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Focus In ... trasferta

In collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo e l’Università, facoltà di Italianistica, Focus In ha condotto un corso di giornalismo per gli studenti dell’ultimo anno di italiano. Il risultato : un otto pagine a colori e un sito realizzato in quattro giorni da questi orgogliosissimi giornalisti in erba.

La redazione di Focus In Edimburgo

Lo so, per essermi laureata proprio in quella Università, facoltà di lingue : la vita da studente gira intorno alle lezioni in aula magna, ai seminari e alla biblioteca dove si studiano i libri in programma. A parte questo, l’Istituto di Cultura e la stessa Università invitano professori, autori, artisti ma per quanto interessanti, questi incontri vedono gli studenti quasi sempre in posizione di spettatori.
L’ho letto sulle loro facce un po’ stupite quando ho fatto la prima lezione in cui chiedevo loro di essere attori del giornale che andavamo a comporre : che differenza c’è tra un articolo di giornale e un libro, tra un autore e un giornalista, potevano commentare su editoriali di Michele Serra o Umberto Eco ? Che cosa fa lo “stile” di un giornalista… ? Stupiti e incuriositi, si sono attivati nella riflessione sul contenuto e sulla forma dei loro futuri articoli.
Hanno creato una vera e propria redazione, con tanto di caporedattore (Stefano Berra, studente Erasmus) e segretaria di redazione (Katie Oakes), si sono divisi articoli ed interviste. In quattro giorni non è facile, bisogna tener conto del tempo di scrittura, delle correzioni, dell’impaginazione, della stampa. C’è da dire che hanno potuto contare sull’aiuto di tutti i docenti del dipartimento di italiano, prima fra tutte Claudia Nocentini, organizzatrice del corso, che ha seguito attentamente tutti i comitati di redazione e tutte le fasi di produzione.
Loro, topi di biblioteca, si sono fatti coraggio, alcuni muniti di macchina fotografica e sono andati ad intervistare delle “personalità”, gente che magari avevano visto da lontano, ad una conferenza, ma che mai e poi mai avrebbero immaginato di intervistare a quattr’occhi. Tra questi, il direttore dell’Istituto di Cultura, Luigino Zecchin, Deborah Clarke, curatrice di una splendida mostra sul Barocco italiano alla Queen’s Gallery di Edimburgo, Valentina Bonizzi, giovane fotografa (vedere pag. 18), Allan Hunter, direttore dell’Italian Film Festival in Scozia, Chris Taylor, direttore delle collezioni straniere della Biblioteca Nazionale Scozzese che, in collaborazione con Davide Messina, docente nel dipartimento di Italiano dell’Università, sta organizzando un seminario internazionale per il 50° anniversario del Gattopardo di Lampedusa. Alcuni hanno scelto temi più vicini a loro : la vita di uno studente Erasmus o la ristorazione italiana nella capitale scozzese (la critica gastronomica, entusiasta della sua ricerca, ha provocato l’invidia dei colleghi per le sue descrizioni di cibi).
La scrittura si è svolta in un’atmosfera da vera chiusura di redazione con articoli mandati alle 11 di sera. Frenetica anche la rilettura di bozze, attentissima al minimo errore, con correttori più impietosi dei professori che di solito correggono i loro temi.
Focus In Edimburgo Grazie alle nuove tecnologie, il direttore artistico di Focus In, Guy Estager, ha potuto impaginare a distanza, da Malakoff, il lavoro dei giornalisti mentre la sottoscritta riempiva il sito creato appositamente per questo Focus in Edimburgo. L’ultimo giorno è stato consegnato loro il giornale stampato e hanno potuto navigare nel sito. Fierissimi ma non per questo meno critici, con spunti intelligenti per futuri miglioramenti.
Tutti hanno commentato sull’autenticità dell’esperienza, sull’interesse e sul fatto che per una volta dovevano scrivere per uno scopo altro che quello di far capire al professore o all’esaminatore che avevano studiato. E soprattutto, vedere il prorio nome su un giornale che sembra vero, non è da poco.
Soddisfatta anche la redazione di Focus In che è pronta per mettersi “in” viaggio per altre pubblicazioni.

samedi 4 avril 2009