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I presidenti della repubblica in mostra a Parigi

E’ stata inaugurata con una giornata di studi dedicata ai Presidenti della Repubblica in Italia e in Francia, la mostra “I Presidenti della Repub- blica. I Comuni, l’Italia, l’Europa (1946-2013)” alla Maison d’Italie di Parigi. E proprio perché uno degli aspetti più interessanti di questa mostra è il rapporto tra la più alta carica dello Stato e i cittadini, la mostra verrà esposta anche negli spazi aperti al pubblico del Conso- lato generale d’Italia, sempre a Parigi, dal 14 al 20 ottobre.

Particolarmente interessante l’esposizione in Francia, giustamente accompagnata dalla giornata di studi su una figura che è molto diversa tra la Francia, repubblica presidenziale, e l’Italia, dove il ruolo del Presidente è sempre stato meno visibile di quello del Presidente del Consiglio, considerato quasi un ruolo di pura rappresentanza.
La mostra, realizzata dall’Università degli Studi della Tuscia e dal Centro Studi sull’Europa Mediterranea, in collaborazione con l’Archivio Sto- rico della Presidenza della Repub- blica e l’Istituto per la Storia della Democrazia Repubblicana, focalizza su alcune chiavi privilegiate: “l’elezione e lo stile presidenziale”, l’Italia dei Comuni e delle celebrazioni”, l’Europa e la dimensione internazionale”, dando così un’immagine completamente diversa. Da Enrico De Nicola, primo presidente “provvisorio” a Giorgio Napolitano il ruolo del presidente è notevolmente cambiato, facendoli diventare veri e propri protagonisti della scena pubblica, come si è visto anche dopo le ultime elezioni che hanno “sbilanciato” gli equilibri del governo eletto.
Attraverso il repertorio “Visite dei Presidenti della Repubblica in Italia (1948-2006)”, pubblicato dall’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica e dalla documentazione dell’Istituto per la Storia della Democrazia Repubblicana, viene analizzato il rapporto tra il Presidente e i cittadini, in occasione di cerimonie, commemorazioni, inaugurazioni, incontri con personalità politiche italiane e straniere. Di decennio in decennio seguiamo anche il cambiamento nella comunicazione e nella società, dall’audio all’immagine in bianco e nero, al colore (inaugurato da Giovanni Gronchi), dai messaggi ufficiali dif- fusi in prime time come si direbbe oggi ad una presenza quotidiana nella vita dei cittadini e della Repubblica. Perché di questo si tratta: la Costituzione gli attribuisce un ruolo di arbitro delle regole del gioco democratico e di custode dell’unità spirituale e morale della nazione ed è quello che un presidente della Repubblica italiana fa, confrontandosi, soprattutto dagli anni ’90 con la messa in discussione dell’Unità d’Italia a 150 dalla sua nascita, con un’azione molto più diretta in termini di integrazione europea e credibilità internazionale. In un momento in cui questo ruolo, insieme a quello dei politici tutti, viene pesantemente criticato, signi- fica rimettere nella giusta prospettiva una figura chiave della nostra democrazia.

Fino al 6 ottobre 2013
Cité Internationale Universitaire
Maison de l’Italie

7, boulevard Jourdan - 75014 PARIS

Dal 14 al 20 ottobre 2013
Consolato Generale d’Italia

5 bd Emile Augier 75016 PARIS

venerdì 20 settembre 2013, di Patrizia Molteni