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Felix, "noi" e loro

Spesso condivido con il mio collega editorialista della pagina seguente il tema dell’editò (se non sempre i pareri). Anche stavolta prendo spunto dall’infelice vignetta pubblicata su Charlie Hebdo e, contrariamente al solito, concordo sull’inutilità di una disegno che non è né umorismo, né satira, né parodia. La cosa ch­­e mi ha colpito ancora di più però è lo sdegno. Che il Sindaco di Amatrice perda tempo a querelare Charlie va anche bene, si è sentito colpito personalmente nella sua funzione di rappresentante della comunità e ci sta.
Ma che centinaia di italiani residenti in Francia (e dotati di profilo facebook, twitter, instangram e di tutto l’ambaradan dei "social", quindi non proprio anziani) si lancino in un "dagli all’untore " così violento mi preoccupa non poco. Varie le tipologie di linciaggio "social" (che in questo caso si dovrebbe chiamare l’a­­­ntisocial). Il tradimento, la mancanza di reciprocità : noi siamo tutti stati Charlie e voi vi comportate così ? La sindrome dell’emigrato 3.0 : non solo i nostri avi (ché ormai di questo si tratta) sono venuti a farsi sfruttare e insultare, ma a generazioni di distanza ancora ci considerate "sporchi maccaronì" e mafiosi ? La vendetta - e qui raggiungiamo il limite di ogni decenza : hanno fatto bene gli jidahisti ad attaccare Charlie, ve lo meritavate.
Oltre il fatto che prendere uno, Felix, due se contiamo il caporedattore, per il tutto (il popolo francese) equivale a dire che tutti gli italiani sono mafiosi, significa che queste/i ragazze/i vivono ancora in un mondo diviso tra "noi" e "loro", tra "ricchi" e "poveri", tra chi parte e chi può restare. Un "noi" carico di atavici sentimenti di inferiorità, appunto, verso i paesi di accoglienza, di risentimento per i torti subiti, di presunte identità nazionali (regionali, provinciali, rionali e quant’altro). Non sarà come il sacchetto di plastica nel mare che ci mette 450 anni a decomporsi ? Quante generazioni ci vogliono perché questo inquinamento sociale si decomponga e si torni ad un "noi" inclusivo di tutti ? Preoccupante, no ?

samedi 29 octobre 2016, par Patrizia Molteni