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I dolori del giovane Edoardo

E’ estate sulle coste italiane. Mentre tutti intorno a lui sembrano parlare solo di sesso, Edoardo si rinchiude sempre più nel suo microcosmo solitario e infelice.
Timido e goffo con le ragazze, per Edoardo il sesso è più complicato di quanto si possa pensare.

L’adolescenza, si sa, è uno dei momenti più difficili della vita : piena di turbamenti, incertezze, paure di non essere all’altezza delle sfide che il diventare adulti presenta.
Per Edoardo c’è una difficoltà in più : sin da piccolo soffre di una malformazione al prepuzio che gli rende impossibile una vita sessuale normale.
Edoardo non ne vuole parlare con nessuno, mentre tutto intorno sembra congiurare contro di lui : dal suo miglior amico che cerca di coinvolgerlo in tutti i suoi (maldestri) tentativi di perdere la verginità all’amata e tanto desiderata Bianca, la vicina di casa arrivata come ogni anno da Milano per le vacanze estive ; passando dalla sorellina Olivia ossessionata dall’idea di trovare una cagnolina disposta ad accoppiarsi con il cane di famiglia.
Nuovi incontri e varie vicissitudini lo porteranno però a uscire dal guscio che si è creato e ad affrontare le proprie paure.
Dopo aver realizzato diversi cortometraggi e documentari, Duccio Chiarini gira il suo primo lungometraggio di fiction “L’éveil d’Edoardo” (Short Skin).
Realizzato con un budget “low cost” e nell’ambito di Biennale Cinema College, progetto della Mostra del Cinema di Venezia che sostiene i giovani talenti provenienti da tutto il mondo, il film è poi approdato nella sezione Generation del Festival di Berlino, definitivo trampolino di lancio per il pubblico internazionale.
“Stavo pensando a un altro film quando è saltato fuori il soggetto di “Short Skin” - dichiara Chiarini - era il 2013, avevo appena finito di leggere il fumetto di Gipi ‘La mia vita disegnata male’ in cui c’era questa imbarazzante visita dall’andrologo. Mi ha ricordato quella che avevo fatto io a quindici anni. Tutto è nato così, casualmente”.
Il film ha la capacità di raccontare una storia di crescita all’interno di una vicenda familiare più larga, dove i dilemmi di Edoardo vengono amplificati dalle contraddizioni degli adulti : “Serviva un contesto in cui le ansie del protagonista potessero rifrangersi in quelle dei suoi coetanei o nella crisi attraversata dai genitori. Il passaggio della linea avviene così in mezzo e per mezzo degli altri : ogni personaggio di questa storia non è secondario ma rappresenta un fondamentale elemento di confronto e di crescita per il protagonista”, dichiara il regista.
Girato in appena quattro settimane tra Marina di Pisa e Forte dei Marmi il film rivela una forte vocazione internazionale : l’illuminazione è affidata al turco Baris Ozbicer (Direttore della fotografia di Bal di Semih Kaplanoglu, Orso d’oro a Berlino nel 2010) le musiche alla band canadese Woodpidgeon.
Al centro di “L’éveil d’Edoardo” c’è indubbiamente il percorso (simbolico e non) di crescita del protagonista ma a colpire è soprattutto l’incisivo disegno d’insieme, lo spessore dei personaggi secondari.
Sarà per l’ambientazione, il clima, l’atmosfera : nonostante il risultato sia abbastanza originale, guardando “L’éveil d’Edoardo” è impossibile non pensare ai primi film di Paolo Virzì.

Duccio Chiarini è nato a Firenze. Ha studiato Cinema a Londra. Nel 2004 fonda con Babak Jalalia la società di produzione La Règle du Jeu. Ha realizzato numerosi cortometraggi premiati in vari festival internazionali. Nel 2011, Duccio realizza il documentario “Hit The Road, Nonna” selezionato alla Mostra del Cinema di Venezia. “L’éveil d’Edoardo” è il suo primo lungometraggio.

mardi 4 août 2015, par Cristina Morello