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Ingegni minuti*

Un bel libro sulla storia della scienza in Italia

Di Lucio Russo avevamo già letto “La rivoluzione dimenticata” (2), un’interessantissima rivisitazione dell’ellenismo e della scienza di duemila anni fa, nonché del suo recupero nei “rinascimenti”. Incredibilmente attuale nella constatazione che un potere forte ha potuto, in epoca storica, distruggere una scienza sviluppatissima e farla sparire per mille anni.
Questo nuovo libro, in collaborazione con Emanuela Santoni, riprende dove l’altro aveva lasciato, focalizzandosi sull’Italia. Il che, fino al ‘600, equivale al mondo. Viene rivisitata la trasformazione della scienza avvenuta nel Rinascimento da studio testuale ad esperienza pratica, al trionfo del metodo sperimentale nel XVI e XVII secolo, all’emarginazione del ‘700, ed al recupero del Risorgimento. Il tutto con molto rigore e con dovizia di citazioni.
Le ultime cento pagine sono più dolorose da leggere: dal “disastro” del fascismo, alla ricostruzione e alla rinascita del dopoguerra, fino alla “sconfitta”, il cui inizio viene individuato negli anni 1962-63, con tre eventi apparentemente scorrelati, ma tutti densi di conseguenze: un’inchiesta giudiziaria sull’Istituto Superiore di Sanità, con conseguente carcerazione del suo ex direttore, Domenico Marotta, la morte di Enrico Mattei, presidente dell’ENI, in un “incidente” aereo, e l’arresto di Felice Ippolito, capo del CNEN, attaccato in primo luogo da Giuseppe Saragat, con la terribile citazione di quest’ultimo: “Perche’ non aspettare che questa competitività (scientifica) sia realizzata da paesi che hanno quattrini da spendere?” (Corriere della Sera, 11 agosto 1963).
Da allora è tutto in discesa. Nel 1973 il fisico Toraldo di Francia scrive: “L’Italia e’ un paese in via di sottosviluppo” (3).
Per quanto riguarda il periodo dal 1973 ad oggi, gli autori si limitano a “qualche considerazione”, astenendosi dal trattare nel dettaglio eventi troppo recenti. Con una lugubre considerazione finale che, a meno di una “rivoluzione culturale”, la scelta operata prima del 1970 “ha ottime probabilita’ di rimanere valida anche in futuro”.
Chi vive all’interno della ricerca italiana non ha argomenti per negare questo epitaffio.
Nel corso del libro viene dato rilievo al fatto che lo sviluppo della scienza può funzionare bene solo se la ricerca pura è affiancata da esigenze industriali e tecnologiche, e che l’interazione delle due è indispensabile alla crescita della scienza in tutti i suoi aspetti. In altre parole, far costruire tutto ai cinesi non è propriamente un atteggiamento lungimirante, anche se genera quattrini, e subito.

1 Lucio Russo, Emanuela Santoni, Ingegni minuti, Una storia della scienza in Italia, Feltrinelli, Milano 2010.
2 Lucio Russo, La rivoluzione dimenticata. Il pensiero scientifico greco e la scienza moderna, Feltrinelli, Milano 2003.
3 Citato in : Enrico Bellone, La scienza negata: il caso italiano, Codice Edizioni, Torino, 2005.

* “Ingegni minuti” è l’epiteto usato da Giambattista Vico, e ripreso da Benedetto Croce, diretto a chi riesce ad interessarsi degli Elementi di Euclide, e con ciò della scienza in generale, inadatta ai veri filosofi. L’antiscientismo ha in Italia un’antica e forte tradizione.

venerdì 7 ottobre 2011, di Luciano Trasatti