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I limiti della decenza

Si potrebbe ignorarlo, non nominarlo mai più, una sorta di contrappasso: chi di media ferisce, di media perisce. Si potrebbe… se non fosse che da quasi 30 anni il destino dell’Italia è stretta- mente legato ad un losco figuro, il cavaliere B. Uno che tre commissioni di giudici hanno dichiarato colpevole (più di così!). Un pregiudicato che solo l’età salva dalla prigione vera. Sembra semplice e lineare: la giustizia ha riconosciuto – prove alla mano – che è un ladro, un truffatore e un corruttore. Non possiamo aggiungere altro – per esempio puttaniere e magnaccia – perché lo stuolo dei suoi avvocati ha “vinto” su altri processi (principalmente per prescrizione) ma che sia un ladro e un evasore è un fatto.
Si può essere preoccupati per il proprio destino se il ladro in questione capita essere il leader del proprio partito, quello che per anni ha assicurato il nostro benessere politico e sociale, ma ci sono dei limiti alla decenza. La sfilata di membri del PdL che martella senza sosta lo stesso messaggio in TV, da Alfano alla Di Girolamo e alla Santanché passando per Brunetta e Cicchito, è deprimente. Per vari motivi. Innanzitutto non si rendono conto che è la fine di un’epoca e, al contrario dei topi, rimangono tutti sulla barca pronti ad affondare con essa.
Secondo, ripetono concetti a cui ormai credono solo loro. Il messaggio martellante è il seguente: Berlusconi è stato “ingiustamente” condannato dalle “toghe rosse”, non perché abbia fatto qualcosa ma perché volevano liberarsi di lui politicamente. Il Senato non lo espelle perché è un pregiudicato ma per far crollare lui e tutto il Pdl. E, dulcis in fundo, è stato eletto da 10 milioni di italiani quindi farlo fuori è profondamente antidemocratico. Su queste nozioni semplicissime (oltre che di estrema cattiva fede) il relatore al Senato, Andrea Augello (ex MSI, ex Alleanza Nazionale) ha scritto 100 pagine, per un totale oratorio di 15 ore. 15 ore?! Ma cosa c’è da dire su fatti provati a parte “è un fetente ma cerchiamo almeno di prendere in considerazione l’età e lo stato di salute (mentale)”? Manco Klaus Barbi ha avuto diritto a 15 ore di arringa! Terzo, l’assioma assurdo : i problemi giuridici di Berlusconi devono essere separati dalla politica, da cui consegue che la sua decadenza da senatore non è legittima (anche perché i fatti risalgono a prima della sua nomina). A parte il fatto che Sua emittenza ha sempre mischiato affari personali (e lucrativi) con la politica - se no non si capirebbe come ha fatto a passare da cantante su navi di crociera a miliardario-, a parte il fatto che è difficile stabilire un’anteriorità tra i “fattacci” e la sua strabiliante carriera politica, è mai possibile che non possiamo fare come tutti gli altri paesi in cui i ministri si dimettono solo perché hanno un’amante, hanno copiato una tesi o non hanno dichiarato un taxi? E così semplice: un pregiudicato se non sta in galera, minimo non decide sul destino di un paese. E’ stato votato da 10 milioni di italiani? Questo gli dà il diritto di fare tutto quello che vuole, compreso stuprare minorenni e intascarsi miliardi? Hitler è stato votato da 14 milioni di tedeschi, avrebbe dovuto restare al potere per questo? Vogliamo parlare del ricorso alla Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo? E’ la volta buona che istituiscono la Corte dei Diritti di un paese … ma già… dimenticavo i caschi blu dell’ONU. Ma non possono venire in Italia invece di occuparsi della Siria che pare che gli italiani considerino molto meno importante? Magari ci potremmo occupare di lavoro, disoccupazione, pensioni, salute, precarietà, istruzione, … _ Sì, come dice il mio dirimpettaio di colonna, fateci questa grazia e già che ci siete portatevi dove volete il Cavaliere e tutti i suo scagnozzi che non ne possiamo più di sentirli sparare minchiate!

venerdì 20 settembre 2013, di Patrizia Molteni