FOCUS IN - Chi siamo
RICERCA
Une N° 23 Un N° 22 Une N° 21 Une N°20 Une N° 19 Une N° 18 Une N° 17 Une N° 16 Une N° 15 Une 14 Une N° 13 Une N° 12

Home > Opinions > Parola mia > Discorso sullo stato dell’unione

Discorso sullo stato dell’unione

Il pomeriggio finisce dolcemente, assieme alle mie vacanze, sulla Punta di Trevignon (Finistère Sud). Con Jacques, un amico francese, sorseggiamo un Sancerre bianco che mi sono portato dal Berry: la Bretagna è bella, ma è più facile trovarci dei tartufi che del vino degno di questo nome. Sorseggiamo dunque il nostro Sauvignon, minerale come si deve, e guardiamo distrattamente il mare, agitato come si deve.
Quando ad un tratto, il francese mi rifila una di quelle famose coltellate nella schiena che caratterizzano tradizionalmente i rapporti tra i nostri due paesi. «Franco – mi fa, l’aria innocente – mi vuoi spiegare cosa sta succedendo in Italia?». Per poco il Sancerre non mi va di traverso. «In Italia?» fingo di stupirmi. «Sì, la crisi di governo… Fini e Berlusconi … io non ci capisco niente» maramaldeggia lui. «E’ normale, ma non ti preoccupare, la situazione è semplice: il paese è nelle mani di Bossi». Cerco di tagliar corto io (ndr: Bossi, Umberto : tipico personaggio italiano, come Pulcinella, Arlecchino o Pantalone, vittima dal 2004 delle conseguenze di un’emiplegia e, dal 1958, delle conseguenze del fatto che un romano gli ha portato via la fidanzata). «Sì, ma Fini?» insiste il mio cosiddetto amico, rivoltando il coltello nella piaga, con evidente piacere. «Fini, rappresenta in un certo senso l’alternativa, l’opposizione … » (ndr: Fini, Gianfranco: uomo politico italiano della fine della storia, celebre per esser riuscito a riabilitare la dittatura fascista e i suoi eredi). «Ma Berlusconi, cosa dice?» «Berlusconi dice che se ne frega, che lui c’ha i numeri» (ndr: attenzione in redazione, ho scritto che Berlusconi c’ha i numeri, non che li dà…). «E la sinistra?» incalza il perfido francese. «Jacques, la sinistra si è autodissolta alla fine del XX° secolo, in Italia, non ti ricordi?» faccio io, spavaldo. Errore fatale, perché il transalpino teneva in riserva l’arma segreta: «Ah, già… ma il Partito Democratico?». «Il Partito Democratico…» ripeto io, inebetito dalla violenza del colpo. Un lungo silenzio. Il Sancerre comincia a sapere di tappo. La scena rappresenta l’immensa vastità del mare.

giovedì 30 settembre 2010, di Franco Lombardi