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Catherine Baratti-Elbaz : Un’italo-mediterranea alla guida del XII arrondissement

Nonno Baratti, aretino, e nonna Moro, del cunese, sono arrivati a Nizza negli anni ’30. Come molti, lui ha lavorato nell’edilizia tanto che la “leggenda familiare” racconta che la fede di matrimonio sia andata persa al Negresco durante i lavori di costruzione. Il padre studia al prestigioso liceo Massena di Nizza, si sposa con una Baracco, francese, ma solo da qualche generazione. Con una borsa di studio, dati i pochi mezzi in casa, papà Baratti si laurea, comincia ad insegnare all’Università Luminy fino a diventarne il rettore. “Una storia di meritocrazia repubblicana”, commenta la figlia Catherine, neoeletta sindaco del XII arrondissement di Parigi. Purtroppo non parla italiano, ma lo capisce perché i genitori si parlavano tra di loro in italiano ma non ai figli, una volta si faceva così per permettere loro di diventare francesi “veri”. Per fortuna la nonna, che non parlava la lingua, le raccontava storie della terra e della gente che si era lasciata alle spalle.
Catherine, cresciuta a Marsiglia, ha poi sposato un marocchino, il signor Elbaz, ma tiene a portare i due cognomi per “ostentare” la sua mediterraneità, il “mélange” sempre benefico di più culture, uno dei figli porta come terzo nome Corrado.
D’oltralpe ha ereditato il gusto per il cibo, la qualità dei rapporti con la famiglia, il piacere delle riunioni con i parenti, la voglia di tornare, anche se deve negoziare con il marito per andarci un anno sì e uno no. Un’identità francese, insomma, ma tinta d’Europa e di mediterraneo.
A proposito di Europa, a pochi giorni dalle elezioni europee è d’obbligo cominciare da lì : cosa ne pensa dello straordinario successo del Partito Democratico ? “Dimostra che la nostra condiscendenza, il lato un po’ primi della classe dei francesi è fuori luogo : adesso siamo un po’ meno fieri, soprattutto dopo i risultati delle elezioni !”. Dimostra anche che i politici - soprattutto nella città di Parigi che è rimasta a sinistra – “hanno una responsabilità in più : lottare contro l’esclusione, la paura dell’altro, la mancanza di fiducia nel futuro che si sono espresse nel voto dei francesi”. E questo, secondo il Sindaco del XII, si fa nello spazio pubblico, a cominciare dai quartieri. Al Forum delle associazioni del XII partecipano già 200 associazioni e lei vuole cominciare proprio da lì, lanciando in autunno gli “stati generali della vita associativa” perché anche chi prende le distanze dalla politica si impegna nella società civile attraverso il volontariato. Il XII conta allora aprire ancora di più il dibattito pubblico, potenziando i consigli di quartiere e dando la possibilità alle associazioni di riunirsi, di lavorare, di sviluppare progetti.
“Secondo un sondaggio recente, l’immagine del XII è quella di un quartiere in cui non succede niente”, dice il Sindaco, “eppure abbiamo l’Opéra Bastille, la cinemateca, il Bois de Vincennes e Bercy, la Cité d’Histoire de l’Immigration e l’Acquario della porte Dorée… Dobbiamo allora comunicare meglio sull’esistente ed associare di più gli abitanti alle inziative dei loro quartieri, anzi spingerli ad essere all’origine di progetti associativi e protagonisti della storia urbana”.
Gli italiani in tutto questo ? Il XII è da decenni un luogo privilegiato, dall’arrivo alla gare de Lyon e poi a quella di Bercy delle prime ondate migratorie, all’apertura di laboratori artigianali lungo il Faubourg Saint Antoine, alla dimora di tanti italiani, anche tra gli odierni expat. Non si contano i locali italiani e persino LA trasmissione radio parigina emette da radio Aligre in rue de Montreuil.
E’ proprio dal padre aretino, che non si è mai occupato di politica ma è sempre stato molto attivo nel tessuto associativo locale, che le viene la nozione di “impegno per il benessere degli altri, per il bene comune”, da cui il suo attaccamento a tutte le forme di educazione popolare, compresi i centri di “Culture et Loisir” di cui si è occupata dal 2004 in poi. L’approdo del prossimo Forum delle associazioni franco-italiane è un primo logico passo in una strada già spianata.

lundi 9 juin 2014, par Patrizia Molteni