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Il Festival della Loira di Orléans batte bandiera italiana

Orleans non è solo Giovanna d’Arco. Questo vuole dimostrare la città, mettendo in primo piano, da 6 anni a questa parte, una delle sue più grandi ricchezze, la Loira. Una cinque giorni conclusiva, dal 18 al 22 settembre, in cui barche e marinai fanno da padroni, con più di 400 artisti, animazioni gratuite e un paese invitato, quest’anno l’Italia.

E’ il più grande raduno della marina fluviale d’Europa che vede la presenza di oltre 600 marinai e più di 200 imbarcazioni e che, in questa VI edizione, batterà bandiera italiana. Invitati, il fiume Po che per molti versi è l’equivalente italiano della Loira e la laguna di Venezia, a pochi passi, anzi a poche bracciate dal delta del Po, stessa spiaggia, stesso mare, insomma.
“E’ una festa familiare e tradizionale”, spiega Yves Dupont, consulente per il festival, “che vuole anche essere una condivisione della cultura fluviale della Loira con quella di altre regioni e di altri paesi”.
Dalle rive della Loira si vedranno passare gondole, sandolini, mascarete, peate, diesone, bragozzi, lance, portate appositamente dalla costa adriatica. Tre imbarcazioni verranno dal Museo della Marineria di Cesenatico, unico museo in Italia ad avere una parte all’aperto, con le barche direttamente in acqua. Per chi non l’avesse mai visto, il museo galleggiante di Cesenatico è particolarmente impressionante per i colori delle vele, realizzati con terre, e decorate con i simboli che segnalavano l’appartenenza a differenti famiglie di pescatori: un’usanza che divenne una vera e propria “araldica marinara”.
Le associazioni veneziane – Arzana, El Felze, Settemari -, invece, porteranno gli antichi mestieri, la cultura e la pedagogia marinare: El Felze riunisce gli artigiani che contribuiscono a rendere la gondola un’opera d’arte, dai fabbri e forgiatori al rèmer (che costruisce i remi e le forcole) passando dai “doratori” che si occupano della rifinitura e della decorazione e i cappellai che fabbricano i cappelli da gondoliere. L’Arzanà, associazione per lo studio e la conservazione delle barche veneziane, con un lungo percorso di progetti pedagogici in particolare sugli antichi giochi popolari della laguna, proporrà la realizzazione di vele in miniatura, atelier di nodi marinai, disegni da colorare per imparare tutte le parole del mestiere… conoscendoli in veneto stretto, ostrega! Settemari, infine, che attraverso le regate intende perpetuare la cultura popolare della “venezianità”, si concentrerà più sul lato sportivo della cultura marinaia.
Oltre alle mostre, ai video e alle degustazioni - tra l’altro della mitica piadina romagnola-, e al “villaggio italiano”, durante tutto il festival non poteva mancare il carnevale: un carillon gigante e ambulante farà sorridere i grandi e spaventare i bambini con uno spettacolo di un duo di violinisti (“Crinolina e le Maître du Violon”) mentre una sfilata di costumi e maschere veneziane (Swan Venezia) percorrerà tutto il festival.
Da segnalare che per dare al Festival un’ambiance italienne gli organizzatori hanno fatto appello a due grandi dell’animazione musicale italiana in Francia: l’indiavolato Tonino Cavallo con i Tarabanda, con musiche tradizionali del Sud e i Di Sol e di La, con canzoni popolari di tutte le regioni (ma anche loro soprattutto del centro Sud). Entrambi faranno delle animazioni di strada – o meglio di “riva” - in vari punti del Festival. I Di Sol e di La stanno preparando un repertorio marinaio apposito, e soprattutto si stanno preparando psicologicamente a cantare su gondole e imbarcazioni varie, una prima per la corale, ma considerato che la Bretagna e l’Irlanda e la Scozia hanno una lunga tradizione di questo genere (fatto per passare il tempo, non per ballare), spero si concentrino su quello che sanno fare di meglio e che dà dell’Italia quell’immagine di allegria e spensieratezza che tutti ci invidiano.

lunedì 16 settembre 2013, di Patrizia Molteni