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Il tomentone della scissione

Finiti i tempi delle grandi unioni, l’Ulivo, il Partito Democratico, la grande coalizione del Popolo delle Libertà, da qualche mese va di moda la scissione. Ha cominciato il PD, con LE minoranze (al plurale si badi bene) che hanno partorito il DP, il movimento Democratici e Progressisti, forse per usare le stesse lettere (anche perché democratico reazionario sarebbe un controsenso). Questo lascia libere altre 20 lettere dell’alfabeto da abbinare con la D : Democratici Cristiani (esisteva già no ?) Democratici Democratici, Democratici Furbi, Democrati Gobbi (anche questo già esistito) e così via. D’altra parte suona meglio de "La Cosa" come si chiamò per un po’ il fu PCI nella quasi centenaria storia delle scissioni della sinistra italiana. Ma la scissione è di sinistra ? A destra sembrerebbero usare altri metodi : a parte qualche eccezione fa più tendenza buttare fuori il leader, possibilmente accusandolo di scandali finanziari (si pensi a Gianfranco Fini o a Umberto Bossi) e usurpare nome, struttura e fondi, è il metodo "arsenico e vecchi merletti". Parlano di scissione però anche i grillini (adepti di solito alle espulsioni), dilaniati sulla questione - vitale per Roma - della costruzione del nuovo stadio. Vabbè che a giudicare dal numero di polizze assicurative che diversi assessori del Comune hanno intestato alla Sindaca Virginia Raggi a sua insaputa, sembra anche lei scissa in due, tre ...
Ad accompagnare la scissione-mania, il "meglio che" : "meglio la scissione che il ricatto…", "meglio la scissione che la malattia"… fino al "meglio che" di Laura Boldrini, presidente della Camera, che ha dichiarato "la scissione che a me preoccupa di più è quella delle persone dalla politica". L’ha detto ! Nessuno parla di politica, tantomeno di politiche per gli italiani : è tutto un calcolo di percentuali, chi può portare a casa quanti voti, un calcolo di potere (dà più potere fare il politico in Regione da solo o a Roma mal accompagnato) ? E in tutto questo veramente la politica si sta scindendo dalla gente, senza la quale i politici perderebbero la loro ragion d’essere.

mercredi 15 mars 2017, par Patrizia Molteni