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Brigata Sinfonica, troubadour 2.0

Li abbiamo visti nelle vesti di pifferai magici, scortare il pubblico all’inaugurazione di Italia Sostenibile, alcuni li hanno visti in concerto alla Comédie Nation, altri ancora – si spera – li incontreranno nei prossimi concerti ed iniziative : Antonio Catàlfamo, compositore siciliano, sassofonista, flautista, Roberto Stimoli, chitarra a 7 corde e voce, Mia Mohr, canto e percussioni, Gianluca Campanino, mandola, oud, tamburi, chitarra battente e canto, specialista non solo di musica partenopea ma anche di musica antica (barocca) e musica mediorientale.
Da seguire assolutamente.

Un po’ brass band, un po’ fanfara zigana, un po’ tarantella ma anche jazz e musici medio-rinascimentali, la Brigata Sinfonica re-intrepreta musiche antiche con la musica odierna “dei popoli”, spesso con arrangiamenti - a cura di Antonio Catàlfamo - spregiudicati e irriverenti. Vengono dal teatro (Mia Mohr) e dalle musiche di scena : hanno al loro attivo “The Blue Planet” opera multimediale diretta dal grande Peter Greenway e da Saskia Boddeke e lo spettacolo “Democrazia a Parole” sempre diretto dal duo Greenway-Boddeke. Vengono dall’Italia o comunque da un’italianità che trasuda da tutti i pori, ma hanno viaggiato parecchio “contaminando” le loro musiche con ritmi sudafricani e latino-americani. Il risultato è sorprendente : dei troubadour 2.0.
Forsi consci di questa loro particolarità, hanno concepito una lezione-spettacolo, dal titolo “Un mondo per tutti” che è un viaggio musicale dall’antichità al mondo moderno, tra le regioni italiane e d’altrove, avvicinando stili e esperienze espressive apparentemente tra loro lontane. La “lezione” analizza e fa riflettere il pubblico su suoni, ritmi e strumenti, e lo spingono ad interrogarsi sulla capacità della musica di integrare linguaggi, culture, stili ed epoche. D’altronde la Brigata Sinfonica nasce proprio con questo intento nel 2007 in seno alle attività culturali e laboratori di ricerca sull’integrazione sociale della facoltà di sociologia dell’Università di Catania.
“Fermamente convinti dell’attualità, della necessità, dell’imprescindibilità e dell’urgenza di comprendere e integrare culture e storie tra loro diverse, desideriamo con questo progetto apportare un contributo, seppur relativo, alla pacificazione dei drammi della nostra epoca che derivano dall’oblio e dalla mortificazione del principio elementare di ‘inclusione’. Ciò che noi designiamo come ‘un mondo per tutti’”, recita a mo’ di “manifesto” la descrizione della lezione-concerto. E qui, oltre all’allegra “brigata” che abbiamo visto place Frenay, vengono quasi in mente le brigate partigiane.

Per saperne di più :
www.brigatasinfonica.com

mardi 4 août 2015, par Patrizia Molteni