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Gianni e le donne

Incontro semiserio con Gianni di Gregorio a Parigi

Ci sono a volte incontri che lasciano il segno e ti sembra di vivere in un film. Questo è accaduto con il regista Gianni di Gregorio, che il pubblico francese conosce per “Il Pranzo di ferragosto”.
Ero partita per intervistarlo sul suo ultimo film, “Gianni e le donne” e ne è uscita fuori una piacevole chiacchierata bevendo un bicchiere di vino e fumando sigarette nel giardinetto dell’ hotel l’Abbaye a Parigi, “dove ai suoi tempi soggiornava anche Mastroianni”, come mi dice Gianni, ancora emozionato per questa “vicinanza” ad un grande attore che è stato un suo mito.
Lui arriva un pelo in ritardo all’appuntamento perché aveva voluto vedere Santa Teresa di cui parla Roth nella Leggenda del santo bevitore e così scopro che questa statua si trova in una chiesa a Batignolles nel 17° arrondissement a Parigi.
Le mie domande vertono su alcuni argomenti inerenti al film “Gianni e le donne” di cui non vi parlo per non togliervi il gusto di vederlo o rivederlo… citerò solo le scene, gustose e poetiche, dell’incontro con la fruttivendola e quelle che mettono in scena la badante rumena dell’onnipresente mamma combina guai.
In questo film, come nel precedente, Gianni è sempre in pigiama. Ora, se il personaggio del film è sicuramente uno che vuole “rimorchiare” perché mai insiste a rimanere in pigiama? E’ risaputo che non è il massimo del sexy… Gianni difende la sua scelta - adora stare in pigiama, confessa – ed è stupito dal fatto che fosse controproducente per il “rimorchio”. Insieme al pigiama ha la passione della cucina: lo fa da sempre, gli piace, lo rilassa e poiché i due film sono in parte autobiografici ovviamente riflettono queste sue aspirazioni.
Mi parla poi di Roma, del quartiere dove vive, Trastevere, che ha mantenuto un’anima popolare e casereccia; dei tre vecchietti del film “Gianni e le donne”, costantemente seduti sotto casa sua, che sorvegliano le sue entrate e uscite ma che che si tengono ben lontani dalle iniziative di promozione mentre le vecchiette del “Pranzo di ferragosto” adorano essere sotto i riflettori.
Gianni mi confessa che il successo non lo ha cambiato nel quotidiano, che continua a gioire delle piccole cose: vive in casa con tre donne e un cane, legge classici e si bea del suo stare in casa circondato dalle sue cose.
Progetti per il futuro? Niente di preciso, ma sicuramente farà un altro film e spera di poter girare anche in Francia, nazione che adora che lo affascina
Il tempo è volato, non mi sono accorta che era passata un’ora, proprio come quando vedo i suoi film. L’impressione è la stessa: un tocco leggiadro e gentile su problemi seri (la vecchiaia, l’isolamento, l’inadeguatezza), che lascia intatta la voglia di sorridere e sognare.

mercoledì 5 ottobre 2011, di Tiziana Jacoponi