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Accueil > Economia > Il silenzio è d’oro !

Il silenzio è d’oro !

Ma Matteo e François non lo hanno ancora capito…


E l’oro è denaro. In una zona euro devastata e devastante per le economie che la circondano, i due politici insistono nel pronunciare dichiarazioni il cui solo risultato sembra innervosire Bruxelles che invece resiste stoicamente e si limita a fare i conti. Premesso che si deve dar loro atto che è vero che l’austerity non aiuta la ripresa e che si sta esagerando, strozzando i cittadini europei per colmare gli incolmabili deficit degli Stati, non si può non restare perplessi davanti a tanto ottimismo da parte dei nostri governanti. Grande Renzi che ha avuto il coraggio di dire che “Il budget italiano non pone alcun problema” ed altrettanto grande Hollande che ha definito “banale” la lettera di richiamo di Bruxelles, aggiungendo “Nulla ci farà deviare dall’obbiettivo di rilanciare la crescita”.
Ma nella gara delle risposte, forse vince Renzi che ha sdrammatizzato il richiamo all’ordine dicendo “Se ci vogliono uno o due miliardi di euro supplementari, possiamo metterceli già domani”. Di euro Matteo, di euro !!! Ed anche se fossero in vecchie Lire dove si vanno a pescare ?
Il 28 ottobre scorso, La Commissione europea non ha puntato il dito contro nessuno dei 18 paesi della zona euro per errori seri nei progetti budgetari e non domanderà a nessuno Stato di correggere il tiro. Italia e Francia, che erano nel mirino, se la sono cavata per un pelo. Gli annunci di Roma e Parigi hanno soddisfatto la Comunità europea, non solo : “Hanno disinnescato la crisi”. E’ vero che i due paesi protestatari hanno abbassato un pochino la cresta rivedendo i propri progetti di budget 2015 considerati troppo “morbidi” ma viene da chiedersi chi vuole cosa.

Balletti contabili a Bruxelles

I balletti tra i nostri rappresentanti e l’inflessibile Bruxelles stanno sfiorando il ridicolo. Mentre l’euroscetticismo sale fra le popolazioni strozzate dalla corsa alla diminuzione dei deficit Renzi e Hollande fanno una resistenza relativa. Anzi, relativissima visto che comunque sono scesi a patti un po’ mettendo mano al portafoglio ed un po’ presentando artifici contabili. Come calcolare esattamente cosa entrerà nelle casse di stato con la lotta all’evasione fiscale ? Tanto per fare un esempio. E le riforme strutturali ? Per una volta i due paesi sembrano fare simili piroette.
Ma che piroette può fare l’Italia che deve far fronte alla più lunga recessione dal dopo guerra, alla disoccupazione galoppante ed a un debito di circa 2.100 miliardi di euro ? Bene, secondo Renzi, nel 2017 l’equilibrio strutturale rientrerà nel progetto budgetario. Tirando la coperta un po’ di qui e un po’ di là si può buttare un po’ di fumo negli occhi.

Pochi giorni di tregua

Ironia oblige, il 4 novembre scorso l’ex Ministro dell’Economia francese, Pierre Moscovici, ora neo commissario europeo, ha dovuto annunciare che secondo la Commissione europea le previsioni e le promesse economiche della Francia per l’anno prossimo non sono credibili e, se continua su questa strada, il paese potrebbe presentare il peggior deficit europeo nel 2016 con una previsione di un deficit pubblico del 4,% del PIL nel 2015 con aggravamento nel 2016 per giungere al 4,7%
Ma anche l’Italia si è fatta bacchettare. E non poco ! In pratica Renzi, che come suo solito aveva fatto lo sgargiante, si è beccato il ribaltone della posizione di Bruxelles. Lo sforzo di riforme del governo “è aumentato ma i progressi sono irregolari”, sorgono grandi dubbi sulla nostra capacità di gestire i fondi europei nonché di pagare i debiti pregressi della pubblica amministrazione. E così via.
A questo punto la Commissione, guidata dal lussemburghese Jean Claude Juncker, si chiede se aprire una procedura di messa sotto tutela dell’Italia o concedere il beneficio del dubbio accordando ancora fiducia a Renzi ed al Ministro Padoan per la realizzazione delle riforme.
Ecco stiamo buoni, non facciamo onda vista la grama situazione in cui ci troviamo. Che ci piaccia o no, che sia stata costruita male o no, che stia mandando allo sfascio le economie europee, la Commissione esiste, l’Unione europea esiste e dobbiamo adeguarci.

Repetita iuvant : il silenzio è d’oro

Ma figuriamoci se Renzi sta zitto. Non contento delle considerazioni della Commissione, ha detto “Io non sono il capo di una banda di burocrati. Io in Europa non vado con il cappello in mano”. L’ha detto via twitter perché è moderno lui. Bene, ha dato del tecnocrate a Juncker il quale, ovviamente gli ha risposto picche : “Se la Commissione avesse dato ascolto ai burocrati il giudizio sul bilancio italiano sarebbe stato molto diverso”. Ma non dovevamo poter contare proprio su Juncker ? E’ chiaro che fra tutte le qualità che mancano a Renzi si può annoverare anche la diplomazia. E diplomazia non significa ipocrisia.


Non è che ora Renzi conta sullo scandalo che colpisce il Commissario lussemburghese, il Luxleaks ?
Il Luxleaks, per chi non lo sapesse, è scoppiato il 5 novembre quando quaranta giornali nel mondo hanno pubblicato notizie imbarazzanti per il Granducato, ossia gli accordi fiscali “segreti” tra oltre trecento società ed i servizi fiscali lussemburghesi, che hanno permesso alle multinazionali di risparmiare milioni di tasse. Insomma, hanno scoperto l’acqua calda e ora chiedono le dimissioni di Juncker che è stato diciotto anni al governo del suo paese, noto paradiso fiscale.
Con chiunque Renzi se la prenda, resta il fatto che l’Italia non è credibile e strillare annunci non serve a nulla.
Sicché se il silenzio è d’oro, l’ipercinetico primo ministro potrebbe mettere a frutto delle pause dialettiche per concentrarsi un po’ di più sui gravi problemi degli italiani, risolvendo i quali potrebbe anche permettersi di inveire contro la dittatura economica dell’UE.

dimanche 7 décembre 2014, par Luisa Pace