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Léonard de Vinci, projets, dessins, machines

Da Vinci projects: l’eredità di Leonardo

Nell’esilarante film “Non ci resta che piangere”, Massimo Troisi e Roberto Benigni immaginano brillantemente un incontro anacronistico col genio fiorentino, romanzando ironicamente sulla capacità inventiva del Maestro che alla fine della storia riesce a costruire il treno a Frittole “nel 1400, quasi 1500”, sulle vaghe indicazioni pseudo-scientifiche dei nostri due anti-eroi, disperatamente prigionieri nel passato rinascimentale.
L’avvincente e visionaria convergenza tra passato, presente e futuro si svolge oggi nell’appassionante viaggio ludico-scientifico proposto dalla mostra Léonard de Vinci, projets, dessins, machines.

Qual è il rapporto tra lo “sfumato” sorriso di Monna Lisa, il volo degli uccelli, la gru di Brunelleschi e una balestra gigante? Leonardo artista Universale certo, ma anche architetto, ingegnere militare, scienziato, anatomico, scenografo, musicista… È partendo dalla sua curiosità insaziabile che si costruisce la mostra alla Cité des sciences et de l’industrie di Parigi, curata da Claudio Giorgione e Éric Lapie, realizzata in collaborazione col Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano e il Deutsches Museum di Monaco.
Un’imponente scenografia composta di strutture cilindriche che supportano immensi teli raffiguranti i capolavori artistici leonardeschi fa da sfondo all’organizzazione del percorso incentrato sul ruolo fondamentale della sua acuta e originale osservazione della natura. Un’ingegnosità eclettica illustrata scrupolosamente nei progetti e nelle annotazioni dei preziosi “Codex” manoscritti. Una quarantina delle macchine avanguardistiche immaginate o perfezionate dal Maestro e costruite 400 anni dopo – nel 1950 – dagli schizzi originari, s’impongono allo spettatore; testimoniando il pensiero e la metodologia di colui che incarna l’archetipo dell’Uomo Rinascimentale.
Ma possiamo dunque affermare che l’ideatore dell’aereo o della gru moderni sia Leonardo? Le ingegnose macchine esposte possono definirsi delle vere e proprie invenzioni rinascimentali?
La riflessione sui contenuti espositivi offre il pretesto di ricontestualizzare il genio e lo spirito leonardesco. Leonardo Da Vinci, dai talenti e l’acume trasversale indiscussi, resta uomo - sicuramente “sui generis” - e le sue meditazioni s’integrano e si sviluppano in un contesto storico determinato, interagendo con i suoi contemporanei.
Le animazioni della mostra interattiva e multimediale - particolarmente curata pedagogicamente - svelano al pubblico la complessità della capacità analitica di cui la creazione leonardesca si nutre. Diverse le tematiche esplorate: dall’osservazione del volo e della morfologia anatomica agli studi balistici, ispirati dall’osservazione delle acque o del vento; dalla trasmissione motrice della “vite senza fine” alla conversione del movimento della “vite aerea”, applicando la speculazione all’esperienza umana o all’impiego in settori specifici come l’ingegneria militare o l’automatizzazione della fabbricazione.
Un emozionante progetto di unificazione del Sapere ispirato dalle innumerevoli conoscenze sviluppate da Leonardo, impregnate dal pensiero rinascimentale e di cui la Storia ha fortunatamente ritrovato traccia.

*Gianni Cudazzo è storico dell’arte e conferenziere di storia dell’arte italiana; Centre Culturel Franco-Italien de Nantes.

Informazioni: www.cite-sciences.fr


Vedi on line : www.cite-sciences.fr

martedì 26 marzo 2013, di Gianni Cudazzo