UTILE COM’È
Spero tanto che Focus non interrompa la sua pubblicazione e che riprenda e continui, utile com’è per i lettori, con Focus In
Vincenzo Consolo, scrittore
UN FIAMMIFERO CONTRO IL BUIO
In bocca a lupo, amici miei lontani. Una rivista che apre è un fiammifero che si accende da qualche parte a illuminare il buio. Cerchiamo di tenerlo acceso, questo fiammifero, perchè il buio avanza da un capo all’altro dell’Europa
Roberto Alajmo, scrittore
PETALI CADUTI MA NON PERDUTI
So che quelle che sto per scrivere sono cose ovvie, già dette e ridette infinite volte, però questo non le rende meno vere : in sostanza, io vivo a Palermo e Focus esce (e a quanto mi sembra di capire, avrei dovuto scrivere "usciva") a Parigi, cioè a tremila chilometri da casa mia. Eppure il web, lo sappiamo, annulla ogni distanza. E amplifica il rumore di ogni petalo caduto e - si spera, almeno in questo caso - non perduto. La chiusura di Focus non è quindi solo una perdita locale, e il mio rammarico ne è testimonianza. Che altro dire ? Un grande augurio che la nuova rivista, nata per gemmazione da Focus, possa avere lunga vita, ma una vita "di qualità", attraversata solo da interferenze "benefiche". Che contraddica e si contraddica, come il mio conterraneo Sciascia amava dire di sé.
Santo Piazzese, scrittore
FOCUS E FIAMMA
"Focus" viene dal latino "focus, foci", che vuol dire (dizionario-latino.com) : 1 focolare ; 2 altare, focolare per sacrifici ; 3 rogo, pira ; 4 famiglia, casa, focolare domestico ; 5 scaldavivande, braciere ; 6 fiamma, fuoco. Immagino che adesso avrete a che fare più di prima con il fuoco (stando attenti a non scottarvi !), ma anche per fortuna con altre questioni più tranquille e domestiche. Tanti auguri.
Giacomo Sartori, scrittore
ARABE FENICI E FOGLIE DI FICO
Scriveva Deleuze che trovava poco naturale il rammarico di chi sentiva nel fallimento della propria rivoluzione, idea, progetto, il proprio scacco.
Perché ogni rivoluzione, idea, progetto che valga veramente la pena è per forza destinata al fallimento. Perché solo attraverso una fine è possibile costruire un inizio. Araba fenice ma di piumaggio rouge et noir, il sogno delle nostre utopie guarda con tenerezza perfino alle ceneri da cui è pronta a spiccare il volo. Non c’è un cazzo da fare, i momenti di più grande energia e intensità appartengono proprio alla caduta – in francese poi il fatto che la battuta finale di una storia comica si chiami “chute“, caduta appunto, dovrebbe farci riflettere, e altrettanto bene sappiamo che per raccontare quei momenti è necessario rialzarsi, raccogliere tutte le energie della quasi finita convalescenza, per dire la malattia da cui siamo usciti vincitori. Ecco perché la storia delle rivoluzioni è una storia di inculate pazzesche, tradimenti, perdita, che smettono di esserlo nell’istante esatto in cui quasi contro ogni previsione, pronostico, fraterno consiglio annegato nella prudenza di chi aveva il grande torto di non crederci più, all’idea, al progetto, alla rivoluzione, ma soprattutto a te, la forza di ricominciare è lì, in piedi, pronta a mettere a fuoco (focus) l’inutile foglia di fico che copre le nostre (e le altrui) miserie. Bene redazione, io sono pronto a partire con voi.
Francesco Forlani, scrittore e performer
LO “IN” E LO “YANG”
In è la radice di molte parole importanti ed è di per sè una parole fondamentale.
In è la radice stessa, è la metà della radice, quella che i cinesi associano allo Yang.
Allora – direte – bisogna scriverla “Yin” ! Non è importante, il suono, l’onomatopea è quello che conta per la nostra analisi.
In, stabilisce l’IN-contro. E’ quello che tutti noi cerchiamo di imparare sin dalla nascita...
« Quel primo sguardo di mio figlio ... quando ho capito come si chiamava... ! »
“In”, è la sintesi dell’incontro, è quella fiamma che fa scattare il miracolo dell’incontro e fa maturare il seguito con l’amicizia, l’amore, la contraddizione, il piacere... “In” è quello spazio fra l’uno e l’altro che va rispettato in difesa della propria identità e va oltrepassato in caso di necessità di fusione. E’ quel momento fra il dire dell’uno e il dire dell’altro.
« Cosa c’è di più bello di quel momento fra la domanda e la risposta ? » mi disse Tonino Guerra quando gli chiesi se voleva ricevere le domande dell’intervista che stavo andando a fargli, prima del mio arrivo.
“In” è il seme. “In” è il frutto.
Dal latino « andar verso », in è una piccola parola in movimento che si apre alle culture, alle religioni, agli altri, all’avvenire… Come lo sarà Focus-In !
Morena Campani, architetto, regista, scrittrice
LA CHAÎNE D’UNION
Il ne s’agit pas seulement de souhaiter une bonne chance à ce nouveau journal mais de nous la souhaiter à nous tous, une bonne chance que Focus In existe et qu’il vive longtemps.
L’esprit qui anime la rédaction de ce journal nous est indispensable, afin que notre voix puisse circuler entre nous et aussi se faire entendre au-delà de notre communauté. Sans Focus In il n’y a pas de voix moderne pour les italiens francophones et c’est pour cela qu’il faut féliciter le courage de la rédaction de se lancer dans cette indispensable et très belle aventure qu’est la publication d’une telle revue.
L’émigration ne s’est pas arrêtée au décès de nos parents ou grands-parents. Elle est toujours présente en nous, que nous soyons nés, ou presque, ici. Ce sera encore vrai pour les générations à venir : nos héritières ou les toutes nouvellement arrivées. Nous circulerons de plus en plus et aurons besoin de nous faire entendre ou de nous retrouver.
Il suffit de regarder du côté des USA l’importance pour un de Niro ou un de Caprio, nés outre-Atlantique, qui parlent à peine ou pas l’italien l’importance pour leur coeur de l’héritage de leur origine.
Nous existons aujourd’hui non seulement dans le souvenir mais aussi dans le présent.
Nous existons par notre évolution en tant qu’étrangers permanents ou de passage, avec notre double ou triple langue (n’oublions pas nos dialectes), et aussi par ce que nous apportons au pays d’accueil.
C’est pour tout cela qu’il faut que Focus In ait une longue et riche vie Focus In sera notre Chaîne d’Union.
Un journal, c’est une parole qui circule, une voix qui trouve un support pour exprimer une joie ou une douleur que nous savons comprendre parce qu’elle porte la couleur originale de notre situation propre.
Cette nouvelle voix que sera Focus In sera riche de nous tous.
Parce que nous venons d’ailleurs, nous enrichissons notre case nostalgie, mais ce qui nous fait vivre c’est d’être présent, et c’est cela Focus In. Alors encore merci d’exister.
Gianni Corvi, metteur en scéne
IL CORAGGIO DI RESISTERE
Io ho sempre pensato che i giornali dovrebbero essere dei giornalisti e non dei padroni. Invece i pochi che cercano di farlo sono ostacolati dal Sistema (nella distribuzione per esempio).-E trovo che una redazione che rimane unita e ha il coraggio di resistere va incoraggiata in ogni modo.-Avete tutto il mio appoggio. Bravi !
Mario Dondero, fotoreporter
LIBERTÀ E CITTADINANZA
Molti complimenti per la forza ed il coraggio che vi ha portato a dare vita ad una nuova rivista di cultura e politica. Aprire una nuova opportunità di informazione e dibattito pubblico, garantisce a tutti più libertà e maggiori diritti di vera cittadinanza.
Desidero formularvi i migliori auguri di successo e buon lavoro da parte di tutta la Consulta degli emiliano romagnoli nel mondo.
Conosciamo la professionalità e la competenza di Patrizia Molteni, e ne siamo orgogliosi visto che è la nostra Presidente della Associazione degli emiliano romagnoli a Parigi, e certo il suo contributo a Focus In sarà prezioso e innovativo.
Nella speranza di potere essere uno dei tantissimi vostri interlocutori, vi saluto con amicizia ed entusiasmo.
Silvia Bartolini, presidente della consulta Emilia-Romagna
