FOCUS IN - Chi siamo
RICERCA
Une N° 23 Un N° 22 Une N° 21 Une N°20 Une N° 19 Une N° 18 Une N° 17 Une N° 16 Une N° 15 Une 14 Une N° 13 Une N° 12

Home > Primo Piano > Puglia : terra inCantata > Intervista ai nidi d’Arac

Intervista ai nidi d’Arac

Raccontare l’italianità nel mondo

Da qualche anno a Parigi, i Nidi d’arac, band di rock etnico fondata da Alessandro Coppola nel 1998, raccontano la tradizione della musica del Sud contaminandola con i ritmi di oggi. Grazie ad una collaborazione con Puglia Sound, hanno dato via, l’anno scorso ad una manifestazione che intende far conoscere anche in Francia le tradizioni del sud, “La Pouille joue, l’Italie danse”. Abbiamo chiesto a Alessandro Coppola di spiegarci l’eccellenza musicale della sua regione.

La Puglia è considerata una delle regioni che fa di più per la musica e anche forse una di quelle più conosciute, in particolare per la pizzica. Da dove nasce questo fenomeno?
Oramai la Puglia è divenuta un esempio internazionale di come un territorio possa crescere puntando tutto sulla propria cultura e sulle proprie tradizioni, lo fa soprattutto in un periodo di crisi di risorse economiche andando in controtendenza con quello che potrebbe essere considerato da molti economisti il buon senso amministrativo cioè il taglio ai fondi della cultura. A rendere la regione protagonista di articoli su riviste di moda, turismo, cultura ma anche di economia e società è stata sicuramente fondamentale l’intuizione di alcuni politici.
La classe politica pugliese degli ultimi dieci anni infatti, ha saputo vedere nell’arte e nelle tradizioni locali non solo la direzione verso il proprio successo politico ma anche quello del territorio dando la possibilità ad amministrazioni locali, marchi, fondazioni, consorzi di lavorare in sinergia.
La regione Puglia, in particolare per la musica ha creato il marchio Puglia Sounds, un’organizzazione regionale che attraverso dei bandi pubblici finanzia lo sviluppo del lavoro nel campo musicale e l’esportazione di prodotti musicali pugliesi, tutto questo è unico nel nostro paese anche se qualcosa del genere esiste in molti altri paesi europei.

Un territorio particolarmente ricco …
Nonostante la grande intuizione dei politici pugliesi del 2000, la vera forza da sempre sul territorio è stata rappresentata dagli artisti, infatti già dai primi anni ‘90 dal Salento partivano dei modelli musicali giovanili dove le forme più attuali della musica incontravano il dialetto e la cultura popolare Sud Sound System, Isola posse, Papa Riky. Non molti sanno inoltre che prima del successo della ormai famosa kermesse Notte della Taranta, già dagli anni ‘80 nelle feste tradizionali si esibivano alcuni gruppi di musica popolare. E poi Carmelo Bene, Eugenio Barba con il prestigioso Odin Teatret e tanti grandi artisti hanno gettato le fondamenta per il successo della nostra regione facendola conoscere a livello nazionale e internazionale.

Ci sono tantissimi musicisti pugliesi a Parigi e in Francia: perché Parigi?
Parlo in prima persona per i Nidi d’Arac, da molti anni abbiamo scelto la via internazionale e avere come base Parigi è stata una bella alternativa a Roma, città dalla quale nasciamo come gruppo nel ormai lontano 1997.
Parigi, a differenza delle nostre città italiane, è sempre stata una delle capitali della Musique du monde ed una metropoli molto aperta alle sperimentazioni musicali, quindi, se consideriamo la nostra musica come un evoluzione della musica tradizionale sud italiana, dovremmo essere nel posto giusto, infatti qui lavoriamo da diversi anni con una prestigiosa agenzia di booking francese.
Quest’anno uscirà il nostro nuovo album (il sesto), è stato prodotto per la maggior parte in Francia e quindi oramai potremmo definirci un gruppo italiano immigrato a Parigi. Riguardo ai nostri concerti spero che abbiate la possibilità di vederli, probabilmente capirete cosa intendo per musica popolare italiana evoluta.
Sono contento che la musica pugliese sia arrivata finalmente in Francia, artisti come Rosapaeda, storica voce pugliese nota al mondo della World Music per il suo brano “Ta Travudia”, Anna Cinzia Villani la più significativa voce femminile della musica popolare salentina, Mama Marjas, raggamuffin in Pugliese sono spesso programmati nei festival francesi o nei club e teatri parigini o addirittura che gruppi come il trio dei Télamuré che propone un repertorio popolare sud italiano si sia formato qui a Parigi.

Com’è nata l’idea di "Les Pouilles jouent l’Italie danse"? Com’è andata la seconda edizione alla bellevilloise?
“Les Pouilles jouent, l’Italie danse” nasce da un’esigenza: avevamo bisogno di raccontare ai Parigini cose fosse la musica indipendente italiana ed in particolare quella pugliese, un tipo di musica che prende le distanze dagli stereotipi nazional-popolari e dai luoghi comuni che da secoli ci affiancano. Abbiamo pensato ad un festival che potesse dimostrare che esistono artisti che hanno un grosso spessore e allo stesso modo una forte identità musicale italiana.
Dopo il successo della prima edizione alla Mairie del 13° volevamo raccontare cosa succede nelle calde notti salentine, dove si balla al ritmo di una musica tribale, ipnotica, affascinante, un vero fenomeno italiano ed abbiamo quindi pensato alla seconda edizione del festival come una serata in un club parigino. Il risultato è stato del tutto positivo: un aperitivo all’italiana, il workshop di danze tradizionali di Maristella Martella (coreografa, danzatrice e direttrice della Scuola di danze popolari del Mediterraneo Tarantarte) il concerto di musica tradizionale salentina di Anna Cinzia Villani e la sua Macuran Orchestra, il rock etnico dei Nidi d’Arac ed un ensemble finale di tutti gli artisti sul palco, hanno a mio avviso dato una dimensione abbastanza vicina all’atmosfera estiva sud italiana.

Progetti per l’autunno/inverno?
Con i Nidi d’Arac stiamo da molto tempo lavorando sul nuovo album, è un lavoro iniziato tre anni fa, musicalmente segnerà un ennesimo cambio di suono e di contenuti, la ritmica non sarà solo ispirata alla tradizione salentina ma piuttosto a quella della tradizione sud italiana in generale. Il pensiero ritmico delle percussioni popolari italiane si fonderà con gli intramontabili groove new wave degli 80’s e con i reaf di chitarre dei 90’s inoltre in alcuni casi gli arrangiamenti citeranno lo storico disco progressive folk di De Andrè con la PFM del ‘79, un collage di suoni e di epoche che vuole raccontare la nostra italianità nel mondo.
Nei testi si parlerà di migrazione, di malavita, ma anche di favole e storie passate nelle quali potremmo intravedere il mondo odierno, i brani saranno sempre cantati in dialetto salentino e il linguaggio musicale sarà sempre quello che da quindici anni ci accompagna e che non finirà mai di evolversi.

Discografia dei Nidi d’Arac:
MMACARIE (CNI 1998)
RONDE NOE (microchips sulla terra del rimorso) (CNI 1999)

TARANTULAE (CNI 2001)

JENTU (V2 Records 2003)

NIDI D’ARAC Vol1 – (Discmedi 2004)

St.ROCCO’S RAVE (V2Records 2005)

SALENTO SENZA TEMPO (Tarantulae 2007)

TARANTA CONTAINER (Galileo 2011)

domenica 29 settembre 2013, di Patrizia Molteni