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Il corpo elettorale

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Vanitas di Veronica Mecchia
© Veronica Mecchia

La decisione di proiettare sul fronte del nostro dossier dedicato alla Costituzione la serie di fotogrammi di Veronica Mecchia ci è venuta pensando che alcun controcanto potesse così efficacemente quanto il corpo, stabilire un punto fermo nel flusso di informazioni, posizioni e soprattutto mutamenti antropologici del corpo politico del paese.
Vanitas si intitola il progetto della fotografa italo-parigina, e questo suo viaggio de l’autre côté du miroir ; i gesti, le posture, la naturalezza dei corpi che vi sono raffigurati riescono con estrema delicatezza a stabilire il nesso profondo che esiste tra le astratte leggi dello stato, il suo corpo giuridico, e le vite concrete che di fatto, come un’anima danno vita a tale corpo.
Veronica Mecchia ci propone anche altri corpi, tratti dalle mostre “Cité des femmes”e “Omaggio a Rodin”. Si tratta stavolta di ritrarre dei corpi nudi di statue, già resi naturali dalle mani dello scultore. Un corpo quindi “fabbricato”, secondo le regole dell’anatomia e la passione artistica.
Quanto sia sana e robusta la nostra Costituzione in questo momento, se abbisogni o meno delle cure che dotti medici e sapienti raccolti al capezzale sembrano legiferare\diagnosticare, probabilmente non è così chiaro come sembra. Una cosa però grazie a Veronica la sappiamo ed è che in certi casi bisogna avere il coraggio di entrare nello specchio, oltrepassare le apparenze per cogliere, magari in un’altra illusione, il vero senso del tempo, della memoria, delle tradizioni che volente o nolente sono scritte, marcate a fondo, sulla pelle dei popoli.

mercredi 12 octobre 2016, par Patrizia Molteni