FOCUS IN - Chi siamo
RICERCA
Une N° 23 Un N° 22 Une N° 21 Une N°20 Une N° 19 Une N° 18 Une N° 17 Une N° 16 Une N° 15 Une 14 Une N° 13 Une N° 12

Accueil > Tempo libero > Itinerari > Il golfo di Napoli : isole per tutte le stagioni

Il golfo di Napoli : isole per tutte le stagioni

Procida


Procida @Cuboimage/Leemage Atterro all’aeroporto di Capodichino e Napoli mi accoglie velata di azzurro, grandiosa ed immensa nella sua luminosità celeste. Un taxi mi fa la corte, è come se aspettasse proprio me, invadente e prolisso ; guardo il cartellino distintivo e scopro che si chiama Paolo il Caldo... vorrebbe spiegare, portarmi in capo al mondo, ma accetta con rassegnazione la corsa al Molo Beverello dal quale partono gli aliscafi per Procida.
Non più i piroscafi de L’isola di Arturo, la Torpediniera delle Ande, né i vaporetti della vecchia Span. Arrivo a Marina di Procida, salto su un taxi-motoretta, un vecchio Ape riconvertito con la cappottina a righe bianco-azzurre, e mi faccio portare alla Corricella, l’antico villaggio di pescatori. Cerco il piccolo Caffè-Trattoria dove sono state girate alcune sequenze de “Il Postino” : alle pareti foto di scena di Massimo Troisi e Philippe Noiret, una vecchia foto di Pablo Neruda. Del vecchio deposito da pesca con mescita di vino a bicchiere per accompagnare una partita di scopone, non rimangono che alcuni remi appesi ai muri e reti intrecciate a mano, fuori la vecchia bicicletta da uomo che forse è servita per le riprese del film.
Tutto il borgo di Corricella è prevalentemente rosa e azzurro, con geometrie di scale, edicole di santi e santini, panni stesi al sole : un luogo fermo a 100 anni fa, quando l’isola di Procida ospitava il Penitenziario e viveva solo di pesca ed agricoltura.
Lo charme nostalgico è assicurato : mangiare una impepata di cozze, passare la notte in una casa di pescatori per rimirare il vecchio pontile dove ancora un paio di antichi pescherecci si cullano sotto una stellata magica, vale il viaggio, prima di decidere di muoversi alla scoperta delle due isole maggiori.
“…ma quando mi voltai e vidi che Procida si faceva lontana, mi prese una nostalgia così amara, che non potei sopportarla…” (Elsa Morante, L’Isola di Arturo).

Ischia


L’aliscafo per Ischia costeggia l’isolotto di Vivara, una riserva naturale protetta.
L’arrivo a Ischia Porto, dopo i silenzi di Procida, mi fa ripiombare nella quotidianità di quest’isola, oggi ricercata soprattutto per il termalismo di Lacco Ameno e dei Giardini di Poseidon, ma io voglio fuggire dai luoghi comuni e riguardo il porto per ritrovare i segni della famosa rive droite ischitana degli anni ’60, i ristorantini della Dolce Vita, i dancing con Fred Buongusto e la chitarra di Ugo Calise, lo chansonnier dell’epoca. “Il Barraccio” c’è ancora ? Il locale di Tonino Baiocco, l’uomo della notte, dei tempi di quando si ballava guancia a guancia,
Straordinaria la bellezza del mare ammirato dal Castello Aragonese del vecchio borgo di Ischia Ponte ; proprio qua sotto arriva la processione di barche per la Festa di Sant’Anna che si svolge la sera del 26 luglio. E’ uno spettacolo di colori, fiori, musiche, un inno alla creatività di tutti i porticcioli del golfo, ma anche una competizione con la speranza del premio finale che spetta alla barca più bella.
Da non perdere, al Vecchio Forno, la merenda a base di pane cotto a legna con la parmigiana di melanzane e basilico dell’orto.
Per la sera, si segue il richiamo dell’Epomeo, il monte di Ischia : attirati dal suo fascino ci inerpichiamo tra i vigneti bassi per raggiungere Barano d’Ischia per un piatto tipico quale il coniglio al forno o il pollo al mattone in un ristorantino agrituristico, il tutto bagnato col “Frassitelli”, il nettare bianco di Casa D’Ambra, un’opera d’arte tutta da bere che nasce dal tufo, la pietra di Ischia, mentre a Capri la roccia è calcarea (info@dambravini.com).
Il giorno dopo, sempre con un taxi-motoretta, si va a Sant’Angelo per un bagno.
Il porticciolo è delizioso, e un caffè all’Hotel Miramare della famiglia Calise imperdibile : lo sa bene la Merkel, che ogni anno vi trascorre almeno una settimana di vacanza durante la quale perde mai l’occasione di partecipare ad una battuta di pesca, al largo, sulla rotta per Ventotene, per l’incontro con cernie, pezzogne, mormore e ricciòle.
Sant’Angelo è l’anima di Ischia, con la sua architettura bianca e moresca. Angelo Rizzoli ha contribuito al lancio dell’isola costruendo l’Ospedale, l’Hotel Regina Isabella e trasformandola in un set cinematografico.
Per la cena al lume di candela, il ristorante “Il Pirata”, tovagliato bianco e ceramiche rosse sullo sfondo blu del mare e del cielo.
Nel 29 a.c. Ischia era una proprietà personale dell’Imperatore Augusto che poi decise di cederla alla città di Napoli che versava in pessime condizioni economiche. La leggenda dice che Augusto, di ritorno dall’Oriente, costeggiò l’isola di Capri e vide un elce, albero di cui l’isola è popolato, il quale, sotto i suoi occhi, da secco rinverdì improvvisamente : questo segnale di buon auspicio fece sì che l’Imperatore volle cedere Ischia, allora fertile e rigogliosa, chiedendo in cambio alla città di Napoli l’isola di Capri.

Capri


Capri@Cuboimages/Leemage Dal 29 a.c. al 14 a.c. fu dimora di Augusto che la lasciò in eredità a Tiberio il quale la abitò dal 27 d.c. al 37 d.c. : restano a testimonianza la Villa Iovis e Villa Damecuta.
A Capri, negli anni ’50, Paolo Neruda, ospite di Edwin Cerio, sindaco di Capri, scrisse la raccolta di poesie Los versos del Capitan in cui l’isola è identificata come …Reina de Roca.
Da allora, non solo VIP, gossip, Piazzetta, Hollywood, i profumi di Carthusia dalle ricette degli antichi monaci certosini della Certosa di San Giacomo, il lino e il cachemire delle Sorelle Farella o le boutique di via Camerelle, ma soprattutto storia, natura e paesaggi da assaporare in ogni stagione.
La prima passeggiata potrebbe iniziare proprio dalla celebre Piazzetta per proseguire lungo la via Camerelle fino a Punta Tragara e prendere poi il sentiero che conduce alla villa di Curzio Malaparte, da lui chiamata “casa come me”, ora museo, e set cinematografico di “Le mépris” di J.L.Godard nel 1963 e “La pelle” di Liliana Cavani.
Per i più romantici e meno sportivi, un giro dell’isola su un gozzo sorrentino della cooperativa Capri Relax Boats a Marina Grande (tel. 3316084109), per visitare la famosa Grotta Azzurra, ma anche la Grotta Rossa e la Grotta dei Polpi. Oppure, per i più ispirati, la gita in barca al tramonto fino a Nerano, in costiera amalfitana, per gustare un piatto di spaghetti alla Mariagrazia a base di zucchine e provola, con ritorno notturno sotto la luna piena.
Per organizzare trekking e passeggiate sull’isola, individuali e a piccoli gruppi, esiste l’Associazione Culturale onlus Kaire Arte Capri (tel. 3290936171 oppure 3392187860) : gli accompagnatori, tra cui Annarita, Giovanni e Alessandra, formano lo staff fisso del museo di Anacapri “Casa Rossa”, villa in stile eclettico moresco nel centro di questo paese di sopra, che ospita una pinacoteca di artisti campani e le tre statue romane marmoree recentemente riemerse dai fondali della Grotta Azzurra.
Da non perdere il Percorso dei Fortini, ex fortificazioni militari en plein air : la partenza è dalla Grotta Azzurra, raggiungibile con bus pubblico dal centro di Anacapri, e l’arrivo al Faro di Punta Carena. Il percorso si snoda per circa 5 Km (3/4 ore di marcia).
Ogni fortino è pittoricamente perfetto nel momento in cui viene raggiunto : Orrico, che rappresentò la breccia per la presa di Capri da parte dei Francesi nel 1808, al mattino presto, con le tinte pastello del mare e la luce radente dell’alba, che evidenzia ogni singolo blocco di pietra. Mesola nella pienezza del giorno, con i riflessi di puro argento sull’acqua. Pino, all’ora del tramonto infuocato che arrossa le scogliere a picco ed addolcisce di sfumature la spuma d’onda furiosa. Durante l’estate, in località Mesola, esiste una buvette per il ristoro, altrimenti prevedere uno zaino per la colazione al sacco. Il colpo d’occhio sul golfo e l’isola di Ischia è eccezionale. A cura della regione Campania, la Soprintendenza dei beni architettonici e l’Azienda di soggiorno Isola di Capri, sono stati disseminati pannelli ceramici con informazioni sulla flora e la fauna marina e terrestre presenti a Capri.
Dalla piazza di Anacapri si può salire in cima al Monte Solaro con la seggiovia : è il punto più alto dell’isola, dove lo sguardo spazia da Punta Licosa all’isola di Ponza.
L’hotel “Capri Palace e Spa” di Tonino Cacace, immenso e algido nel suo candore, ha portato il mare ad Anacapri incaricando lo scultore Arnaldo Pomodoro di creare l’opera “Rive dei Mari” : due anni di lavoro, materiali pregiati e simbolismo marino epurato di ogni orpello che sarebbe piaciuto ad Ungaretti. Per salire a “L’Olivo”, il ristorante 2 stelle Michelin, questa splendida passeggiata in riva a questo bianco mare predispone alle delizie gastronomiche dello chef Oliver Glowig.
La romantica e bucolica passeggiata alla Migliera che parte dal cimitero di Anacapri, conduce da “Gelsomina” (tel.081-8371499), magari per assaggiare i famosi ravioli alla caprese o pasta e cicerchie.
Per la sera il Faro di Punta Carena vi conquisterà con la magia delle barchette bianche a remi per la pesca notturna di totani alla lampara con esche di profondità, magari accompagnati dalla chitarra di Mario Biondi. Da non perdere, nel mese di settembre, la famosa “Settembrata”, l’appuntamento annuale con le tradizioni popolari, il Premio Anacapri Bruno Lauzi inventato da Roberto Gianani e dedicato alla canzone d’autore, nonché il premio culturale Capri San Michele. Inoltre, dal 16 al 20 agosto, ogni anno, il ciclo dei tramonti anacapresi, concerti per accompagnare il sole che affonda nel mare nei luoghi più panoramici dell’isola.

Dove dormire :
Stanze in b/b a Capri : “Il Portico”.-Tel. 081-8370523
Ad Anacapri : “Il giardino dell’Arte”. Tel. 081-8373025
“Da Gelsomina alla Migliera”. Tel. 081-8371499

Dove mangiare :
A Capri : “ La Pergola” di Giancarlo Cataldo, sotto il limoneto : tutti i sapori del suo orto personale affacciati sul porto di Marina Grande. Tel. 081-8377414
“Da Gemma”, nei vicoletti dietro la Piazzetta per la migliore pizza. Tel. 081-8370461
“Da Gioia” a Marina Piccola, tavoli les pieds dans l’eau. Tel. 081-8377702
Ad Anacapri :
“Lido del faro” a Punta Carena, da Nello e Renata : frittura di fragaglia, piccole triglie nel coppetto di carta gialla. Tel. 081-8371798
“La rondinella”, per un piatto di linguine alla ciammurra. Tel. 081-8371223

Cosa leggere :
“L’Isola”, il magazine di Capri , in ogni edicola ed albergo dell’isola ed ora anche a Parigi alla Libreria Italiana “ La Tour de Babel” in rue du Roi de Sicile (4e).

samedi 24 octobre 2009, par Carmen Bonazza