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Caro figlio ti scrivo…

Al contrario di Lucio Dalla, ne «L’anno che verrà», che scriveva all’amico per «distrarsi un po’», Focus in dedica questo numero non all’Italia che verrà ma a quella verrebbe, magari dall’estero, se tutti noi ci impegnassimo a trasmettere quello che di bello c’è nella nostra memoria e nella nostra storia alla progenitura nata fuori dal Belpaese. Come scrive Giacomo Losito, filosofo, storico, teologo la cui «lettera al figlio» è all’origine di questo primo piano, «ci sono cose tanto importanti quanto la pasta, i gelati, le pizze, i babà, il mare e il sole», mettendolo in guarda dai cliché sugli italiani contro i quali si dovrà inevitabilmente battere. Losito tocca temi come il lavoro, equivalente italiano delle libertà-uguaglianza-fraternità francesi, il miracolo economico, i grandi padri della cultura ma anche i grandi valori umanisti che da sempre hanno mosso gli italiani, dalla difesa della dignità umana di Pico della Mirandola alla battaglia contro la pena di morte di Beccaria, passando per le lotte per l’indipendenza e la libertà del Risorgimento e della Resistenza. Certo anche in Italia c’è stato il fascismo, c’è ancora la mafia, e la Chiesa è un po’ troppo presente, ma è anche il paese in cui più si è fatto e si fa per rimediare.
Ed è proprio su alcuni di questi cliché che il resto del primo piano si concentra, attraverso le parole ai figli di Franco Lombardi, che «salva» non tanto lo Stato quanto il popolo, di Zosimo, che tiene alla cultura del trovare il tempo di cucinare e di assaporare cibi genuini, di Fortunato Tramuta che rimpiange: «a mio figlio è mancato il bar»…
Ma abbiamo anche voluto sfatare due dei cliché che forse ci si sono incollati addosso con più resistenza: italiani? Fannulloni e mafiosi. Ecco che allora il lavoro de La Maggese e il reportage fotografico di Veronica Mecchia interpretano attraverso parole, canti ed immagini l’articolo 1 della Costituzione italiana, forse ancora più sentito per chi, per trovar lavoro, è dovuto andare all’estero. Ecco che allora l’intervista al magistrato Mario Vaudano ci rassicura sull’antimafia: in quanto a leggi, l’erba del giardino vicino non è affatto più verde.
Se, come nella canzone di Dalla, «qualcosa ancora qui [o piuttosto lì] non va», concentrarsi sui lati positivi a volte male non fa.

In questo dossier:
- "L’Italie présentée à mon fils" de Giacomo Losito (extraits)
- "Grandi paesi, piccoli stati" di Franco Lombardi
- "Cucinare con lentezza" di Zosimo
- "A mio figlio è mancato il bar" di Fortunato Tramuta
- "Specchio su uno spicchio d’Italia" di Ruggero de Pas
- "Emigrazione e lavoro: parole, suoni, immagini" di Patrizia Molteni, foto di Veronica Mecchia
- "Antimafia, quando il vizio diventa virtù", intervista a Mario Vaudano di Maria Chiara Prodi

giovedì 15 marzo 2012, di Patrizia Molteni