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Post-terremoto in Emilia

Dalla Francia, fondi per La Lucciola

“Potete spezzare la nostra terra, ma non il nostro coraggio”, diceva lo slogan che ha accompagnato la fase del post-terremoto in Emilia del maggio 2012. Marketing emozionale senza fondamento? Chi lo pensa non ha incontrato il dottor Bencivenni, nume tutelare, con la fondatrice, dottoressa Lamacchia, della cooperativa La Lucciola. A questo centro diurno per bimbi e ragazzi con problemi motori e psichici, sito a Ravarino, in provincia di Modena, sono andati i ricavati di tutte le attività di foundraising fatte nel 2012 da un gran numero di associazioni emiliano romagnole (e non) in Francia, nonché di tanti donatori individuali.
Da cosa riconosci il coraggio? Ci sono tanti indicatori, che esemplificheremo con una lista tratta tutta dal sopralluogo effettuato il 26 ottobre scorso alla Lucciola.
Coraggio è, per esempio, non chiudere nemmeno un giorno il centro. Coraggio è far metabolizzare un’esperienza traumatica ad una collettività di ragazzi con difficoltà senza nascondere niente della gravità del momento, ma rendendoli capaci, anche nel loro piccolo, di darsi da fare. Coraggio è farti vedere i dettagli di bellezza posti con cura nelle casette prefabbricate che hanno sostituito la magnifica e ferita villa. Coraggio è farti vedere solo all’ultimo la villa, con i suoi 1500m² da ristrutturare completamente. Prima c’è il tempo, tutto il tempo, di spiegarti perché la cooperativa la Lucciola è innovativa, perché è un modello educativo che vede al centro la comunità non i singoli, perché bisogna prendersi cura delle relazioni. C’è il tempo di raccontare la storia del ragazzo autistico che è aiutato a muoversi dal ragazzo in carrozzina, perché la corazza psichica del primo è più immobilizzante della carrozzina del secondo, c’è tempo di raccontare della comunità sorella della Lucciola, la Lanterna di Diogene, del ristorante che impiega i ragazzi della Lucciola diventati ormai adulti e passati alla Lanterna, e di come quel giorno la ragazza Down ha convinto Carlin Petrini a dare al ristorante il label di Slow Food. No, non prendiamo Lucciole per Lanterne, il coraggio lo si vede in queste cose, e se ha retto all’urto del terremoto, è perché c’era anche prima, e aveva già mostrato di resistere a molte scosse.


Arrivati a destinazione i proventi della raccolta fondi in Francia

Sono 2000 euro i fondi consegnati alla cooperativa sociale La Lucciola per i quali si sono mobilitate le associazioni parigine Fratellanza Reggiana ed Emilia-Romagna e le reti Rezdora Reloaded e Ex-Bo. Risultato del Forum delle associazioni, dello spettacolo con Matteo Belli, di diversi aperitivi solidali tra cui uno “sponsorizzato” dai produttori piacentini del SIAL al liceo italiano, una tagliatellata solidale al Marcovaldo e i doni spontanei di tante associazioni come di numerosti donatori indivduali, che ci è impossibile qui citare tutti. Un ringraziamento globale a tutti loro anche a nome della Lucciola.
Maria Chiara Prodi e Caterina Zanfi hanno consegnato il dono.
Le foto di questa pagina sono di Caterina Zanfi.


mercoledì 4 dicembre 2013