FOCUS IN - Chi siamo
RICERCA
Une N° 23 Un N° 22 Une N° 21 Une N°20 Une N° 19 Une N° 18 Une N° 17 Une N° 16 Une N° 15 Une 14 Une N° 13 Une N° 12

Home > Primo Piano > Rete sociale fino a che punto ? > Comunico ergo siete

Comunico ergo siete

La comunicazione (dal latino cum = con, e munire = legare, costruire e da communico = mettere in comune, far partecipe) è un processo di trasmissione d’informazioni il cui senso si esprime nello stesso significato semantico del termine: “far conoscere”, “rendere noto”. In particolar modo nell’ambito associativo, però, l’idea di comunicare non può ridursi al semplice concetto informativo ma deve favorire e incoraggiare l’aspetto partecipativo, la collaborazione rinforza il senso di comunità.

Ogni associazione ha il cruciale problema del coinvolgimento e della partecipazione degli aderenti ma allo stesso tempo l’informazione è la prima tappa per allargare il cerchio degli interessati e potenziali utenti. L’originalità e la varietà dei programmi o servizi abbisognano di un’adeguata ed efficace strategia informativa e promozionale. Nell’era multimediale, la comunicazione diventa essenziale per sedurre e perennizzare i soci.
Il moltiplicarsi dei supporti mediali accresce sempre di più i bisogni o le attese degli utenti. Oggi più che mai, il fruitore, al pari del consumatore, prende il controllo su ciò di cui ha voglia o bisogno. Non è un caso che anche i giganti del mercato mondiale sviluppino e affinino programmi e siti di fidelizzazione multicanale, dagli smartphone al web. Il supporto cartaceo ha ancora lunghi anni davanti a sé ma interagisce sempre di più col multimediale. In poche parole i volantini o le brochure non bastano più ma restano necessari all’annuncio e alla circolazione dell’informazione a un determinato momento.
Se una confederazione efficace e moderna richiede oggi un sito web, allo stesso tempo, in un forum associativo, il supporto stampato resta uno strumento distintivo e indispensabile alla divulgazione dell’identità, l’organizzazione, gli scopi, i vantaggi, i progetti e i programmi che ne stimolano l’adesione.
La rete poi si arricchisce di mezzi sempre più ricercati e personalizzati. Un social network, ad esempio, può facilmente attivare le risorse associative convogliandole in un luogo in cui possono essere condivise e scambiate. Può inoltre contribuire in modo rilevante a trasmettere in tempo reale messaggi da e verso gli associati, coinvolgendoli in modo attivo nell’elaborazione di proposte o nell’organizzazione di attività sul territorio.
Nel marasma multicanale ognuno di noi sceglie e utilizza a suo modo i mezzi più propensi per informarsi, scambiare opinioni, mantenere i contatti ma anche esprimersi. Il pulsante “Mi piace” di Facebook permette, ad esempio, di dimostrare apprezzamento verso un particolare elemento condiviso, rendendo sociale l’espressione personale e più divertenti e condivisibili le attività comuni.
Nella situazione attuale, il segreto per una comunicazione associativa pertinente ed efficace resta quello di rilanciare regolarmente i messaggi da trasmettere, di identificarsi negli utenti, accompagnarli nell’evoluzione informativa favorendone la partecipazione e sorprendendoli magari tramite i canali di diffusione. Senza dimenticare che l’aspetto creativo del messaggio svolge un ruolo essenziale, un po’ come per un’appetitosa ricetta di cucina: anche l’occhio vuole la sua parte.

Le 5 regole della comunicazione associativa:


• Non pensare che le strategie di comunicazione siano più importanti del contenuto.
• Non comunicare con gli utenti solo per chiedere loro qualcosa.
• Non pensare che i fruitori si esprimano solo sugli strumenti messi loro a disposizione (sarebbe come sperare che le persone dicano tutto ciò che pensano guardandosi negli occhi).
• Favorire un’informazione puntuale piuttosto che alternare una comunicazione assidua a silenzi prolungati (ciò allontana gli utenti, che non sanno più cosa aspettarsi).
• Rispettare i 4 criteri essenziali di base. Semplicità: essere comprensibili e identificabili; Pertinenza: in accordo con le prospettive degli utenti ma anticipandone desideri e aspirazioni; Originalità: creare la differenza, nei mezzi, nella forma e nel contenuto; Credibilità: per non deludere le attese.

* Gianni Cudazzo è responsabile della comunicazione del CCFI di Nantes.

mercoledì 27 giugno 2012, di Gianni Cudazzo