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BO Soundscape

Itinerari (anche) antichi, sguardi nuovi

Bologna, “Città creativa della musica” per l’Unesco. La sua ricca tradizione musicale si unisce oggi al suo impegno a promuovere la musica come mezzo di sviluppo economico e d’inclusione sociale. Questo itinerario rievocherà le atmosfere musicali della città: il visitatore capirà così perchè proprio Bologna è stata di ispirazione per molte altre città.
Il nostro percorso inizia da antichi artigiani della musica: i liutai. La liuteria bolognese tocca il suo apice nell’Ottocento, ma ancora oggi diversi liutai operano in botteghe storiche: Stanzani, in via Orfeo, che da 40 anni produce mitiche chitarre Stantom, e la bottega Leuterius, in via Rialto, in cui collaborano un maestro liutaio e un musicista e storico della musica.
Risalendo verso il cuore della città, ci attende un locale che ha generato l’anima cantautoriale di Bologna: l’Osteria delle Dame. Fondata da Padre Michele Casali e Francesco Guccini, divenne presto luogo di ritrovo per molti artisti bolognesi, ed ebbe tra i suoi frequentatori abituali personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo. Dal 1971, sarà associato alle Dame anche il Circolo fotografico bolognese, che organizzerà negli spazi dell’osteria interessanti esposizioni.
La “strada del Jazz” inizia invece in via Capraie 3, dove si trovava Disclub, il primo negozio italiano a vendere dischi jazz esclusivamente d’importazione. I proprietari aprirono quest’attività dopo un viaggio a Londra, dove incontrarono il padrone della storica casa discografica “One Hundred”, che propose loro di aprire un’attività di vendita di LP. Quest’evento diede inizio a un vero e proprio movimento del jazz in città. Nel 2011 è stata collocata sul pavimento di via Caprarie una stella di marmo dedicata a Chet Baker, il celebre trombettista che per diversi anni visse qui a Bologna. Altre stelle sono state dedicate recentemente a Miles Davis e al più nostrano Lucio Dalla.
Continuando il percorso, giungiamo ad una delle istituzioni del passato: il Teatro Comunale di Bologna. Nella sua eleganza, questo teatro continua la sua attività proponendo spettacoli e concerti (http://www.tcbo.it/). Se il visitatore è attratto dal mondo della musica classica, troverà interessante la visita alla libreria musicale Ut Orpheus, in via Marsala. Anche in questo caso, l’attività commerciale potrebbe integrarsi con un’attività di accoglienza e di guida del turista.
Il pomeriggio finisce con la visita del Conservatorio e dell’oratorio di S. Cecilia, in cui nacque il progetto di un liceo musicale cittadino, da collocare nel convento di S. Giacomo. Nella scuola lavoravano sei insegnanti d’eccezione, tra cui Stanislao Mattei e Gioachino Rossini.
Finito il tour, è il momento di ascoltare musica dal vivo. A partire dalle sette di sera, note jazz, swing o blues animano il Bar Maurizio, minuscolo locale dai prezzi popolari, decorato con fotografie dei migliori jazzisti italiani passati per queste stanze.
La sera, la scena jazz si sposta in via Mascarella, con la Cantina Bentivoglio e il Bravo Café, in cui si può anche cenare con menù della tradizione bolognese. Di notte, per chi ha ancora energie, i locali a nord della città propongono musica che va dall’indie rock all’elettronica, al reggae e al folk. Stiamo parlando del Sottotetto Sound Club, de Il Covo, dell’Estragon/Parco Nord e del Link Associated, nomi noti fra i giovani di tutta Italia. Alla fine di una giornata così, trarrete il vostro bilancio sui mille volti della musica che si nascondono tra i portici bolognesi, e sull’atmosfera conviviale che unisce visitatori di passaggio e abitanti di questa piccola patria della creatività.

lunedì 15 ottobre 2012, di Elena Melara