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Coraggio dell’Europa

Sarà allestita nel quadro della settimana italiana del 13° arrondissement di Parigi una mostra sui ferrovieri nella Resistenza realizzata congiuntamente dagli allievi del liceo Claude Monet (Parigi) e del liceo Macchiavelli (Roma), accompagnata dalla proiezione di un documentario. Un progetto europeo concepito dal Municipio Roma 3 in collaborazione con la Mairie del 13° arrondissement. Agli eventi parigini in presenza degli organizzatori, tra cui Alfredo Spositi, consigliere municipale, Mariachiara Verrigni, project manager e tutta l’équipe impegnata in questa preziosissima ricerca, assisteranno Dario Marcucci, Presidente del Municipio 3, Jerôme Coumet, Sindaco del 13°, Jacqueline Zana-Victor, che si è interessata al progetto fin dall’inizio.

Il figlio di Michele BolgiaIl quartiere San Lorenzo, dove si situa il Municipio di Roma 3, e il suo scalo hanno un triste primato: è stato il primo ad essere colpito da una bomba, il 19 luglio 1943. Dalla stazione della Tiburtina, sempre nel quartiere, partivano i treni che trasportavano i deportati nei campi di concentramento. La più grande razzia che Roma ha conosciuto è quella del 16 ottobre 1943 in cui furono catturati e deportati, proprio dalla Tiburtina, 1024 ebrei, solo 16 ne tornarono. Uno degli eroi della Resistenza fu un ferroviere, Michele Bolgia, fucilato nel massacro delle fosse Ardeatine perché apriva i vagoni e aiutava i deportati a scappare.
Anche in Francia, gli cheminot hanno avuto un ruolo nella resistenza, mentre la SNCF, ormai in mano a dirigenti tedeschi era costretta ad una funzione assimilabile alla polizia. Negli atelier di riparazione, c’erano soldati con i fucili spianati, i manovali erano sorvegliati a vista e puniti per la minima infrazione. Eppure hanno sabotato centinaia di locomotive (alla fine ne rimanevano 200 sulle 4000 d’origine), facevano riparazioni sbagliate per mettere fuori uso i treni, raccoglievano i biglietti che i deportati lanciavano dal finestrino o facevano scivolare sotto le porte dei vagoni. Anche loro hanno un eroe, Léon Blanchard, l’unico ad aver rifiutato di condurre i treni della morte, “ma è un lato della storia della Resistenza francese che rimane tutto sommato meno visibile, oscuro, anzi forse oscurato”. “E’ questo che è venuto fuori dalle interviste”, racconta Mariachiara Verrigni, project manager, “anche oggi a 70 anni di distanza alcuni degli intervistati hanno detto di non poterne parlare”.
Di qua e di là delle Alpi, i ferrovieri hanno condotto una Resistenza non tanto passiva quanto dall’interno, cercando di sabotare gli ingranaggi del fascismo. Un “esempio di umanità” e di coraggio che rischia di essere dimenticato. Ecco, per non dimenticare: questo è uno degli obiettivi del progetto, insieme al tentativo di documentare attraverso il racconto orale, prima che sia troppo tardi, un periodo atroce della storia d’Europa, del mondo e dell’umanità. E per ritrovare una verità storica che alcuni vorrebbero manipolare in un tentativo di confondere i giovani su valori che dovrebbero essere, al contrario, molto chiari.
I ricercatori, sotto la direzione scientifica di Stefania Ficacci, hanno registrato una serie di interviste a testimoni, a Roma e a Parigi, filmate a Parigi dalla regista Greca Campus mentre a Roma alcune interviste sono state addirittura filmate dai ragazzi del Liceo Macchiavelli, coinvolto insieme alle scuole elementari e medie del quartiere. Altri hanno svolto la ricerca storica, altri ancora hanno cercato le canzoni d’epoca, in collaborazione con la Civica Scuola delle Arti in cui sono stati organizzati anche dei workshop. “Uno degli obiettivi è quello di far capire ai ragazzi che si sono persone vive a cui si può chiedere”, spiega Alfredo Spositi, consigliere municipale e presidente della commissione Scuola e Cultura.
Il tutto verrà inserito in un sito e nelle reti sociali come Facebook e Twitter per coinvolgere i giovani usando i loro mezzi di comunicazione e di fruizione dell’informazione. L’équipe di ricerca spera anche che il sito possa servire da base perché ciascuno possa aggiungere documenti e testimonianze.
Tra i risultati “grand public” che si potranno vedere alla Mairie del 13°, un documentario che sarà proiettato il 22 giugno, in apertura della settimana italiana, la mostra allestita dal Liceo Claude Monnet, dove i ragazzi hanno lavorato per mesi con le insegnanti (Giulia Tincani, Laurence Richet e Elisabetta Bonasera) e con Valerio Timperi, giovane ma competente stagista dell’ANPI di Parigi.
Per non dimenticare, o anche per scoprire il coraggio dell’Europa, non ve lo perdete.

venerdì 15 giugno 2012, di Patrizia Molteni