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Forum delle Associazioni italiane

Il 20 giugno, Boulevard Blanqui, 13° arrondissment di Parigi

Per il quinto anno consecutivo oltre 40 associazioni si riuniranno per il tradizionale “Forum delle Associazioni italiane” in Boulevard Blanqui (13° arrondissement). Un momento di scambio, di impegno e di solidarietà.

Quelle di sempre ma anche le numerose new entries. Innanzitutto quattro associazioni regionali – A.CU.TO. per la Toscana, l’Emilia-Romagna, l’As.Pa.Pi (Parma e Piacenza), associazione storica che partecipa per la prima volta al Forum permettendo così alla regione Emilia-Romagna di essere presente con tutte le associazioni dell’area parigina (Fratellanza Reggiana non è mai mancata). Sempre tra le nuove reclute regionali l’associazione “Gente d’Abruzzo”, rinata di recente dopo un periodo di inattività, che sarà naturalmente l’invitata d’onore di questo Forum dedicato alla solidarietà (di passaggio anche “Aquila Future”, neonata associazione di solidarietà ai terremotati). Vecchie e nuove associazioni che vanno ad aggiungersi alle fedelissime di questa giornata, con una buona decina di regioni rappresentate e persino un altro paese, l’immancabile San Marino.
Tra le new entries culturali, il “Cercle Carlo Giuliani”, circolo socio-culturale che opera in favore dell’integrazione e della giustizia sociale, le associazioni “Cesare B” e “Altritaliani”, che collegano un’idea di cultura insolita ed alternativa all’insegnamento della lingua (la prima) e all’informazione online (la seconda). Il gruppo folcloristico “Mélodies et danses de nos régions” con il coro “Di Sol e di La”, invece, è impegnato nella trasmissione della cultura popolare di tutta la penisola, così come la maggior parte delle associazioni di stampo culturale e regionale che stanno concependo e realizzando progetti sulla trasmissione della cultura e della memoria.
Un dato interessante di questi ultimi mesi è la quantità di dottorati e di studi commissionati anche da istituzioni francesi ed italiane che portano un interesse di tipo antropologico sulle associazioni. I ricercatori e le ricercatrici, quasi sempre giovanissimi, naso a terra, cercano di scoprire le tracce di improbabili luoghi di aggregazione, feste in cui si mangi, si canti, si balli e si giochi a briscola, tanto per semplificare. A loro grande sorpresa, se questo tipo di modalità ricreativa esiste ancora (e per fortuna) a moltissime associazioni si aderisce oggi attorno a un progetto : può essere la diffusione e la condivisione della passione per il cinema italiano (“Parfums d’Italie”, “Anteprima”) o per la musica (il gruppo di Clamart, appunto), un interesse giornalistico di diffusione dell’informazione nei canali a disposizione (“Italie à Paris” in rete o le radio Aligre et Vexin), un impegno civile per la legalità e la giustizia (“Libera”, “Cuntrastamu”, “Carlo Giuliani”), per la tutela e la trasmissione della memoria e delle tradizioni popolari (il “Cabinet Projets Culturels” ma anche moltissime altre associazioni).
Memoria del futuro
Il sindaco del 13°, Jerôme Coumet, intervievé par l'Italie en direct au Forum 2008 C’è stata, insomma, una presa di coscienza del fatto che la memoria è molto di più che un bene in sé, ma che fa parte di quel patrimonio dell’“immateriale” che l’Unesco intende proteggere. Tradizione e cultura non solo come elemento folcloristico e ricreativo, quindi, ma come un filo che unisce i percorsi creativi di ieri a quelli di oggi. Una cultura intesa non solo come conoscenza delle opere di personaggi noti nei vari campi, dal cinema al design, passando per la musica, il teatro, l’architettura e quant’altro di cui l’Italia è prolifica, ma anche come scambio di “buone prassi”, per dirla in termini europei. Che tale associazione rifletta a come autori e cineasti hanno trattato il problema del terrorismo o che tal altra si ponga il problema di conservare in una banca dati filmati e documenti della propria storia mentre un’altra ancora cerchi di spiegare agli italiani confrontati con il “problema” dell’immigrazione come e perché siamo diventati un modello di integrazione riuscita, è lo stesso principio : le iniziative sono volte alla condivisione di saperi.
In questo si inseriscono anche le diverse scuole di lingua (Dante Alighieri, Italiance, Italo Calvino, Polimnia o la Scuola Virgilio) che hanno sempre meno di “scuola” e sempre meno “di lingua” e per le quali si dovrebbe forse coniare un termine che rifletta di più l’intensa attività di conferenze, mostre, convegni, laboratori, presentazioni, viaggi e nelle quali ogni insegnante diventa il referente culturale (a volte anche sociale) degli studenti assetati di cultura italiana “vera”.
E poiché le associazioni italiane sono tutt’altro che settarie, anzi, sarà presente anche un’associazione francese che svolge un’eccellente opera di alfabetizzazione digitale in vari quartieri di Parigi (tra cui il 13°) e che sta lavorando con diverse associazioni del Forum ad un portale delle associazioni italiane. Altro che folclore, siamo nell’alta tecnologia.

Solidarietà e impegno


Lo stand di Fratellanza reggiana al Forum 2008 L’altra connotazione tipicamente associativa e italiana è quella della solidarietà. Le primissime associazioni della storia dell’emigrazione (le missioni cattoliche, i patronati, l’assistenza scolastica) sono state di tipo assistenziale. Poi sono venute le regionali ed infine le culturali e civiche ma da sempre le associazioni hanno seguito il principio del mutuo soccorso, supplendo a volte alle lacune dello Stato : nella ridistribuzione delle ricchezze, nella ricerca di opportunità anche per i giovani, nel mantenimento di quel legame tra gli italiani-risorsa (come sono chiamati oggi) e il paese d’origine, nella diffusione dell’informazione, nella partecipazione civile. E allora questa V edizione del Forum non poteva che essere all’insegna della solidarietà per i terremotati dell’Abruzzo, per i quali molte delle associazioni partecipanti hanno già organizzato o stanno organizzando operazioni di raccolta fondi.
Altro segno di solidarietà e collaborazione, lo stand degli “intermittenti” del forum : associazioni che hanno sempre partecipato ma che non possono tenere uno stand tutto il giorno per i motivi più disparati (molti i malati quest’anno e - preciso per le malelingue - non necessariamente i soci delle associazioni “antiche”, che godono di ottima salute). Sarà uno spazio autogestito in cui queste associazioni possono mettere a disposizione dei visitatori della documentazione e aperto a chi – socio o dirigente di una di queste associazioni “convalescenti” – può passarci anche solo un’oretta. Un modo come un altro di darsi una mano, fra gente che persegue, con modi e mezzi diversi, lo stesso obiettivo : l’italianità in tutte le sue ricchissime e variegate forme.

Scarica il depliant con tutta la lista delle associazioni presenti

PDF - 1.5 Mo

dimanche 7 juin 2009, par Patrizia Molteni