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Giuliano Gabriele e i Jacaranda

27 anni, di Castelliri (provincia di Frosinone) ma di mamma francese, Giuliano Gabriele ha già al suo attivo anni di musica, come organettista e compositore, la creazione di un paio di gruppi, la direzione artistica di diversi festival di musica e persino un’apparizione teatrale, nelle vesti di attore-musicista de « Le Troiane » con nientemeno che Lindsay Kemp. I Jacaranda, gruppo da lui creato, apriranno le danze della settimana italiana, il 22 giugno.

Ha una voce dolce, modi pacati (a parte sul palco), racconta la sua avventura come fosse in gran parte dovuta al caso, senza rendersi conto che una carriera così per un under-30 è piuttosto rara. Giuliano inizia a suonare l’organetto a 11 anni, sulle orme del bisnonno e in una zona, il basso Lazio, con una tradizione d musica popolare molto forte. I suoi amici lo prendono in giro, lo incoraggiano a suonare la chitarra o la batteria, come ogni giovane che si rispetti, ma lui gli dimostra (ancora oggi) che la passione per la « trad » non è per nulla una roba da vecchi.
Giuliano è autodidatta, ha frequentato molti festival, « viene dalla strada », come ama dire. Ha aiutato l’incontro con grandi musicisti come Ambrogio Sparagna e Riccardo Tesi e gli stage successivi con altri grandi come Marc Perrone, ciociaro anche lui, di Cassino, per il quale Giuliano ha sempre avuto una grande ammirazione tanto da chiamare il suo gruppo «Jacaranda», pianta del sudamerica che ha dato il titolo ad un album di Perrone uscito nel 1995.
Poi l’orizzonte musicale si apre ad altri strumenti, la zampogna, il tamburello e al canto mentre la ricerca, inziata nel basso Lazio, lo porta prima nel Sud Italia e poi all’estero, a partire dalla Francia, paese natale della madre.
Ha suonato con lo storico gruppo molisano Il Tratturo, con i Voria di Campobasso con gli MBL (Musicisti del Basso Lazio) cui sono seguiti grandi nomi come Carlos Nunes, i Modena City Ramblers, Teresa de Sio, Francesco De Gregori, l’Orchestra Popolare italiana.
Al talento musicale vanno ad aggiungersi la composizione e gli arrangiamenti che risentono l’influenza dei suoi viaggi e della sua formazione all’estero. La sua musica fonde la tarantella tradizionale con musiche del nord europa, francesi, celtiche, irlandesi e anche spagnole. Il risultato è sorprendente.
La sua cultura «trad» l’ha portato ad essere direttore artistico di importanti festival di World Music, tra cui il Boville Etnica e il Tarantelliri, per il quale ha fondato anche l’Orchestra popolare Tarantelliri. Il suo sogno nel cassetto? Formare un’orchestra multietnica in cui le radici di ogni musicista possano fondersi ed esplodere.


Vedi on line : Il sito di Giuliano Gabriele

venerdì 15 giugno 2012, di Patrizia Molteni