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Con la cultura non si scherza !

Studiare il funzionamento delle culture, comprendere le conseguenze della loro interazione nell’ambito della gestione del personale nelle aziende : questo ci permetterebbe di trovare una buona relazione fra il globale e il locale nelle attività internazionali, di prevenire il blocco emotivo dei collaboratori provenienti da culture differenti e di trovare il modo migliore per gestire il lavoro di un’equipe multiculturale. Selezione, assunzioni, formazione, valutazione del personale, ma non solo.

Capire le culture significa anche saper cogliere le ragioni per cui i dipendenti locali non applicano le procedure, continuando ad ignorarle o interpretandole a modo loro. O ancora, capire perché certe norme contrattrattuali non vengono riconosciute da certi sistemi giuridici. Oppure essere in grado di interpretare un modo di agire che la nostra cultura considera sconcertante.
Entrare in contatto con un interlocutore di cultura diversa dalla nostra suscita una serie di domande che si potrebbero riassumere in alcuni punti : « ho capito bene ? », « ho l’impressione che qualcosa mi sfugga ? », « mi posso fidare ? ».
Quello che all’inizio può sembrare un semplice problema di comunicazione nel tempo può aggravarsi. La ricorrente frustrazione può generare uno stato di ansia. _ Ci si trova confrontati ad un sistema di regole sottointese che si basano su valori diversi dai nostri - che spesso sottovalutiamo o addirittura troviamo irritanti - una diversa visione del mondo e di relazione con la realtà. Essere in grado di decodificare questo insieme ci può aiutare a gestire le relazioni con l’altro in modo adatto ed efficace.
Ciò che è interessante e nello stesso tempo inquietante nel rapporto con la nostra cultura d’origine è che essa determina anche le nostre emozioni. Qualcosa di estremamente emozionante in una cultura, come per esempio una canzone, può essere considerato insignificante in un altro contesto culturale. Non solo : la cultura condiziona anche l’intensità di un’emozione nel quadro delle relazioni sociali. Certe culture valorizzano la manifestazione pubblica dei sentimenti, in altre questo tipo di manifestazione viene sentito come mancanza di autocontrollo e quindi socialmente riprovevole.
Se si viene da una cultura piuttosto emotiva, come quella italiana, e si entra in contatto con una cultura che considera il controllo delle emozioni come un dovere sociale, bisogna fare attenzione e calibrare opportunamente sia le parole che i gesti per non risultare ridicoli o peggio ancora villani.
Per poter lavorare e gestire delle relazioni professionali in modo efficace è necessario identificare la propria predisposizione emotiva. Se, per esempio, sappiamo che ci arrabbiamo facilmente quando il nostro interlocutore ci tiene testa o ci dà torto, dobbiamo essere capaci di riconoscere questa inclinazione in modo da trovare un’efficace strategia per controllarla.
Durante un incontro franco-italiano ad altissimo livello, ho potuto verificare in momenti diversi come, pur provenendo da culture con un origine comune come quella latina, i francesi si posizionino su valori profondamente diversi dai nostri. Ricordo in particolare un momento, in cui il direttore della filiale italiana, dopo aver esposto un problema tecnico piuttosto grave, aveva cercato di sdrammatizzarlo. Il suo omologo francese lo aveva guardato allibito, poi aveva iniziato il suo intervento chiedendogli il motivo di tanto buon umore, visto che lui non vedeva niente di divertente nella relazione appena presentata. Nella sala c’erano una ventina di persone. Nel giro di pochi secondi non si sentiva più volare una mosca. Tutti gli sguardi si erano puntati sui due interlocutori. L’italiano, per superare l’imbarazzo, aveva cercato la complicità del collega con una battuta di spirito che non era stata raccolta. Anzi, il francese aveva ribadito la sua domanda. Con un’altra battuta, l’italiano aveva cercato di destabilizzare l’interlocutore, che imperturbabile insisteva per avere una spiegazione. Ambedue rispondevano, senza rendersene conto, a degli imperativi culturali : l’italiano scherzando e il francese insistendo nella sua richiesta di una risposta razionale. Ci voleva qualcosa che sbloccasse la situazione. Senza nessun merito la soluzione fu trovata dalla sottoscritta. Prevedendo una situazione sempre più tesa, avevo cominciato - per una abitudine che riemerge nei momenti topici - a dondolarmi sulla sedia. Improvvisamente questa ha ceduto, facendomi quasi cadere. Il piccolo incidente è stato sufficiente per distogliere l’attenzione. La breve interruzione ha permesso al direttore italiano, che per fortuna aveva intuito la controproducente inutilità del suo insistere sulla chiave comica, di riprendere in modo opportuno il filo del discorso e chiudere con un buon risultato l’incontro.

dimanche 12 juin 2011, par Marzia Beluffi