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Europee 2014 Cosa cambia stavolta

In Francia si voterà il 23-24 maggio, per candidati italiani se non si è fatta la scelta di iscriversi alle liste elettorali francesi. In Francia e in Italia (per citare solo due paesi che ci stanno a cuore) gli ultimi risultati elettorali fanno di questo appuntamento un banco di prova per il governo in carica, ma - ancora più importante - questa tornata elettorale rappresenta un enorme passo avanti verso una cittadinanza europea più attiva.


La vera novità di questa tornata di elezioni europee è che sarà applicato il Trattato di Lisbona, secondo il quale il presidente della commissione europea che sostituirà José Manuel Barroso, verrà indicato dal nuovo parlamento sulla base dei risultati elettorali ottenuti: il Consiglio europeo, cioè i capi di stato e di governo, nello scegliere il nome del futuro presidente dell’esecutivo comunitario, dovranno obbligatoriamente tenere conto delle indicazioni dell’europarlamento e del risultato elettorale. Inoltre i partiti ora possono nominare un candidato rendendo più chiaro e trasparente per chi voteremo e perché.
Su 13 partiti europei, cinque hanno nominato un candidato: il PPE ha nominato Jean-Claude Juncker, ex primo ministro del Lussemburgo ed ex presidente dell’Eurogruppo, il PSE ha candidato Martin Schulz, attuale presidente del Parlamento Europeo, i Liberali e i Democratici hanno optato per Guy Verhofstadt, ex primo ministro del Belgio e attuale leader del gruppo dei Liberali al PE, i Verdi hanno nominato una coppia di deputati, il francese José Bové e il tedesco Ska Keller, mentre la Sinistra Europea ha proposto Alexis Tsipras, leader del partito greco Syriza.
Questo vuol dire che i partiti politici di un paese – come l’Italia – che non ha candidati alla presidenza, potrebbero (dovrebbero?) indicare chiaramente il partito europeo cui aderiscono o il candidato che sosteranno. In pratica votando Forza Italia o Nuovo centrodestra (affiliati PPE) sosteniamo Juncker, votando PD (ormai parte integrante del PSE), si appoggerà la candidatura di Martin Schulz, scegliendo la sinistra radicale che fa capo all’Altra Europa si appoggerà Alexis Tsipras…
I partiti come la Lega Nord e Fratelli d’Italia che avevano inizialmente appoggiato le candidature di Marine Le Pen, poi ritirata, rimangono senza indicazioni di voto, così come Il movimento 5 Stelle, il cui leader continua a dire che vinceranno alla stragrande.
Al momento in cui scriviamo non sono ancora disponibili i fac-simile delle schede elettorali, non si sa quindi se i partiti affiliati o i candidati europei saranno indicati nella scheda, ma, al di là delle critiche di voler “politicizzare” il parlamento europeo, è una straordinaria occasione di partecipare attivamente alle decisioni europee.
A questo proposito, i guru mi perdonino, mi permetto di usare le “europarlamentarie” che hanno eletto online i candidati pentastellati alla europee per ribadire il concetto. 33.300 votanti (l’equivalente di un comune come Cervia o Cisterna Latina), hanno eletto i candidati al parlamento europeo. Tra gli eletti spiccano Matteo Della Negra, cantante di varietà, con 1728 voti, e Manuel Voulaz, lanternino delle europarlamentarie, con ben 33 preferenze (che stranamente corrispondono al numero dei mipiaccianti sul suo profilo facebook). Ora, anche fossero mai eletti che spinta avrebbero a difendere le cause di 33 o anche 1728 persone? E con quale credibilità? Lo stesso vale per gli europarlamentari, meno cittadini voteranno più la novità di poter scegliere il presidente non sarà servita a molto. Votiamo!

Vai al comunicato del Consolato Generale d’Italia

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Tutti i candidati alla presidenza della Commissione europea.

martedì 29 aprile 2014, di Patrizia Molteni