FOCUS IN - Chi siamo
RICERCA
Une N° 23 Un N° 22 Une N° 21 Une N°20 Une N° 19 Une N° 18 Une N° 17 Une N° 16 Une N° 15 Une 14 Une N° 13 Une N° 12

Accueil > Actualités > Carla Valentini : pinocchiara ma non solo

Carla Valentini : pinocchiara ma non solo

Toscana, aretina per la precisione, Carla Valentini-Walliser dopo una carriera di insegnante nell’Education Nationale francese, ha ripreso a dipingere. Pinocchi di ogni colore ed in ogni posa, ma anche nature morte, la sua altra specialità.

Pinocchio di Carla Valentini Toscana, aretina per la precisione, Carla Valentini-Walliser dopo una carriera di insegnante nell’Education Nationale francese, ha ripreso a dipingere. Pinocchi di ogni colore ed in ogni posa, ma anche nature morte, la sua altra specialità.
Se andate alla libreria italiana “La Tour de Babel”, oltre all’olio dei colli sicani e alla serie “I lettori” della ceramista fiorentina Fiammetta Lipparini, troverete un’esposizione permanente dei Pinocchi di Carla Valentini : su sfondi di colori sgargianti, i burattini di tela sono esattamente come li descrive Collodi : sbarazzini, furbetti, con occhi stupiti e divertiti. In qualche tela compare la lavagna, simbolo di quella scuola cui Pinocchio non riusciva mai ad arrivare, distratto com’era da giochi ed avventure ben più interessanti, di quella istruzione che l’avrebbe fatto diventare un bambino in carne ed ossa e, per l’artista, simbolo di buona parte della sua vita, passata dietro una cattedra ad insegnare italiano. Un giusto ritorno delle cose : da toscana, lei ha imparato a leggere con Pinocchio, tutti i giorni a scuola se ne leggeva una pagina e, dopo averlo fatto leggere chissà quante volte ai suoi studenti, ora è lui a trovarsi davanti alla lavagna, immortalato nelle tele di Carla. A volte invece è alle prese con la natura – un uccellino che gli si posa sul naso, un grillo parlante che lo infastidisce con le sue prediche – e allora il naso cresce e spuntano anche dei germogli, come dire che anche di legno il personaggio è materia ben vivente. Forse l’artista, come me, come tutti, ha sempre preferito l’insolente marionetta a quei pedanti del grillo e della fatina. Ed è proprio questo il bello del burattino di Collodi : che ognuno di noi, ad ogni stadio della propria vita – conserva quel pizzico di Pinocchio che ha in sé.
La Valentini ha sempre dipinto e da quando si è trasferita a Parigi ha frequentato l’Ecole du Louvre e diversi corsi d’arte. Poi, con la meritata pensione, è venuto il momento di dedicarsi alla pittura a tempo pieno, cosa che fa ormai da qualche anno. Al suo attivo diverse mostre collettive e una personale nei prestigiosi locali della Camera di Commercio, rue du Fbg Saint Honoré. In queste occasioni mette in mostra il suo lato più serio : nature morte, fiori, frutta, composizioni delicate ed eleganti. L’idea di dipingere Pinocchio invece le è venuta quando si è trovata a dover accudire per un’intera giornata cinque bambini dai 4 ai 10 anni (figli di amiche e parenti). Non sapendo più come fare per intrattenere le creature ha cominciato a dipingere con loro dei Pinocchi e in men che non si dica la casa si è riempita di decine e decine di fogli tutti raffiguranti lo stesso personaggio. Visto l’alto gradimento di questo improvvisato atelier ha deciso di continuare. E poi, come dice lei stessa con l’occhietto ridente di sempre, “l’arte deve anche far sorridere, no ?”.
Come tutti gli anni, il 2010 vedrà un paio di mostre con i “peintres du Marais” e in marzo una collettiva alla Mairie del IV arrondissement.

jeudi 14 janvier 2010, par Patrizia Molteni