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Euro-mediterranea : un ponte tra Nord e Sud

Se le euroregioni sono già attive tra la Francia e l’Italia (si pensi alla Regione PACA e il Piemonte), non mancano i progetti di svilupparne di nuove. Il più fattibile : Corsica, Sardegna, Toscana, Liguria per il quale si sta battendo l’associazione Euro-mediterrànea. Ce lo spiega Jean Casta, presidente e fondatore dell’associazione.

Europa Nata nel 1994 per riflettere sul ruolo della Corsica nel mediterraneo, l’associazione si è subito posta il problema di includere, nelle sue riflessioni, la Sardegna, con la quale la Corsica condivide la situazione geografica, socio-economica e soprattutto l’insularità. Equidistanti dalla “riva Nord” (la Francia e l’Italia del Nord) e dalla “riva Sud” (la Tunisia), Corsica e Sardegna si trovano in una posizione ideale per fare da ponte tra il mondo settentionale, ricco e sviluppato, e il mondo meridionale, con tutte le sue difficoltà.
Nel 1995 si tiene il primo “Forum civile euromediterraeo”, subito dopo la conferenza di Barcellona. In uno dei workshop Euro-mediterrànea espone il piano di attacco per dare alla Corsica e alla Sardegna questo ruolo di ponte. Quale ? La creazione e/o lo sviluppo di un sistema di trasporti combinato (marittimo, ferroviario, stradale) che faciliterebbe le comunicazioni tra il Nord e il Sud, mi spiega Jean Casta puntando sulla carta geografica come un generale buono. Vuol dire far comunicare due mondi molto diversi : uno ricco, industrializzato, punta di diamante dello sviluppo economico e tecnologico, l’altro in grandi difficoltà, che fa fatica a far rimanere in loco i propri abitanti, attirati dalla speranza di una vita migliore altrove, a Nord appunto.
Traghettatori di esseri umani, quindi, ma soprattutto traghettatori e generatori di sviluppo economico e tecnologico, cosa che creerebbe, en passant, lavoro per gli isolani. Si tratterebbe infatti in un primo tempo di riattivare e ristrutturare la vecchia linea ferroviaria Bonifacio-Bastia. Le città di Cagliari e Bastia stanno riflettendo all’idea di costruire due nuovi porti mentre è allo studio, in Sardegna, la costruzione di un tunnel sottomarino tra Bonifacio e Santa Teresa. Una boccata di ossigeno per i 200.000 isolani sardo-corsi. E la possibilità di poter far fluire verso il Sud un po’ della ricchezza e delle competenze del Nord. Insomma, un modo di distribuire soldi e benessere in una maniera un pochino più equa.
Il progetto è stato inserito nelle “priorità” della conferenza di Barcellona, dove ampio spazio era riservato alla società civile : fondazioni, sindacati, associazioni quali Euro-mediterrànea. Oggi il progetto è nella mani del Centro Studi del G.T.M.O. (Groupe des Transports de la Méditerranée Occidentale, costituito da 10 Ministri dei Trasporti, di cui 5 del Nord e 5 del Sud) presieduto dal maggio scorso - e per due anni - dal Ministro italiano Altero Matteoli.
Quattordici anni di complimenti e pacche sulle spalle ma in pratica siamo ancora su un binario morto, per usare una metafora ferroviaria. Tutto fermo allo stadio di progetto.
Nel 2007, all’università d’estate di Euro-mediterrànea, i corsi, con una testardaggine eguagliata solo dai sardi, lanciano l’idea di un’euroregione : Corsica, Sardegna, Liguria e Toscana. L’idea piace e permetterebbe di concretizzare il progetto. Nel novembre dello stesso anno i governatori delle quattro regioni si riuniscono a Livorno e firmano un protocollo di cooperazione marittima per il quinquennio 2007-2013. Nel 2008 il Museo della Corsica allestisce un’enorme mostra dal titolo “Corsica e Sardegna : isole sorelle”, che accoglie, all’inaugurazione, il governatore della Sardegna, allora Renato Soru. Non ha fatto in tempo a ricevere le autorità corse prima di dimettersi, nel novembre dello stesso anno. Né il suo successore ha avuto il piacere di vedere, ancora, il corrispettivo corso. Forse dopo le elezioni regionali, previste nel prossimo marzo, i contatti ufficiali potranno riprendere.
Intanto l’associazione Euro-mediterrànea non demorde e continua ad intervenire a convegni, conferenze e quant’altro per sollecitare l’attenzione delle istituzioni alla loro causa. Soprattutto si tengono pronti ad affrontare questo lavoro da gigante, armati fino ai denti di competenza, entusiamo e perseveranza.

JEAN CASTA

Jean CastaIngegnere ed urbanista, con un dottorato in Geografia dello Sviluppo alla prestigiosa EHESS e un diploma in Scienze Politiche della Sorbona (Paris VIII), Jean Casta ha lavorato per 12 anni in uno studio di architettura nei pressi di Parigi, prima di integrare il gruppo di sviluppo di trasporti urbani che ha concepito, tra l’altro, le metropolitane automatiche di Lilla, di Tolosa e di Orly e per il quale era responsabile di tutto il settore europeo.

lundi 11 janvier 2010, par Patrizia Molteni