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Elogio del moralismo

di Stefano Rodotà - Laterza ed. – 10,60€

Rodotà è poliedrico. Multidisciplinare. Ed ha un punto fermo nella sua vita di insigne studioso e di stimato uomo politico: il rispetto delle regole. E se pensiamo ad un Garante della Privacy pensiamo sempre a Rodotà.
Da sempre attento osservatore delle vicende del nostro paese, ha raccolto in questo volume scritti e riflessioni su un tema fondamentale per il futuro dell’Italia: la questione morale e l’etica pubblica. Sono testi senza tempo, capaci di descrivere la realtà di ieri (come quella di Mani Pulite) tanto quanto quella di oggi. In questi anni il degrado politico e civile ha conosciuto accelerazioni impressionanti. Sono cresciute la scala della corruzione e l’accettazione dei comportamenti devianti. Abbiamo assistito al consolidarsi pubblico delle situazioni di illegalità/immoralità, con l’appannarsi di una politica che ha pensato di poter trarre profitto dall’affrancarsi da ogni controllo, senza accorgersi che in tal modo preparava i contraccolpi che sono puntualmente arrivati. Tra una politica che affonda e un populismo che di essa vuole liberarsi, bisogna riaffermare la moralità delle regole. Tra chi cerca di non annegare, chi grida si salvi chi può o chi si ribella con lo slogan ‘son tutti ladri’, Rodotà riafferma la moralità delle regole che trova il suo primo fondamento in una politica ‘costituzionale’, esattamente quella mancata in questi anni. Solo così il moralismo non è la rivolta delle anime belle, la protesta fine a se stessa, ma si incarna in azione e si fa proposta politica. Per passare dall’indignazione alla lunga lena che l’esercizio della moralità può consentire, è necessario recuperare il ruolo del moralista capace di tallonare gli immorali, tenere l’occhio aperto sulla folla di fatti minuti e indecenti, registrarli e denunciarli per il bene comune.

martedì 20 marzo 2012