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Il Festival Magari !

Sembra nato sull’Isola di Ventotene, un’idea lanciata su facebook da Valentina Pastore, residente a Parigi da quasi quattro anni (con qualche andirivieni da e per Roma per lavoro). In poco tempo si crea un’equipe, la affiancano Francesca Di Croce, poi Federico Di Salvo e Pierluigi Tosi per la programmazione musicale. Si mettono al lavoro, il festival prende forma e il D-Day sono almeno in 50 gli organizzatori volontari che concorrono al buon esito del Festival. “Veramente un lavoro enorme”, dice Valentina, “ma che ci ha restituito tanto amore”.

Era il 18 giugno 2016. Sfiniti ma soddisfatti, gli organizzatori decidono di andare avanti, sulla scia dell’idea iniziale che è quella di essere una lente d’ingrandimento sulla creazione contemporanea dell’immigrazione italiana, che faccia vedere, dietro ai cliché che spesso ci accompagnano, una dimensione culturale e artistica sconosciuta ai più. Creano una spazio (fondato da Fabrizio d’Elia) di co-working che mette in contatto artisti e professionisti del mestiere per creare una rete interamente dedicata al lavoro artistico.

Da qui il titolo : Magari, parola intraducibile che vuol dire desiderio, speranza, possibilità, intenzione… e che corrisponde in tutto e per tutto alle loro ambizioni.
Stilano anche una sorta di manifesto, in cui le declinano, appunto, le loro ambizioni : musica eclettica, dalle canzoni tradizionali al sound soul, al jazz, alla bossanova e soprattutto alle musicalità “miste” ; teatro, danza e letture alla scoperta della creazione giovani autori (in senso professionale non anagrafico) : arte in tutte le sue forme ; corto-metraggi realizzati da registi indipendenti e coraggiosi ; creazioni culinarie per dare spazio alla ricchezza della gastronomia italiana (quest’ultima si è avverata grazie alla collaborazione con l’associazione Altrimenti che realizzerà un pasto 100% antispreco).
Il luogo, la Petite Maison l’anno scorso, il Collectif 23 rue du Château Landon (Paris10e) quest’anno, è un locale occupato, scelto apposta perché “è spesso da questi luoghi che nasce e si sviluppa la creatività, fuori dai sentieri battuti”.
Il bello di questo Festival è che nasce dalla passione e dalla volontà di un gruppo di persone che si rimboccano le maniche per farne un evento di qualità e far vedere l’Italia vera, uno spirito che si avvicina tantissimo a quello del Forum delle associazioni italiane e di Italia in Rete (non per niente anche Magari ha creato la sua rete di co-working artistico).

Magari, il 24 giugno, si può continuare la festa proprio al Collectif 23 !

mail : festivalmagari@gmail.com
FB : @magari
@magaricoworking

vendredi 26 mai 2017, par Patrizia Molteni