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Aria di crisi

Dessin Jef Martinez 08

Forse come primo numero e per di più vista la tempistica che ci farà arrivare in periodo natalizio e festivo, fare un primo piano sulla crisi non è il massimo del marketing. Ma Focus In ha voluto, anche in questo primo numero, rimanere vicino alle preoccupazioni della gente. Da un paio di mesi non si sente parlare d’altro, tanto che ci siamo convinti di star vivendo tempi durissimi anche se, in fondo, non va così male. Secondo una nostra inchiesta, infatti, al momento dell’introduzione dell’euro si è sentita molto di più l’aria di crisi. E in effetti se il potere d’acquisto è diminuito, forse in minor misura rispetto ad allora, quello che è aumentato a dismisura è il potere mediatico. Un terrorismo psicologico che ci martella di immagini catastrofiche, di pericoli semi-immaginari, di consigli non sempre sensati, di minacce, e il cui unico scopo è nascondere le vere ragioni della crisi e di giustificare misure e comportamenti inaccettabili in situazioni normali.
Che fossimo in una crisi economica si sapeva da un paio di anni, ci spiega Luisa Pace, le cui teorie sono confermate anche da un illustre economista di Naxitis, ma che l’economia sia ormai ridotta ad un puro effetto ottico che gioca sul virtuale piuttosto che sui soldi veri è un altro dato di fatto. Che non sia la prima crisi è un’altra verità (come dimostra anche Patrizia Molteni in una sorta di “la crisi spiegata al mio cane” dal titolo umbertoechiano “A passo di gambero”) ma non c’è nessun bisogno di agitare davanti alla gente lo spauracchio del crack del ’29. Tra l’altro non sono assolutamente pargonabili, come ci dice ancora Luisa Pace, visto che allora si veniva da un’euforia di benessere e non da una crescente povertà e che per giunta la globalizzazione ancora non esisteva.
Anche per gli italiani all’estero si annunciano tempi duri con i tagli della Finanziaria 2009 che riducono al lastrico associazioni ed enti gestori e rendono impossibili interventi sulla lingua italiana e l’assistenza. Ma sono proprio alcuni di questi italiani all’estero che rimangono lucidi e propongono idee di soluzioni, prima fra tutte tornare “ad un modo di vivere che tolga valore e senso ad un costo della vita così alto”, che rispetti l’uomo e il pianeta e che ristabilisca dei principi nei quali l’Uomo può crescere ed evolvere: l’onestà, la giustizia, la tolleranza, il rispetto, la dignità … Forse, se crisi c’è, è semplicemente la crisi della società moderna e con questa non ce la caveremo in due anni.

Dossier a cura di Luisa Pace e Patrizia Molteni
Illustrazioni di Jef Martinez

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