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Intervista a Mario Monicelli

Omaggio A Ilaria (1)

Un tè con il regista 93enne, padre della “commedia all’italiana”. In occasione dell’anniversario della nascita di Totò discutiamo di Italia e di Europa. Il potere del cinema ? « Quello di rispecchiare e di raccontare, ma non quello di fare prediche ».

Mario Monicelli Sguardo da chirurgo stanco, silenzio cardinalizio, coppola in testa : è Mario Monicelli, uno dei grandi del cinema, nonché padre della “commedia all’italiana”.
Gli cammino accanto osservando il silenzio, e aspetto di sedere con lui per sapere quel che resta della “sua” commedia e dove va il cinema.
Lui cammina piano, curvo ma fiero, sotto il peso di novantatré anni segnati da più di sessanta di pluripremiata carriera cinematografica : oltre sessantacinque tra sceneggiature e regie, lungometraggi e melodrammi e soprattutto commedie. Ha lavorato con tutti i grandi : Mastroianni, Sordi, Totò, Gassmann, Dépardieu e persino Pasolini.
In questo Marzo 2008 Parigi lo sta celebrando : deve presentare il libro “L’espressione triste che fa ridere : Totò e Monicelli”, di Adriana Settuario, e tenere una leçon de cinéma alla Cinémathèque Française, che dedica due mesi di retrospettiva a Totò nel centodecimo anniversario della sua nascita. Ci dirigiamo in una brasserie. E ciak, si gira.

Il regionale diventa universale


« Perché la commedia all’italiana è una commedia che non riguarda soltanto il costume », esordisce Monicelli, rispondendo alla considerazione che la “sua” commedia – una satira di ambientazione borghese con personaggi definiti attraverso caratteristiche spiccatamente italiane, primo fra tutti Totò – ha avuto un tale successo anche fuori dal Belpaese. « È uno scambio di leggerezza tra i personaggi, ed è imperniata sull’attualità e la vita : quindi tanto più è regionale, italiana, e tanto più risulta internazionale, proprio perché fa leva su fattori universali. A cominciare dalle musiche », continua “il Maestro”. E, effettivamente, chi se le dimentica più le musiche di Nino Rota a colonna sonora dell’”Armata Brancaleone” ? O quelle de “I soliti ignoti”...
Intanto arrivano il suo earl grey tea e il mio café noisette. Suonano entrambi talmente poco italiani che si inizia a parlare di cosa rende simile l’Italia e la Francia : « Gli italiani se fanno qualcosa sono molto “italiani”, ma cercano di fare in modo che vada bene per tutti », replica solenne.
E al padre de “I Soliti Ignoti” non si può non chiedere da dove arrivi la “commedia all’italiana”. « Viene da molto lontano, dalla commedia dell’arte, dai personaggi di Ruzante e Machiavelli, per citarne solo due. È da sottolineare che si chiamava “commedia”, e non ”tragedia”, e che contemplava tutto : dall’amore alla morte, passando per la fame, la miseria, le malattie e la violenza. Generando un disperare che riesce tuttavia a far sperare : attraverso la risata ».
E la commedia all’italiana oggi : che dire di Carlo Verdone, che molti vedono come un erede di questo tipo di commedia ? « È un bravo regista e un bravo attore ma non ha coraggio : si limita a fare la commedia “non all’italiana”. Caratterizzata da film carini, e anche ben costruiti », prosegue, ma ove succedono « “cose così”, un po’ superficiali e che si risolvono bene. Sempre. La commedia all’italiana è il contrario : nulla si risolve e resta l’amaro in bocca », chiosa. Detto questo, appoggia gli occhiali sulla coppola, accanto alla teiera, mentre fuori comincia a nevicare. [...]

Non ci resta che ridere


E siccome Monicelli di storia ne ha vista e ne ha fatta, ne approfitto per capire come vede il futuro, il cinema e l’Europa. « Il cinema si evolve parallelamente alla società : se quest’ultima si evolve, si evolve anche il cinema. L’uno è lo specchio dell’altra. Il problema ? La società occidentale è in una fase di declino. Come sempre rilevo nei miei film », risponde amareggiato. E da cosa dipende questa involuzione ? « Vige la legge del mercato : il più forte vince e deve guadagnare ». Eccolo, finalmente : il Monicelli che ha cresciuto gli italiani del Ventesimo secolo a suon di personaggi intrisi di amarezza, cinismo e scetticismo.
Il cinema ha un potere ? « Il potere di rispecchiare, di raccontare, ma non quello di fare prediche ». Quindi descrive, ma senza agire ? « Può essere, col risultato che la buona coscienza dello spettatore, italiano o no, torna sui banchi di scuola ». A lezioni d’un realismo tutto monicelliano che non salva né le intolleranze né gli amici più cari e i parenti, che per lui fanno rima con serpenti.
« È l’economia che vince : per questo la Francia s’interessa alla Romania, per esempio », replica tra il secco e l’amaro alla domanda su cosa pensi di quest’Europa che continua ad allargarsi a Est. L’allargamento servirà a fare da contrappeso alla superpotenza americana ? « No, no. Né l’Europa né l’Occidente tutto insieme ». E il cinema americano ? « Il cinema americano non è certo quello dei grandi personaggi ». Quali sono i registi che spiccano nel panorama europeo ? « C’è un italiano, Gianni Amelio, penso a film come “Il ladro di bambini”. E pochi altri ».
Il cinema deve toccare il cuore ? « Mah, il cuore ? La mente, piuttosto ». Al momento di congedarsi gli domando una ricetta per l’Europa. Che fare ? « Cambiare. Non fidarsi troppo della democrazia. Un consiglio ? La commedia all’europea ».
Ilaria La Commare

Segnaliamo che è appena uscita l’autobiografia cinematografica di Mario Monicelli, Il mestiere del cinema, edito da Donzelli.

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OMAGGIO A ILARIA LA COMMARE


Ilaria La Commare Il 17 marzo scorso scompariva drammaticamente a Parigi Ilaria La Commare.
Nata 30 anni fa in Sicilia a Trapani, dopo gli studi a Roma e un’esperienza a Dublino viveva nella capitale francese da alcuni anni.
Brillante esponente della “generazione Erasmus” Ilaria La Commare ha attinto nel suo percorso a molte lingue e culture differenti. Molto attiva nel mondo associativo e culturale italo-francese - e non solo -, Ilaria ci lascia pregevoli testi e articoli e il ricordo di un impegno militante contro la mafia. L’associazione Cuntrastamu ha deciso infatti di dedicare alla sua memoria la libreria tematica della sua sede a Roma. Un pensiero affettuoso va agli amici e parenti di Ilaria, a sua sorella e i suoi genitori.

dimanche 7 juin 2009, par Ilaria La Commare