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Il terremoto in Abruzzo e la ricostruzione

Cantiere Preturo Durante i primi giorni del mese di luglio la città dell’Aquila è stata protagonista di un gran fermento per i preparativi in vista del G8. In poche settimane sono state ripristinate strade inagibili, costruito rotonde e fabbricato circa 900 alloggi con i tutti i confort per i grandi ospiti mondiali. Questo stesso fervore accompagna attualmente i lavori di progettazione e realizzazione in tempi record delle nuove C.A.S.E (Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili) per circa 14000 aquilani. Si tratta di edifici distintivi per innovazione tecnologica, risparmio energetico, ancorati su piattaforme antisismiche. La popolazione che alloggerà nelle nuove strutture sarà quella inserita nelle categorie E, le abitazioni inagibili per gli ingenti danni. La categoria F è destinata alle case rese inagibili da fattori esterni, come ad esempio un campanile che minaccia di cadere da un momento all’altro. Nelle altre categorie A, B, C e D rientrano strutture temporaneamente e parzialmente agibili, a cui saranno versati dei contributi per sostenere i lavori di ristrutturazione a seconda delle necessità. Gli edifici del progetto C.A.S.E. dovranno ospitare gli aquilani fino a quando la loro abitazione di origine non sarà stata ristrutturata, in modo da usufruire in futuro degli stessi spazi per accogliere studenti universitari e turisti. Nei prossimi mesi saranno consegnati 164 edifici molto diversi dai prefabbricati realizzati per l’Irpinia e l’Umbria. Si tratta di appartamenti sviluppati su tre piani, raggruppati nelle 19 aree agricole fino ad ora individuate dalla Protezione Civile. L’interno dei nuovi alloggi prevede infissi superisolanti, rifiniture di pregio, riscaldamento a pavimento, pannelli solari, pavimenti in parquet e solai in legno a vista. Per l’arredamento, lo scorso 7 luglio è stato pubblicato un bando sul sito dell’Unione Europea per selezionare le imprese che provvederanno alla fornitura, compresa di camere, salotti ed elettrodomestici.
Stando alle dichiarazioni del Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso rilasciate ai microfoni del Tg3, la consegna di tutti gli appartamenti avverrà da settembre a dicembre. Di fatto, con uno show condotto da Bruno Vespa in diretta da Onna, il 15 settembre sono stati consegnati solo 93 “moduli abitativi” che poco hanno a che vedere con il famoso “piano-casa”. La Protezione Civile ritiene di utilizzare tra i criteri di scelta dei terreni da espropriare per costruire, anche quello della vicinanza alle abitazioni danneggiate dal terremoto. Di tutt’altro parere è la posizione dei cittadini, poiché alcuni tra i 4950 appartamenti da realizzare si trovano a diversi chilometri di distanza dalle loro zone abitative. In questo momento, in vista anche delle basse temperature invernali, non è una priorità chiedersi come, quando e in quanti anni la città dell’Aquila tornerà a rivivere. Si può affermare che dal giorno del terremoto ad oggi, poco è cambiato nel centro storico. Il rientro è possibile solo a piedi e in molte zone ci sono ancora calcinacci caduti a terra la notte del terremoto. Il tratto percorribile è ancora limitato, senza comprendere una delle strade più colpite, Via XX Settembre. Tutto questo è possibile sempre sotto la sorveglianza militare, tutti i giorni dalle 11 del mattino fino alle 22. Poi il coprifuoco. I Vigili del Fuoco hanno lavorato a ritmi stremanti per completare gli 800 interventi di messa in sicurezza che prevedevano la puntellatura di edifici e alcune demolizioni. I disagi nelle tendopoli continuano. Non solo le temperature climatiche sono cause di malessere, ma si sono verificati anche casi di intossicazione alimentare. Prima di ferragosto a San Demetrio né Vestini (L’Aquila) che accoglie attualmente 300 sfollati, almeno 50 hanno lamentato dolori intestinali.
Non presenta punti a suo favore la ripresa economica delle imprese locali. Ad esempio nel cantiere di Preturo, frazione a distanza di 10 Km dal comune dell’Aquila, lavora a ritmo serrato un’impresa del Nord Italia, leader nelle costruzioni in bioedilizia. Persino pane e latte distribuiti nei campi vengono da fuori, discriminando le piccole imprese e gli artigiani abruzzesi, poiché solo una piccola parte è riuscita ad inserirsi nelle attività di edilizia post-sisma. Nel cantiere di Preturo lavorano 180 operai altamente specializzati che sembra abbiano partecipato ad un meeting motivazionale prima di recarsi in Abruzzo. Le imprese regionali erano già presenti sul territorio e in attesa di convocazione, senza il bisogno di riunirsi per trovare le ragioni del comportamento che sono davanti a loro ogni giorno, dal risveglio del mattino.

samedi 24 octobre 2009, par Raffaella Cordisco