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Infiniti terrestri dei

La folgorante e magnifica ispirazione di questo ciclo pittorico nasce dall’ascolto dell’audio libro Cristo si è fermato a Eboli, in onda su Radio 3 nella trasmissione Ad Alta Voce.
Il testo di Carlo Levi è magistralmente letto dall’attore Elio De Capitani.
Sono solita ascoltare audiolibri e spesso, durante il mio lavoro, sono catturata e coinvolta dai testi letti, che sono sempre piacevoli compagni nelle ore giornaliere di pittura.
Le parole entrano a far parte del dipinto, come la musica, o la voce di un amico che passa a trovarmi nel mio studio.
Oltre alla speciale vicenda delle illustrazioni per il racconto di Antonio Tabucchi Isabella e l’ombra, ho dedicato vari dipinti a Il borghese stregato di Dino Buzzati.
Mi viene da pensare che forse non a caso Buzzati e Carlo Levi erano pittori anche loro. La scrittura come narrazione ha, alla sua origine, immagini della realtà, vissute o fantastiche, a cui dà una forma, che resta. Ma essa a sua volta libera nuove immagini, e anch’esse possono diventare reali nella materia pittorica.
Nell’ascolto di Cristo si è fermato a Eboli, mi sono accorta che le parole entravano nella mia testa da un ingresso diverso, non passeggiavano davanti alla finestra dove la mia creatività si affaccia a cogliere spunti e impressioni da rielaborare ; questo testo è entrato dalla porta principale e si è fatto dipingere.
Mi sono felicemente persa tra le argille, cercando il modo giusto per rappresentare tanta ricchezza, l’umanità dolente e il mistero. Ho introdotto una nuova tecnica e variato i toni della mia tavolozza, riascoltato, preso appunti e sentito lo sguardo della Lucania di Carlo Levi avvolgere tutta la mia pittura.
Solo a conclusione del mio lavoro, stanca mi sono poggiata all’ombra del mio albero di famiglia, a incontrare le origini lucane del mio ramo paterno, proveniente da Stigliano, che, più volte citato nel libro, si trova ad una ventina di km da Aliano. Chissà se, pur non avendo visitato quella terra, qualcosa ho sentito nel mio sangue dell’antichissima sapienza e paziente dolore.
I dipinti sono principalmente dedicati alle donne lucane, con al centro Giulia, la strega dalla “forza armonica” e la “passività piena di potenza”. In Levi non c’è mai scetticismo, ma una comprensione umana profonda, la stessa per cui dipingeva un paesaggio arido e ostile, la testa di un animale macellato, un bambino segnato dalla miseria, svelando nel realismo la loro tragica bellezza.
Il titolo del ciclo attinge a un brano del libro che ne contiene le drammatiche tensioni : “Tutto, per i contadini, ha un doppio senso… Nel mondo dei contadini non c’è posto per la ragione, per la religione e per la storia… Tutto è magia naturale. Anche le cerimonie della chiesa diventano dei riti pagani, celebratori della Indifferenziata esistenza delle cose, degli infiniti terrestri dèi del villaggio”.

Fino al 1° aprile 2017
All’ascolto di Cristo si è fermato a Eboli

Disegni e pitture di Isabella Staino
La Petite Galerie de la Tour de Babel
10 rue du Roi de Sicile – 75004 Paris

lundi 13 mars 2017, par Isabella Staino