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Debito pubblico: tutti nella stessa barca

Scagli la prima pietra chi non detiene un debito di Stato…
…e dal G20 arrivò una frana…
… di che lapidare intere popolazioni mentre l’Europa sta diventando il regno dei capri espiatori.

E’ sempre colpa di qualcun altro e, come si è ben capito alla fine del G20 di Cannes, presieduto dall’inossidabile Sarkozy, soprattutto non è colpa di Francia e Germania. Anche gli europeisti più convinti stanno deprimendosi. Il G20 è servito a sgridare Grecia ed Italia, a stabilire nuove drastiche regole antirecessione per risanare i deficit dei paesi europei più in crisi ed un po’ meno drastiche per il tandem franco-tedesco. La democrazia economica dell’Europa è decisamente in pericolo, l’unico a riuscire ancora a tirar fuori aria dai polmoni per rimettere a posto i presuntuosi è Daniel Cohn-Bendit, il deputato europeo, guarda caso franco-tedesco, che tiene da solo la barricata che aveva animato con foga già nel 1968. L’unico ad essersi veramente scandalizzato per il comportamento di Sarkozy e della Merkel che hanno messo spalle al muro il primo ministro socialista greco George Papandreou. Ha probabilmente ragione quando afferma che è anche questo tipo di comportamento autoritario che fa scendere i due leader nei sondaggi. Per citarlo: «Non so se la Signora Merkel ed il Signor Sarkozy siano in grado di ascoltare un Capo di Stato, spalle al muro, perché vuole veramente salvare il proprio paese». E tanto scandalo attorno al “tradimento” per l’annuncio di un referendum popolare, poi ritirato, è di un’ipocrisia unica. L’Europa pretende che la Grecia si rialzi ricordandole di aver stanziato fondi appositamente. Peccato che i tecnocrati non siano stati abbastanza coraggiosi e che li abbiano accordati per tranche, non ancora arrivate, invece di dare un aiuto deciso e decisivo. Scandalo perché Papandreou ha annunciato il referendum “dopo” la decisione europea di aiutare la Grecia. Appurato che non si può uscire dall’euro senza uscire dall’Europa, per quale motivo i greci non avrebbero il diritto di decidere da soli visto che sono stati svenati da problemi interni di corruzione e mal gestione ed ora dalle decisioni europee che fanno stringere alla popolazione cinture ormai all’ultimo buco, pensionati compresi?

…dalla Grecia all’Italia…

…il passo è breve. Tutti si accaniscono a dire che l’Italia non è allo stadio della Grecia. Economicamente è vero ma è anche vero che il Popolo – con la maiuscola per favore perché è il Popolo che fa vivere un paese e soprattutto la sua classe dirigente – subisce in entrambi i paesi anni di malgoverno, corruzione & Co…
E chi viene a darci lezioni? Il neodirettore generale dell’FMI Christine Lagarde che ha sostituto au pied levé l’altro francese, Dominique Strauss-Khan, detto DSK, col quale condivide il gusto per il lusso. E’ forse un commento di bassa lega, ma recarsi ad un G20 sulla crisi della zona euro con tutti i gioielli di place Vendôme, in un’era dove l’immagine detta legge, fa un po’ “noi sovrani, voi popolo”. Ma era una divagazione. Sicché l’ingioiellata (insisto) Lagarde ha affermato “Il problema dell’Italia è la mancanza di credibilità”, aggiungendo: “Verificheremo che le autorità italiane e l’Italia in generale faccia ciò che si è impegnata a fare presso l’Ue attraverso un’analisi indipendente”. E intanto Berlusconi, ossia il problema di credibilità dell’Italia, già stava sul baratro. Più discreta e lucida e ben più preparata, il cancelliere Angela Merkel ha detto dell’Italia “è importante che il paese recuperi fiducia” cosa che le sembra stia accadendo, come ha precisato. “E’ necessario per altro che ci sia chiarezza sulla leadership del governo italiano”. Sempre la lungimirante Merkel ha poi aggiunto: “Ho l’impressione che l’Italia sia sulla strada giusta, ma il tempo stringe”.

Da che pulpito…

Da Bruxelles è arrivata una tirata d’orecchi anche alla Francia che “deve prendere misure supplementari per correggere il proprio deficit” ha avvertito il commissario europeo agli Affari economici Olli Rehn “gli indicatori di fiducia si deteriorano rapidamente”. Spiacente per la Francia e lungi dal pensare “mal comune mezzo gaudio” ma un po’ di pudore prima di puntare il dito contro gli altri… L’Italia è stata innegabilmente messa in una posizione tragica. Ma da lì a farci fare la lezione da Monsieur Sarkozy, soprattutto da lui, che gioca al paladino dell’Europa già dagli inizi del proprio mandato con il salvataggio della costituzione europea diventata il Trattato di Lisbona (idea copiata alla Merkel come sui banchi di scuola) è troppo. La Francia soffre dei tagli imposti sempre agli stessi: ricerca, sanità, istruzione… soffre perché ha un’economia fondata su grandi gruppi che delocalizzano come e quando vogliono chiudendo stabilimenti interi mentre la piccola e la media industria sono totalmente strozzate da tasse e banche. Al G20 di Cannes hanno ammonito le banche stesse, e a ragione, ma senza porre paletti verso i poveri utenti, utenti che dovranno ulteriormente stringere la famosa cintura che non ha più buchi e che dovranno passare alle bretelle. L’Europa si è svenduta, a cinesi compresi che, protezionisti come sono, per dare prenderanno molto, cosa ancora non sappiamo. In più le banche ridurranno ancora i prestiti alle piccole aziende il che significa crescita zero e disoccupazione in salita. Tutti i “grandi” della terra hanno deciso che bisogna rientrare nei deficit per evitare il famoso default – che non è altro che il fallimento. Peccato che a parte chiedere sforzi a tutti, anche ai pensionati - ma non a quelli dalle pensioni d’oro ovviamente – a nessuno sia venuto in mente di fare un piano di rilancio, tanto viviamo in una bolla speculativa tale in cui le linee di conto non corrispondono più a nulla se non a delle cifre incomprensibili sui monitor dei trader. Fantastico, il Governo francese ha deciso di congelare gli stipendi del Presidente e dei Ministri. Fantastico se si pensa che nel 2007 Sarko ha aumentato il proprio stipendio del 172%. La spiegazione esiste: il Primo Ministro guadagnava più di lui. Ecco che giustizia è fatta.

Meno male che Obama c’è!

Sarkozy vive l’incubo di perdere la tripla A (per i non addetti ai lavori, la tripla “A” consente di chiedere prestiti ad un tasso inferiore, se ne perdi anche solo una perché il paese è meno “sicuro” si alza il tasso, un po’ come per noi persone comuni quando andiamo in banca) mentre Obama, con la sua solita flemmatica classe, quando ne ha persa una ha dichiarato che il paese continuerà a comportarsi come se ne avesse ancora 3. E mentre il primo ministro francese François Fillon ci sta preparando “moralmente” al fatto che il budget francese del 2012 sarà il più rigoroso dal 1945, Sarkozy scambia sorrisetti con la Merkel a proposito di Berlusconi. O forse è stato un ictus nervoso dovuto alle notizie in Patria. Ma meno male che Obama ci vuole bene perché ad una conferenza stampa a New York ha detto che l’Italia non è la Grecia (chiedo scusa ai greci): “è un Paese grande, un Paese ricco. Atene ha un problema di solvenza, l’Italia ha più un problema di liquidità...soprattutto può far fronte al proprio debito’’.

Ma dove andiamo?

Per reggere gli indicatori, per riportare i debiti pubblici ad un tasso ragionevole stanno chiedendo sforzi ai popoli ma allora che non si chiedano perché i popoli si stiano disamorando dell’Europa e dell’Euro e scendano in piazza. Non sarebbe meglio rilanciare la crescita, applicare politiche democratiche e sociali perché non ci sia più gente che dorme per strada pur avendo un lavoro, distribuire il denaro pubblico in modo razionale? O è un’idea troppo “cheap”?

giovedì 8 dicembre 2011, di Luisa Pace