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Rencontres du cinéma di Toulouse

Buio e luci della ribalta

Les rencontres du Cinéma italien di Tolosa hanno sempre un doppio obiettivo: mostrare al tempo stesso l’Italia buia, quella della crisi economica e della crisi di valori, paese ormai immerso nella disperazione più nera, e l’Italia che reagisce attraverso la positività, l’ironia, la commedia. Quest’anno si aggiungono due “tocchi” in più: l’omaggio al film “La meglio gioventù” per i dieci anni dalla sua uscita ed un terzo obiettivo, quello di render conto dell’estrema vitalità dei documentaristi d’oltralpe.

“Il documentario farà la parte del leone”, esordisce così Christine Grèzes, direttrice delle Rencontres di Tolosa. Quattro i documentari in programma: “L’Ultimo pastore” di Marco Bonfanti e “Libri e Nuvole” dell’italo-argentino Pier Paolo Giarolo, entrambi su un ritorno alla fisicità della terra, alla lentezza, alla riflessione; “Le cose belle” di Agostino Ferrente, già noto per il film sull’Orchestra di Piazza Vittorio, che intervista a 10 anni di distanza quattro ragazzi della Napoli piena di speranza del 1999 e (gli stessi) in quella paralizzata di oggi; infine “Trieste raccontata da Basaglia”, lo psichiatra che ha chiuso i manicomi e proposto soluzioni all’epoca rivoluzionarie per le malattie della mente.
Non poteva che essere così nell’anniversario della premiazione a Cannes del film “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana, un capolavoro che è più facile considerare come un documentario su 30 anni della storia italiana piuttosto che un film, come il formato e l’autorialità del regista vorrebbero. Saranno presenti al festival il regista e il produttore Angelo Barbagallo, insieme alla maggior parte dei protagonisti: Luigi Lo Cascio, Alessio Boni, Jasmine Trinca, Maya Sansa, Valentina Carnelutti e Lidia Vitale.
Tra i film recenti (2012-2013) che saranno proiettati a Tolosa alcuni sono francamente drammatici ma estremamente belli: “tra i film neri – quelli che parlano dell’Italia della crisi, del precariato, della miseria, dell’immigrazione… - c’era l’imbarazzo della scelta quest’anno ma non abbiamo voluto esagerare”, commenta la Grèzes. Segnaliamo solo “Un giorno devi andare” di Giorgio Diritti, che racconta la storia di un viaggio verso la terra, tra i suoni ancestrali della natura; “Viva la libertà” di Roberto Andò con ancora una riuscitissima trasformazione di Toni Servillo che qui incarna un uomo di sinistra complice della politica-spettacolo fatta di gossip e glamour, di nani e veline, e suo fratello gemello, filosofo, appena dismesso da un ospedale psichiatrico che diventa il suo alterego immune ai giochi di potere. “La mia classe”, invece, di Daniele Gaglianone mette in scena un attore “vero” (Valerio Mastrandrea) che fa il maestro in una classe di stranieri (anche quelli “veri”, non attori) che finiscono per mettere in scena loro stessi, un film come ormai tanti sull’immigrazione nel Belpaese ma che il regista tratta in modo estremamente nuovo.
Molte le commedie, che prendono in giro una famiglia, ormai tale solo nei ricordi d’infanzia (“Una famiglia perfetta” di Paolo Genovese con Sergio Castellito che tutti vorremmo avere nella nostra famiglia), i rapporti coniugali e soprattutto extraconiugali ovvero il destino delle donne nel Sud Italia e non solo (“Amiche da morire” di Giorgia Farina, un mix di indagine poliziesca, sitcom e commedia). Da non perdere “Viaggio sola” di Maria Sole Tognazzi che mette in scena l’improbabile vita di un’ispettrice alberghiera (Margherita Buy) che passa il tempo in non-luoghi, e personaggi maschili spaesati che cercano di essere migliori; oppure “Una piccola impresa meridionale” di Rocco Papaleo, autore del brillantissimo “Basilicata Coast to Coast”. Ancora un film-canzone in cui la musica accompagna gli esili volontari di un serie di ex: il prete spretato, l’ex-prostituta, un’ex-compagnia di circensi….
In tutto una ventina di film in equilibrio tra il buio pesto dell’Italia delle crisi e la luce della creatività che non smette mai di provarci. Tra le anteprime, azzeccatissimo nel quadro di questa programmazione, il film “Che strano chiamarsi Federico” in cui Ettore Scola, maestro indiscusso della commedia engagée ci racconta Fellini, altro maestro indiscusso del cinema fantastico e surreale.

Les rencontres
du cinéma italien
de Toulouse
Dal 29/11 all’8/12/2013
Informazioni presso il Cinema ABC: 00 33 (0)5 61 21 40 26
E sul sito
www.cinemaitalientoulouse.com

mercoledì 30 ottobre 2013, di Patrizia Molteni