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Bellissimi e l’accoglienza

Il paesino di Bellissimi (sì, si chiama proprio così), frazione di Dolcedo (provincia di Imperia in Liguria) è stato protagonista di una bellissima – è il caso di dire – storia.
Il sindaco ha avvertito la popolazione (che sicuramente conosce per nome e cognome) dell’arrivo di 6 migranti in provenienza dalla Nigeria. Un argomento delicato di questi tempi, soprattutto dopo le elezioni regionali vinte da Giovanni Toti (Forza Italia, delfino di Silvio medesimo) e in cui, proprio in provincia di Imperia, la Lega Nord è risultata il primo partito votato, in media dal 22% degli elettori, ma con punte fino al 46%. Non ho trovato i dati dei “belisciai” (così si chiamano gli abitanti di Bellissimi), ma a Dolcedo sono stati controtendenza, votando maggioritariamente il Partito Democratico.
Insomma in questo contesto è facile immaginare con quale apprensione il sindaco Giovanni Danio ha annunciato l’arrivo dei nigeriani. E anche la sua sorpresa quando invece di inalberarsi contro questa “invasione”, gli abitanti hanno organizzato una cena, davanti ad una delle case della curia. Tavoli all’aperto, pizze, focacce, cous cous (in onore degli ospiti immagino), torte con le verdure, insalate … ognuno ha preparato qualcosa. Tra abitanti (39 secondo wikipedia), “turisti” e migranti (ne sono stati invitati anche una decina da una frazione vicina), una settantina di persone, “un’esperienza bellissima” a detta di tutti.
Uno degli spontanei organizzatori racconta che una persona anziana si è stupita che non mangiassero con le mani, a riprova del fatto che di stranieri devono averne visti ben pochi. Lo stesso organizzatore dice, più o meno “tanto devono star qua, se ci conosciamo da subito è meglio per tutti, spero trovino una loro strada e una loro vita qui”. Quindi, sì un’accoglienza spontanea e sincera, ma condita da un bel po’ di buon senso.
6 profughi su 39, rappresenta il 15,3% della popolazione. Non è poco. E’ come se a Treviso arrivassero più di 12.000 migranti tutti d’un colpo. Eppure, in questo paesino in cui tutti sanno tutto di tutti, con leggende familiari che circolano da generazioni, hanno avuto il coraggio di scegliere la strada dell’accoglienza. Propongo che ogni abitante adotti un leghista per fargli capire che un po’ di buon senso fa bene alla propria salute e a quella degli altri, la durata dell’adozione sarebbe proporzionale alla durezza di comprendonio del leghista fatto salvo per Matteo Salvini perché i belisciai non se lo meritano ma anche perché a lui non basterebbero 7 vite: li seppellirebbe tutti.

martedì 4 agosto 2015, di Patrizia Molteni