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Italia e Europa: il fallimento dell’austerity

Ma si può ancora parlare di economia? O è meglio tacere? Il dubbio mi è sorto poco fa sentendo alla radio un eminente esperto che diceva che l’Europa è fuori pericolo, che si tratta di “crisi percepita” e che era peggio nel 2008. Non cito lo svanito economista per evitargli le rappresaglie di chi sa che, nella Francia inghiottita dalle elezioni, il tasso di disoccupazione è salito per l’undicesimo mese consecutivo raggiungendo il 10,2%, senza calcolare chi non è “contabilizzato” perché in formazione o perché a fine sussidi. In Spagna è ormai una catastrofe con il 24,4% della popolazione attiva per strada. E l’Italia si dice al 9,3% ma vanno calcolati anche gli inattivi ed i sottoccupati. Mettiamoci anche i precari tanto per svegliare l’economista svampito. Smetto di fare i conti tanto non se ne esce.
Eureka! L’UE ha forse trovato una soluzione almeno per i giovani: utilizzare i fondi strutturali europei per l’occupazione giovanile e creare un meccanismo che assicuri loro il diritto al lavoro. In Italia contiamo 3 milioni di inattivi che vorrebbero lavorare ma che il lavoro non lo cercano neanche più perché non si trova. Tanto vale fare anche i conti di quanto costa cercare un lavoro. E quando non arrivi a fine mese ce l’hai la benzina per la macchina, i soldi per il biglietto dei trasporti pubblici, per la bolletta del telefono. E se ti molla il computer? No! Non sto scherzando, cercare lavoro costa denaro. Il Governo tecnico ha pensato che fosse pure il momento di toccare l’art. 18. Come se fosse una priorità per coprire il debito pubblico. Visto che la disoccupazione, la precarietà e, non nascondiamocelo perché fa male, la disperazione della povertà salgono, allora a maggio è aumentata anche la bolletta della luce del 4,3%. Aggiungiamo le tasse locali come l’Irperf, l’Imu, la spazzatura, e poi l’Iva, i trasporti e ne dimentico… quanto resta ad una famiglia? Briciole e nemmeno quelle. Gli stipendi, per chi li ha, sono fermi da tempo ma settimana dopo settimana arrivano aumenti. Leggo “gli italiani taglieranno le spese”. Ma quali se non hanno già più soldi per pagare le bollette attuali? Han già tagliato tutto. Chi ha ancora qualcosa non spende, scendono i consumi e si entra nel circolo vizioso dell’aspirazione verso il basso. E Monti ha detto che “gli italiani stanno affrontando l’austerity con senso civico”. E meno male che almeno quello ci resta o siamo troppo stanchi per tornare a battere l’asfalto?

Gli europei affondano ma l’UE scopre la crescita


Dopo aver affondato la Grecia, dopo essersela presa con l’Italia mentre la Spagna annaspa, il tutto con ragioni diverse, l’UE pensa che sia meglio crescere. Ma va? Mi vien da dire. Ma se anche il Presidente della BCE, Mario Draghi, ha chiesto all’Europa di siglare un urgente «patto per la crescita». E questo dopo quello fiscale varato nei mesi scorsi. Tra l’altro, secondo Draghi, le misure che sono andate a salvare il sistema bancario europeo non andranno a beneficio dell’attività produttiva. Monti, che già a suo tempo aveva colpevolizzato la Grecia, ora che lo spread riprende a salire, se la piglia con la Spagna affermando che “non ci sono ragioni specifiche italiane e stiamo pagando di rimbalzo la crisi spagnola”. L’UE, cieca come una talpa, continua a chiedere garanzie a Spagna ed Italia… ma nel frattempo sta saltando anche l’Olanda. Meno male che c’è Draghi per mettere in discussione il piano di austerity lanciato come un anatema dalla Germania. Qualche lungimirante italiano nelle file dei tecnocrati c’è: Draghi e Visco ne sono l’esempio. Però a Palermo si sono intercettati 78 lavoratori “in nero” e 33 irregolari. L’ha detto il tiggì. Sai quanto ci cambia nel deficit. Magari hanno anche qualche bocca da sfamare, oppure sono delinquenti. Ma la moralizzazione della classe politica?

Imparare a rovesciare il sistema


A forza di dire che la crisi si batte col lavoro e con la crescita forse i governi europei riescono a rendersi conto che il cibo della recessione è proprio l’austerità. Gli stessi governi che hanno temuto a turno, per l’euro, la crisi greca, quella spagnola, quella italiana, senza contare le precedenti. E l’Olanda ora… Devo dare ragione al Wall Street Journal: “L’austerity italiana mette in pericolo l’economia”, come tutte le altre austerity perché anche la Germania deve prendersi le proprie responsabilità. La Merkel rifiuta di rivedere il trattato budgetario europeo come propostole da François Hollande ma la Germania non è l’Europa, tendiamo a dimenticarlo.

Scendiamo a noi


Si dovrebbe smettere di parlare, soprattutto perché il mondo non si ferma solo perché il governo è al tavolo delle trattative, e decidere di mettere una patrimoniale vera. Ha ragione la leader della CGIL, Susanna Camusso quando definisce l’Imu “una patrimoniale per i poveri”. Per il nostro paese mi piacerebbe vedere infine un po’ di equità e sentire meno parole. La lotta all’evasione fiscale sta dando risultati? Benissimo purché colpisca proprio tutti, perché il malcostume non l’abbiamo nel DNA, non tutti almeno, ed i grossi evasori riescono ad essere tali perché esistono i paradisi fiscali. Poco utile richiamare all’ordine i paesi che li accolgono. Ad un grosso evasore non serve la Svizzera, gli basta un buon commercialista…

mercoledì 4 luglio 2012, di Luisa Pace