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Canaletto à Venise

Uno sguardo fantastico sulla Serenissima

Il Museo Maillol rende omaggio alla città lagunare, con questa mostra consacrata esclusivamente alle opere veneziane di Giovanni Antonio Canal, detto il Canaletto (1697-1768), sicuramente il più celebre dei “vedutisti” del XVIII secolo e l’artista il più avidamente ricercato dai collezionisti.

Il pittore ha in effetti conosciuto una notevole fortuna sin dagli esordi. Inizialmente attivo come scenografo al fianco del padre, si dedica dal 1720 al paesaggio di fantasia con rovine classiche - “i capricci ”- alla maniera di Luca Carlevarijs (1663-1730) e di Marco Ricci (1676-1730) per giungere poi alla “veduta” vera e propria, seguendo gli esempi di Caspar Van Wittel, chiamato più tardi Gaspare Vanvitelli (1653-1736) e dello stesso Carlevarijs. Canaletto insegue una visione del reale tutta sua, fatta di saldi impianti prospettici dai forti contrasti chiaroscurali e scenografici tagli “a effetto”. La sua paletta si compone dell’essenza stessa della luce, trasmettendo agli scorci della “Serenissima” vibrazioni tonali di sensibilità e singolarità ineguagliate.
Vittima del suo straordinario favore presso un pubblico internazionale di colti collezionisti (il suo nome è ricordato nei diari dei più illustri visitatori stranieri), nel 1753, l’artista si trasferisce a Londra, dove le vedute urbane della “City” e i riflessi delle acque del Tamigi rubano le luci della ribalta alla maestosa Venezia per dieci anni. Rientrato in Italia, Canaletto continua a ritrarre in lungo e il largo la sua flottante città natale ma, sulla laguna, un altro noto vedutista veneto ne solca le acque anch’egli alla ricerca della prospettiva ideale: Francesco Guardi (1712-1793)[1].
L’esposizione, curata dalla direttrice artistica del museo Patrizia Nitti e dagli storici dell’arte Annalisa Scarpa e Charles Beddington, affiancati da un comitato scientifico internazionale, riunisce più di cinquanta opere accuratamente selezionate e provenienti dalle più grandi collezioni museali e private. Molti i capolavori per la prima volta proposti in Francia o assenti dai circuiti espositivi internazionali da oltre ottant’anni! Un’impresa concretizzata anche grazie alla collaborazione con la Fondazione dei Musei Civici di Venezia.
Un fantastico allestimento di quadri e bozzetti dove i magistrali scorci prospettici celano dettagli disseminati fra monumenti, isole, piazze e canali dipinti che si snodano nei percorsi topografici ricomposti dall’immaginario dell’artista, fino a rivelarne i processi compositivi nei disegni.
Questi ultimi, veri e propri tesori veneziani, sono raccolti nel celebre quaderno di schizzi dell’artista (1731 ca.), eccezionalmente esposto al pubblico della mostra [2] e consultabile virtualmente, pagina dopo pagina. Il taccuino rivela vere e proprie bozze preparatorie dai tratti precisi che modellano le metamorfosi spaziali applicate alla resa prospettica immediata delle vedute. Una vera genesi del metodo e del processo creativo dell’artista: dall’idea al bozzetto, fino alla trasposizione dell’opera sulla tela. Tutto vi è scrupolosamente annotato: i colori, le tonalità, le misure, i materiali, i dettagli architettonici, le figure, i nomi dei luoghi, i riflessi dell’acqua…
Visionario “fotografo”, Canaletto si avvale di artifici tecnici per cogliere precisamente gli schemi compositivi all’aperto e poi finalizzare le bozze in studio. La camera ottica utilizzata dall’artista (vera e propria camera oscura portatile, elaborazione dello strumento utilizzato già dal Caravaggio) è, per l’occasione, ricostruita fedelmente nella mostra e permette al fruitore di sperimentare l’efficacia dell’ingegnoso congegno.
Il percorso espositivo del Museo Maillol svela i segreti dell’invenzione vedutistica che perpetua l’immagine della gloriosa città marinara nella memoria di tutti, entrando nell’intimo dell’ideazione pittorica di Canaletto e del suo sguardo fantastico sulla Serenissima: il suo pennello conferisce alla città dei Dogi una patina di eterna bellezza.

* Gianni Cudazzo, Storico dell’arte, CCFI Nantes.

1 Esposizione « Canaletto-Guardi, les deux maîtres de Venise », fino al 14 gennaio 2013. Museo Jacquemart-André a Parigi. www.musee-jacquemart-andre.com
2 Abitualmente conservato gelosamente a Venezia, al Gabinetto dei Disegni e Stampe delle Gallerie dell’Accademia.

martedì 9 ottobre 2012, di Gianni Cudazzo