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Italia in Rete: la memoria, che storia!

Grande successo di pubblico e di critica per la prima apparizione di Italia in Rete al Forum delle Associazioni franco-italiane del 23 giugno scorso in apertura della settimana italiana del XIII arrondissement di Parigi, nonostante l’ormai proverbiale iella climatica che ci accompagna ormai da qualche anno. L’associazione ha anche partecipato a diversi forum delle associazioni il 7 settembre, nel 13° e 14° arrondissement, ospiti dei Jardins numériques, a Clamart con i Di sol e di La e a Triel con la nuovissima associazione Ita-Liens. Una rete che diventa sempre più fitta e solidale e che ci ha permesso di dare il via ad un progetto di Centro di Storia orale e popolare dell’emigrazione italiana.
Lo ha dimostrato il Forum di giugno con una presenza massiccia e concertata delle associazioni e con quella di artisti, membri della rete o no, che hanno sostenuto l’iniziativa esibendosi gratis sul palco della Mairie: Silvia Malagugini e Giuliano Gabriele in un insolito accostamento verdiano-popolare, il jazzista Luigi Grasso con il suo trio, i Telamuré e les Ladies collage, i Di Sol e di La, il coro la Maggese, Gigi Borruso e Serena Rispoli che hanno letto ed interpretato la rubrica di Focus in “Strano ma vero” (lettura proposta dall’Associazione Italo Calvino), le danzatrici di Sudanze e le commedianti dell’arte del Grande Teatro dei Ragazzi … di tutto e di più.

La giornata (e con lei noi tutti), incensata, viene da dire, dalla presenza del Console generale d’Italia a Parigi, Andrea Cavallari, e da quella, più insolita, dell’Ambasciatore, Giandomenico Magliano. Se infatti il Console generale viene da sempre in visita al Forum, e si unisce alla passeggiata tradizionale del Sindaco del XIII e dei diversi consiglieri municipali, e sebbene questo Console generale in poco meno di un anno ci avesse già abituato a una forma di collaborazione alquanto inedita, la qualità della sua presenza e di quella del più alto funzionario della diplomazia italiana ha lasciato tutti a bocca aperta. Il Console Cavallari oltre alla passeggiata d’uso è rimasto qualche ora a parlare con ogni associazione ed ha assistito alle animazioni culturali previste dal Forum; anche l’Ambasciatore Magliano ha cercato di capire in cosa consistesse il ricco tessuto associativo della regione parigina. Al decimo stand, mentre ascoltava uno dei tanti progetti, ha chiesto: “Ma non esiste un catalogo di tutte queste belle cose che fate?”.

Esiste eccome … perlomeno in embrione. E’ il Forum stesso, che permette di riunire in un unico luogo tutta la creatività e la passione delle associazioni franco-italiane. E’ il portale www.associazioni-italiane.org, che certo potrebbe essere aggiornato più regolarmente (e lo sarà) ma che già ora conta una sessantina di pagine di presentazione delle associazioni, un’agenda di tutte le iniziative della rete e, soprattutto, sezione che sarà ampliata e perfezionata, una pagina dedicata ai progetti in corso e futuri.

Italia in Rete ha partecipato anche ad altri Forum delle associazioni, organizzati dalle municipalità nel mese di settembre, cosa che le ha permesso di conoscere e scambiare con altre reti ed altre associazioni.

Ed è proprio questo suo essere “rete” fra le reti, il fatto di condividere risorse e competenze che ci ha permesso di ottenere un co-finanziamento dalla Regione Ile de France e che ci permette di rispondere ad altri bandi su progetti più ambiziosi di quanto ogni singola associazioni potrebbe sperare.
Il filo rosso della memoria

E di ambizione si tratta quando si presenta il progetto di un Centro di Storia orale e popolare dell’emigrazione italiana. Come ci è venuto? Innanzitutto una prima costatazione che è emersa dalle riunioni (anche tematiche) dell’inverno scorso: la diversità nella tipologia e nel modus operandi ha permesso di individuare un “filo rosso” sulla memoria, con forme molto diverse di interpretarla e restituirla, tutte rigorosamente al di fuori dello schema classico-accademico. E’ risultata pertanto evidente la necessità di ripensare un contenitore (un luogo fisico e virtuale) e dei contenuti che riflettano questa diversità, il carattere «comune» insito nella parola comunità che è stato sommerso e dimenticato dalla Storia.

Non un Museo quindi, che sa di passato polveroso, ma un centro di storia popolare ed orale che possa essere visitato da tutti, indipendentemente dal livello sociale o di studi e dai loro interessi socioculturali, che possa rispondere alla ricerca di un’identità in equilibrio fra due paesi che si pone al migrante come al giovane “expat”, e che raccolga e metta a disposizione testimonianze scritte e orali, lettere, oggetti quotidiani… quello cioè che l’Unesco ha riconosciuto come « Patrimonio Culturale Immateriale ». D’altro canto proprio l’Unesco definisce la cultura popolare come quell’insieme di tradizioni che evolvono col tempo e vengono contaminate sia dal tempo che dalla prossimità con altre tradizioni. Gli italiani all’estero, soprattutto di più antica emigrazione, hanno la particolarità di aver mantenuto le tradizioni così come le hanno lasciate alla loro partenza e di averle integrate e/o modificate in base agli input del paese di accoglienza.
Certo molto è già stato fatto e si fa in Francia sull’emigrazione italiana (Il CEDEI, Centre d’Etudes et de Documentation sur l’Emigration Italienne e il CIEMI, Centre d’Information et d’Etudes sur les Migrations Internationales, ne sono la prova), ma rimangono centri di documentazione e di ricerca di orientamento accademico mentre molto resta ancora da fare sulla storia orale, sui mestieri, sulla mobilità delle nuove generazioni, sugli artisti italiani che ancora oggi preferiscono esprimere la loro creatività in Francia, sulle forme di partecipazione e di impegno sociale, sul mutuo soccorso e la solidarietà... Storia passata e storia presente perché la memoria possa anche essere memoria del futuro.
Il progetto ha già ricevuto il patrocinio della regione Ile-de-France e sta mettendo in piedi un “comité de pilotage” (termine che ci piace di più rispetto alla più burocratica “commissione”) per dar via alle ricerche di un luogo e di finanziamenti … I Jardins numériques, dal canto loro, stanno già lavorando a sviluppare un programma per la messa in linea di un centro virtuale partecipativo e supertecnologico.

La memoria, “che storia!”

martedì 1 ottobre 2013, di Patrizia Molteni