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Il Friuli negli occhi di un expat

Quando ho sentito parlare di Friuli per questo numero di Focus in ho subito pensato a cosa scrivere: come resistere al richiamo di condividere una personalissima visione della terra che mi ha visto nascere?! Ho lasciato la mia regione ormai dieci anni fa e la distanza e gli anni che passano mi permettono di apprezzare sempre di più i piaceri che essa è capace di offrire.


Tra le mille idee che mi frullavano in testa subito si è fatta strada una domanda: come consigliare il turista, il viaggiatore diretto in Friuli? Perché per me quel viaggio non è mai stato una vacanza, ma sempre un ritorno verso il punto di partenza, un centro di gravità naturale. Con che occhi guardare a tutto ciò che per me è ovvio e naturale?
Come ogni italiano che si rispetti, piuttosto scettico dunque rispetto a certe astruse finezze della nouvelle cuisine dei cuginetti francesi qui, comincerò dagli aspetti enogastronomici. In viaggio è spesso a tavola che si fanno le più grandi scoperte e i migliori incontri! Poi ovviamente si dovrà scegliere dove andare e vi darò quindi qualche idea per le visite urbane e culturali, infine i consigli per i più avventurosi: lo sport o i dintorni oltre confine della regione!
Non chiedetemi perché non mi dilungherò su Trieste, i friulani capiranno, ma occorre sottolineare che anch’essa è una splendida città da visitare.
Detto questo possiamo cominciare con qualche idea pratica, senza troppi dettagli o precisioni da guida turistica: per quelle c’è Google a disposizione. Il viaggiatore diretto in Friuli visita una regione non molto vasta che si percorre facilmente in automobile in pochi giorni se ci si limita alle destinazioni più note. Il tempo necessario aumenta notevolmente in funzione delle attività scelte, vedremo in effetti che i piaceri di questa terra passano dal contatto con il territorio sia per le attività che per la cultura enogastronomica, dalla quale cominciamo a breve il nostro viaggio. Non bisogna inoltre dimenticare che la regione è al crocevia per l’Austria e Slovenia e Croazia, facendone una meta intermediaria ideale per certi viaggi di lungo raggio verso i mari del sud. Grazie a questa posizione centrale lo Stadio Friuli di Udine o Villa Manin ospitano regolarmente eventi e concerti di altissimo livello cui accorrono migliaia di spettatori dalle regioni e dagli stati limitrofi.

Friuli da bere

Con le sue colline sparpagliate a qualche decina di chilometri dal tepore dell’Adriatico e le caratteristiche particolari del suolo argilloso, carsico, variegato, la regione si distingue per una produzione vitivinicola diversificata e di qualità, specialmente per i vitigni bianchi della zona del Collio. Non si trovano forse qui vini famosi come quelli francesi ma ciò che fa difetto non è certo la qualità. In Friuli la passione ha preso per lungo tempo il sopravvento sul marketing e spesso le bottiglie migliori si consumano in famiglia o vengono regalate agli amici appassionati. Ma i vini restano eccezionali, Tazzelenghe, Schioppettino o Refosco dal Peduncolo Rosso ma soprattutto i bianchi, secchi come l’autoctono Friulano, o i più conosciuti Sauvignon o i dolcissimi Picolit e Verduzzo tipici della regione. Tutti vini da degustare accompagnando la cucina verace del luogo ma soprattutto da scoprire approfittando della disponibilità dei produttori.
L’appuntamento d’eccellenza è Cantine Aperte, programmato a più riprese durante l’anno. In quest’occasione sarà possibile toccare con mano il savoir faire e la passione che guidano i nostri viticoltori e ovviamente procurarsi qualche sorsata di benessere, andando direttamente a trovarli nelle loro cantine!
Diversi produttori permettono le visite delle proprietà accompagnate da servizi di ristorazione o b&b. Alcuni nomi : La Viarte, Borgo San Daniele, Petrucco, Collavini, Scubla, Ronco Severo, Ronco delle betulle, Poianis e via discorrendo…

Friuli da mangiare


Se dovessimo parlare di eventi si dovrebbe cominciare da due grandi manifestazioni regionali che attirano decine di migliaia di visitatori ogni anno: Friuli Doc e Aria di Festa.
La prima è una grande occasione di ritrovo in tutto il centro della città di Udine, ecco come viene definita dalla stessa amministrazione comunale : Vini, vivande, vicende e vedute, in una parola: FRIULI DOC, anche quest’anno pronto a celebrare la nostra regione, nella splendida atmosfera offerta da Udine. L’ormai tradizionale evento torna a stuzzicare curiosità, gusti e piaceri per permettere ancora una volta di apprezzare le bellezze, le peculiarità e le prelibatezze di una terra ricca e ospitale. Si da il via alla manifestazione che per quattro giornate anima la città con i suoi stand enogastronomici dove poter gustare i mille sapori della nostra regione, ma come sempre FRIULI DOC non è solo questo. Un centinaio di spettacoli musicali, bande, gruppi folkloristici, animazione da strada e laboratori per bambini animano le vie e le piazze cittadine. Non mancano gli appuntamenti culturali con numerosi incontri, presentazioni, mostre e visite guidate. Mi resta ben poco da aggiungere se non il consiglio di attendere le prossime date d’inizio autunno per andare a toccare con mano.
Aria di Festa si svolge invece nel centro della borgata di San Daniele del Friuli, bel villaggio collinare, e patria di fama mondiale dell’omonimo prosciutto crudo, di cui la festa (in giugno) è appunto una doverosa celebrazione.
Se dovessimo parlare di ristoranti, osterie e trattorie, be’ ci vorrebbe un articolo a parte. Ma inutile dire che viste le premesse c’è molto da gustare, di una cucina ricca dominata da primi piatti gustosi in cui paste e pastelle si mischiano ai sapori del nord: radicchio, castagne, orzo e fagioli, etc. Qualche consiglio per i dintorni di Udine: Al Zuc, da Rochet, Al Grop, Sguazzi, Osteria della Ribolla…

Friuli da vedere


Dopo essermi dilungato sulle delizie per il palato, scendo a patti con l’obiettivo di fornire delle indicazioni utili all’organizzazione di un itinerario in Friuli. Bere e mangiare non sono certo le uniche attività possibili in regione!
Lingua e cultura: cominciamo con il friulano che, occorre saperlo, è una lingua a tutti gli effetti. Grammatiche, vocabolari e perfino le vichipedie, tutto è in opera per preservare questa lingua romanza parlata da 600 mila persone e che simboleggia una particolarità di questa regione: il suo spirito d’autonomia. Armatevi di pazienza per imparare le basi da mettere alla prova in loco. Niente panico tutti (o quasi) parlano anche italiano, ma qualche sfumatura potrebbe sfuggirvi specie se avete a che fare con qualche anziano saggio di periferia.
Percorrendo la storia del Friuli, a partire dalla dominazione romana intorno all’anno zero, si può rapidamente costruire un percorso culturale ricco di scoperte. Cominciando proprio da Aquileia, capitale della X Regione Augustea. La città, ancora oggi tra i più importanti siti archeologici romani del settentrione, costituiva il centro nevralgico della regione grazie alla sua connessione al nord dell’Europa per via fluviale e al confine terrestre con l’attuale Slovenia.
In seguito alle prime invasioni barbariche il centro della regione si spostò sotto il dominio longobardo a Forum Iulii, l’attuale Cividale del Friuli. Riservare una giornata per comprendere la visita al santuario di Castelmonte.
Tra queste due perle si trova Palmanova, la leggendaria fortezza dell’epoca veneziana costruita a forma di stella, da visitare senza indugi.
Il tour culturale passerà necessariamente da Udine, Capitâl dal Friûl. Con il suo centro storico sede di magnifiche costruzioni come la loggia del Lionello, il palazzo arcivescovile con gli affreschi del Tiepolo, il Duomo o il Castello adagiato sul colle del centro (che la leggenda vuole costruito dagli uomini di Attila per permettergli di ammirare da lassù il rogo della città di Aquileia), la città non lascerà il visitatore indifferente. Uno o due giorni saranno sufficienti per godersi la calma del luogo, passeggiare tra le eleganti viuzze lastricate di porfido del centro, e approfittare dei mercati a cielo aperto.
Per gli amanti dei tipici villaggi antichi la lista è lunga, segnalo la borgata medievale di Venzone teatro di ricostruzioni e manifestazioni in costume; e la ghiotta occasione di visitare numerosi monumenti storici durante la manifestazione “Castelli aperti”. Come il nome indica chiaramente, durante un weekend alcune dimore storiche private o chiuse al pubblico aprono le porte per mostrare le loro gloriose fattezze. Tra queste è da segnalare la borgata medievale di Strassoldo con il suo castello, sede di eventi culturali e meta privilegiata di meeting aziendali o matrimoni.
Per chi dispone di più tempo i luoghi della resistenza appena dietro le colline di Faedis o le zone montane teatro di aspri scontri durante la prima grande guerra costituiscono delle mete affascinanti: vi si ritrovano infatti trincee, reperti storici, monumenti e un’atmosfera intensa, propizia alla riflessione.

All’avventura!


Per gli amanti delle due ruote (come me) c’est du pur Bonheur! motorizzati o biciclettati troveranno pane per i loro denti tra le sinuose curve delle strade che si inerpicano tra le colline intorno a Udine e più su fino alle catena delle Alpi Giulie e Carniche. Per un massimo di emozioni queste catene montuose si collegano direttamente ai monti austriaci e sloveni e permettono inoltre di svalicare verso Veneto e Trentino in direzione delle splendide Dolomiti! Brividi assicurati. Da segnalare tutta la val Zoldana che porta fino alla storica diga del Vajont o il monte Zoncolan, meta di tappe leggendarie del Giro d’Italia.
Per lo stesso motivo sciare è cosa gradita e gradevole in Friuli e nelle immediate vicinanze, tra le altre mete citerò il comprensorio di Tarvisio e la zona del Monte Santo di Lussari comprensiva dell’antico borgo in cima al monte (raggiungibile anche via telecabina) e pista da libera illuminata aperta in notturna (orari da consultare www.promotur.org).
D’estate ovviamente le stesse montagne si percorrono a piedi e le camminate o ferrate sono numerose e adatte a tutti i livelli: dalla famigliola in vacanza ai più agguerriti camminatori. Niente da invidiare alle vette più famose con il picco del Monte Coglians che culmina a 2780m !
Per gli amanti dell’acqua rileviamo che tutto il sud della regione confina con il mare dove troveremo le rinomate località turistiche di Lignano Sabbiadoro e Grado con le sue terme, le zone lagunari dominate da Marano con la sua tradizione secolare di pesca familiare oltre che la costiera di Trieste e le sue scogliere balneabili.
Per i più temerari i vari corsi d’acqua della regione offrono paesaggi e tuffi mozzafiato, al prezzo di brividi assicurati al contatto con le freschissime acque: vedi il fiume Tagliamento o il Cornappo. Infine nella vicina Slovenia si moltiplicano le occasioni con rapide e fiumi irruenti nei quali praticare canoa e rafting.
Insomma che ne è di questi immaginari burberi friulani, gente del nord, che parla una lingua strana, e parrebbe mangiare polenta a tonnellate? Niente da nascondervi forse quando andrete in Friuli dovrete far prova di un po’ d’intraprendenza per ottenere tutta l’attenzione dei locali. Ma questo popolo di gente genuina ha molto da trasmettere a chi saprà ascoltare. Troverete una terra di lavoratori, intraprendenti, pragmatici e attaccati alle loro origini e alle tradizioni. Il Friuli una terra di gente chiusa? Forse un po’, ma che una volta conquistata non smette mai di dare!

martedì 18 febbraio 2014, di Stefano Lazari