FOCUS IN - Chi siamo
RICERCA
Une N° 23 Un N° 22 Une N° 21 Une N°20 Une N° 19 Une N° 18 Une N° 17 Une N° 16 Une N° 15 Une 14 Une N° 13 Une N° 12

Home > Opinions > Parola mia > Egalité fai da te

Egalité fai da te

Non credo di essere un tipo particolarmente ottuso, quando mi si spiegano le cose per bene e con calma, in genere riesco a capire anche i ragionamenti che potevano sembrarmi più astrusi. Così è stato l’altro giorno (il 30 dicembre, mi pare), quando ho letto, sul quello che è quotidiano francese che porta peggio il suo nome (parlo di Libération, naturalmente) la frase seguente, in un articolo di Dominique Rousseau (la lascio in francese per paura di travisare il senso del folgorante aforisma) : « Quant aux Français mononationaux et aux binationaux, ils sont dans des situations objectivement différentes – les premiers ont une seule nationalité, les seconds deux – et les traiter différemment ne porte pas atteinte au principe d’égalité ». Mais c’est bien sûr ! Come non averci pensato prima ? Adesso capisco perché mai, per esempio, i coniugi Balcany sono ancora a piede libero, mentre i ladri dei supermercati finiscono in carcere ! I primi hanno dei milioni, e delle cariche pubbliche, mentre i secondi non hanno che i loro occhi per piangere, trattarli differentemente non porta dunque «atteinte» al principio d’uguaglianza.
Ed io che, da stupido droitdelhommiste sessantottino attardato che sono, prendevo alla lettera la frase che dice (sempre in francese) « Les Hommes naissent et demeurent libres et égaux en droits ». Adesso capisco! Gli uomini, vabbé, ma i francesi, no. Così, per esempio, in questo bel paese si potrebbe pensare a iscrivere nella costituzione la pena di morte per gli «unigiambisti», che sono « objectivement différents » dai delinquenti a due gambe, come ognuno di noi può constatare.
La brillantissima intuizione di Dominique Rousseau, certo stimolato dal bisogno impellente di giustificare i deliri del suo mentore ideologico, il presidente così normale che pensa come un qualunque cliente del Bar dello Sport, apre degli abissi di revisione ai nostri caduchi principi d’uguaglianza: per esempio, gli uomini non sono forse oggettivamente diversi dalle donne? Come vedete, non c’è nessun bisogno di votare Front National per precipitare la Francia in braccio al fascismo! Corriamo lieti alle urne a rinnovare la nostra fiducia nei nostri partiti democratici per diritto divino!
Solo un dubbio mi assale: se non ho nulla da temere per me, che sono pervicacemente “monoitaliano“, quale sarà in questo paese l’avvenire di mia figlia, che è di sesso femminile e addirittura tri-nazionale?

lunedì 18 gennaio 2016, di Franco Lombardi