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Arduino e la Cina

Forse avete sentito parlare di Arduino. E’ un sistema di sviluppo per microcontrollori, in parole povere serve a realizzare piccola automazione e a costruire piccoli robot. Una quantità incredibile di sviluppatori lo sta usando in tutto il mondo, perché è economico e ben fatto. Ma veramente ben fatto. Ho usato parecchi di questi sistemi negli anni e posso assicurare che Arduino è fuori dal comune, sia per l’hardware, con schede ben costruite e meglio documentate, che per il software, organizzatissimo e con un’enorme quantità di esempi utilissimi. La prima volta che ho cercato di usarlo, stavo cercando di costruire un rivelatore di distanza simile a quello che fa “bip bip” nelle ultime automobili quando cercate di parcheggiare. Ci ho messo mezza giornata, e vi giuro che è un record epocale. Se provate a usare uno dei sistemi più diffusi troverete che per cominciare vi esortano a provare a scrivere sullo schermo del vostro calcolatore “Hello world”, facendo passare questa idiozia per un compito complesso e per il quale dovete leggere qualche centinaio di pagine di manuali.
Il bello è che è stato inventato e costruito nel 2005 in Italia. E che è completamente gratuito, sia il software che i progetti dell’hardware.
Potete comprare una scheda Arduino direttamente dal sito degli sviluppatori, che non si sa perché se lo fanno costruire in Gran Bretagna, per 20 euro + VAT, oppure, come parecchi stanno imparando, dalla Cina, nel qual caso ci mette un mese ad arrivare, ma costa 3 euro. Avete letto bene : TRE euro, una cifra un po’ ridicola.
D’altronde, pochi giorni fa mi serviva un caricabatteria per celle a ioni di litio, quelle moderne che trovate nei telefonini, e sono andato a cercarlo in Cina : via internet, naturalmente. Trovato, una schedina con connettore USB, molto ben fatta, con due LED che indicano carica in corso e carica finita, per 30 centesimi di euro, spedizione gratuita. Ho fatto un salto sulla sedia. Poi mi sono vergognato e ne ho comprate cinque. Ma questo significa che qualcuno al mondo ha capito che far pagare la spedizione praticamente zero è un grosso aiuto allo sviluppo di industrie piccole e grandi. Si chiama "China Post Ordinary Small Packet Plus", ed è chiaramente voluto da quel comunista governo affamatore di poveri bambini che quest’anno sta crescendo solo del sette per cento.

dimanche 24 mai 2015, par Luciano Trasatti