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FLARE & Libera

Criminalità organizzata: la banalità del male

Incontro con Roberto Scarpinato e Jean de Maillard

«Fino a vent’anni fa potevamo credere che esistesse un mercato sano, una società sana, da proteggere dalle infiltrazioni criminali: oggi bisogna invece realizzare che le organizzazioni criminali sono diventate fornitrici di beni e servizi illegali (droghe, articoli contraffatti, tratta di esseri umani, smaltimento di rifiuti tossici) che vengono richiesti da milioni e milioni di persone normali.» _ Jean de Maillard

«Rispetto a questa criminalità sistemica, il vecchio diritto penale dell’800 e del ‘900 è come una pistola ad acqua, un’aspirina contro il cancro. Dobbiamo prendere coscienza dell’emergere di un nuovo concetto, l’economia fraudolenta.»
Roberto Scarpinato

Non sarà stata un’iniezione di prospettive rassicuranti, la serata del 18 novembre con i giudici Roberto Scarpinato e Jean de Maillard, ma certamente ha avuto il merito di andare dritto al punto. E non si può nemmeno dire che sia stato un incontro dal sapore disfattista, perché un messaggio così duro trasmesso da persone lucide, che lottano quotidianamente attraverso il loro lavoro contro la criminalità, non trascina verso l’esasperazione, ma sgombra il campo dalle armi spuntate e ci interpella a crearne di nuove e soprattutto ad essere vigilanti.
Approfittando di un invito fatto a Roberto Scarpinato da CitéPhilo (Lille) contestualmente all’uscita del suo libro Le Dernier des Juges, Fabrice Rizzoli, con FLARE, ha organizzato una serata di grandissima attualità, mettendo accanto al procuratore generale della corte d’appello di Caltanissetta Jean de Maillard, giudice francese autore del libro L’arnaque sulla criminalità finanziaria e esperto del settore.
Immaginato alcuni mesi fa, nel filone delle iniziative di approfondimento che FLARE e Libera indicono periodicamente, questo incontro non poteva aver luogo in un momento più caldo di questo, tra la caduta del governo Berlusconi, l’attacco finanziario all’Italia e la fresca nomina di Mario Monti a presidente del consiglio. 
Da un lato Jean de Maillard, che studia lo strapotere dei mercati e l’indebolimento delle democrazie ad esso connesso, e dall’altro Roberto Scarpinato, che punta il dito contro la storia criminale dell’Italia dicendo senza mezze misure che «la mafia ha sempre avuto protezione politica: ecco perché lo stato non è mai riuscito a sconfiggerla». Da un lato le convergenze tra Francia e Italia nel contesto della globalizzazione della criminalità organizzata. Dall’altro le differenze tra i due paesi, che Jean de Maillard riassume così: «In Francia abbiamo l’opposto dell’Italia: in Italia c’è uno stato debole con strutture intrastatali resistenti. In Francia abbiamo uno stato forte, ma con delle istituzioni che sono normalmente dei contropoteri (come la giustizia) che finiscono per essere strutturalmente deboli». E conclude con un monito che come FLARE e Libera non possiamo che sentire nostro: «Forse gli affari di criminalità sono cose troppo serie per farle gestire solo ai giudici e ai poliziotti.»
Per questo mettiamo al centro dei nostri incontri i prodotti di Libera Terra, portati in Francia dall’azienda Ethicando, perché sono un segno tangibile di quel che succede quando i cittadini si riappropriano del loro spazio. E per questo invitiamo con piacere le altre associazioni italiane (che anche questa volta hanno partecipato numerosissime) a percorrere questo cammino di conoscenza delle dinamiche criminali. Perché è importante focalizzare bene quale sia il nemico da combattere. Che è sempre meno un uomo in coppola e lupara, e sempre di più la “banalità del male”.
Se, come dice Roberto Scarpinato, «il mondo criminale è lo specchio che rivela i vizi segreti di milioni di persone normali», finisce che per combattere la mafia ci tocca prendere in prestito una parola che da anni non va più di moda, ma che forse ha ancora una sua utilità: la morale.


Vedi on line : Il blog di Flare France

mercoledì 7 dicembre 2011, di Maria Chiara Prodi