California che, con i suoi sbocchi sul mare, avrebbe garantito, negli anni successivi, agli statunitensi, prosperi commerci con l’oriente. Nelle fila dell’esercito a stelle e strisce vennero reclutati moltissimi europei, arrivati nel nuovo mondo spinti dal bisogno e dalla promessa di una dignità fino ad allora, per loro, sconosciuta. Arruolati immediatamente sulle banchine del porto che li vedeva approdare dopo un estenuante viaggio, si trovarono a combattere una guerra a loro incomprensibile, attirati dalla promessa di un pezzo di terra e dalla carta per diventare cittadini statunitensi.
Un gruppo di loro, passato alla storia come il Battaglione San Patrizio perché formato per lo più da irlandesi, decise di disertare e di continuare a combattere insieme all’esercito messicano. Altri europei si unirono agli irlandesi e, si racconta, almeno tre italiani.
La scoperta che qualche italiano partecipò a questa diserzione, mi diede la spinta ad ulteriori approfondimenti. Cominciai a fantasticare, quindi a disegnare e scrivere...

E Parigi ?
Arrivato a Parigi, conobbi Sara Valdes, allora direttrice dell’Istituto di Cultura del Messico nel Marais che, gentilissima, mi passò il contatto di Carlos de Alba Zepeda, Ambasciatore per il Messico in Irlanda.
Carlos con il suo entusiasmo, è stato preziosissimo, prima invitandomi in Irlanda per parlare del mio libro, poi facendomi conoscere Paddy Moloney, leader dei Chieftains con il quale mi incontrai a Dublino in un emozionante mattinata, per chiacchierare dei San Patrizio davanti a qualche pinta di Guinness.
Paddy e Carlos mi hanno regalato, oltre alla loro amicizia, un’introduzione al libro.

Il tuo primo album, su Ottavio Bottecchia, con testi di Giacomo Revelli, mette in scena la storia vera del ciclista degli anni ’20, primo italiano a vincere il Tour de France, Churubusco la storia di una "resistenza" realmente accaduta. Cosa ti attrae di personaggi in fondo dimenticati dalla Storia ?
Quello che mi interessa in queste vicende sono le scelte che hanno saputo fare questi uomini.
Scelte coraggiose, anche se, per fortuna non così estreme, vanno fatte anche oggi.
Forse scavando intorno alle motivazioni di questi personaggi, per cercare di meglio comprenderle, cerco di scoprire come avrei agito io in quelle circostanze. Provo a scoprire il mio di coraggio. In Churubusco, il protagonista del racconto, diserta solo alla fine del libro. Le ragioni che lo portano ad entrare nei San Patrizio sono diverse.
Mi piace pensare che chi legge può trovare quella più adatta a lui. O non trovarla affatto.

Cosa viene prima, la storia, quindi la parola, o il disegno ?
Parto sempre dalle immagini. Ho bisogno di trovare “lo stile” del racconto, prima che nella scrittura, attraverso qualche disegno. Una volta centrato il “tono” grafico mi riesce un po’ più facile cominciare a scriverci qualcosa intorno. Come mettere della muscolatura intorno all’osso. Alcune immagini, le più potenti, diventano così la chiave del racconto. Ne indicano la direzione.

Dall’Italia a Barcellona, poi ancora in Italia e ora in Francia : quanto influisce il luogo sul tuo lavoro ?
Moltissimo. In Sardegna ho scritto un racconto, ambientato sull’isola, sul quale prima o poi mi deciderò a lavorare. Il paesaggio sardo ha senz’altro influenzato i disegni di Churubusco.
Ma anche prendere le distanze da un luogo può essere d’aiuto. Sono di Genova e da qualche tempo sto prendendo appunti su una possibile storia ambientata nel capoluogo ligure, tutta sul filo dei ricordi, che credo non sarebbe venuta in superficie se ci fossi rimasto a vivere. Vivere distante ti permette uno sguardo nuovo. E anche sentire la mancanza di un luogo che hai amato può far nascere nuove suggestioni.

Una curiosità : quando disegni per Disney come lo consideri ?

Naturalmente disegnare paperi è diventato routine. Ma la routine buona, quella che ti permette di concentrati sul racconto e sulla recitazione. Per me è tuttora divertente. Faticherei a pensarmi fare delle altre cose.
Credo inoltre di aver maturato, nonostante lavori su modelli già consolidati, uno stile personale, nelle inquadrature e nella costruzione dei personaggi secondari, che mi rendono riconoscibile.

Andrea Ferraris - biografia

Dopo il liceo artistico, frequenta un corso di grafica e scenografia tenuto da Gianni Polidori ed Emanuele Luzzati.
Lavora a Milano come aiuto-scenografo per la televisione e ad Alessandria per il teatro lirico, quindi decide di assecondare una sua grande passione iscrivendosi ad un corso di fumetto a Bologna dove conosce, tra gli altri, Marcello Jori ed Andrea Pazienza.
Nel 1992 comincia una collaborazione con Disney Italia realizzando, per oltre 15 anni, storie di Topolino e Paperino. Nel 2007 si trasferisce a Barcellona per lavorare nello studio creativo di Egmont, editore di Copenaghen. Disegna tuttora per loro storie di Donald Duck su quattro strisce seguendo lo stile di Carl Barks.
Ha disegnato illustrazioni e fumetti per Alias e La Lettura inserti dei quotidiani Manifesto e Corriere della Sera.
Per Tunué nel 2008 disegna, su testi di Giacomo Revelli, Bottecchia, racconto a fumetti della vita di Ottavio Bottecchia, ciclista degli anni 20, primo italiano a vincere il Tour de France.

Nel 2015 esce per Coconino Press-Fandango, Churubusco, suo primo lavoro come autore completo, racconto dell’italiano del Battaglione San Patrizio, battaglione d’irlandesi che disertarono dall’esercito americano per combattere a fianco dei messicani. Churubusco è uscito in Francia per Rackham editions e sta per essere pubblicato in Sud America da Naranjo, e negli Stati Uniti da Fantagraphic.

BLOG : churubusco.it

samedi 29 octobre 2016, par Patrizia Molteni