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Berlusconi all’estero

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La domanda ha un effetto lancinante per chi deve rispondere : « Ma come ci stanno vedendo all’estero ? ». Una domanda che ha tormentato gli italiani espatriati che sono rientrati in Italia per le vacanze già sfiniti dalle domande sul nostro “premier” posteci all’estero. In Italia, almeno, lo sfogo è stato possibile per gli assennati che hanno risposto “Una catastrofe…”. All’estero ci si arrampica sui vetri per cercare di salvare l’immagine di un paese, per cercare di spiegare che il Primo Ministro non è rappresentativo della nostra cultura. La “nostra”, quella che ci ha rubato, che ha spazzato via per sostituirla con l’immagine caricaturale dell’italiano macho, parvenu, pacchiano, donnaiolo, vistosamente privo di classe. Perché noi non siamo così.
Siamo un popolo colto, intelligente, dallo spirito critico, dalla classe innata, dall’indubbio gusto, un popolo di designer, di artisti, di cervelli corteggiati dalle società e dai laboratori stranieri… O no ? Possibile che Mediaset sia riuscita in tutti questi anni a lobotomizzare i nostri compatrioti rimasti in Patria ? Possibile che Silvio Berlusconi sia ancora amato, giustificato, che sia “l’uomo” al quale molti vorrebbero assomigliare ? Successo, soldi, donne… Possibile che il suo primitivo senso dell’umorismo, accettabile in privato ma non ad un G8, continui ad essere capito o preso come una serie di piccole gaffe innocue ? E’ vero, la sinistra non ci aiuta. Restiamo nella malafede e consoliamoci col detto “mal comune mezzo gaudio”. La sinistra si è persa e si sta cercando in diversi paesi. Italia e Francia ne sono la prova eclatante. Ma non può essere che la mancanza di un’opposizione unita, seria, politicamente credibile lasci spazio ad un uomo solo. “Lui”, l’onnipotente.
Se l’è detto da solo : “Sono Io il miglior presidente del Consiglio da 150 anni”. Ha aggiunto anche di aver superato persino Alcide De Gasperi in quantità di giorni trascorsi a palazzo Chigi. Non è una questione di destra o sinistra o centro. Siamo ancora in democrazia, abbiamo il diritto di voto. Ma abbiamo al Governo un uomo che si vanta di essere passato indenne ad un incredibile numero di controlli fiscali e giudiziari, che nega ogni evidenza di fatti e misfatti che all’estero avrebbero fatto cascare qualunque politico.
Santa pazienza, buon gusto ed educazione non sono ipocrisia. Ma, non pago, si è fatto notare ancora più attaccando l’Unione europea che si era permessa di chiedere chiarimenti sui respingimenti degli immigrati da parte dell’Italia. Non bastava rispondere assennatamente con le adeguate spiegazioni. No, il Premier ha chiesto di “zittire” i commissari ed i portavoce europei con la minaccia di bloccare i lavori dell’UE.
Non bastavano le frasche casalinghe che hanno comunque fatto il giro della stampa mondiale. Anche Bruxelles ! Perché “Lui” intende rispondere solo al Presidente dell’UE, ossia Barroso, che ha dichiarato tutta la sua fiducia nei commissari, dei quali è molto fiero. Ma il fastidio è esploso e meno fair-play, lo spagnolo Almunia, commissario agli affari economici e monetari ha chiesto “A chi devo chiedere il permesso di parlare ?”. Lo svedese Anders Borg, che presiede l’Ecofin ha elegantemente auspicato che “la Commissione continui a rispondere alle domande in modo aperto e trasparente” lanciando l’amo ad Almunia che ha rincarato : “anche in italiano”.
Ecco, ci siamo fatti notare di nuovo… e c’è ancora chi grida al complotto mediatico contro Berlusconi. Eppure secondo i sondaggi circa sei italiani su dieci sono ancora pro Berlusconi ma lo dice Il Giornale, con il neodirettore Feltri. La Repubblica lo dà in regressione e sembra che Fini lo stia superando in popolarità.
Ma chi gestisce i sondaggi in un paese in cui il conflitto d’interesse e la libertà dei media sembrano concetti superati ?

lundi 19 octobre 2009, par Luisa Pace