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Italiani per una notte… e non solo

Organizzati da « A spasso per… », «agenzia di viaggi virtuali», questi tour dell’Italia insolita si svolgono alla Libreria italiana in rue du Fbg Poissonières, in collaborazione con l’associazione Pariginedita oppure nei ristoranti di Parigi mangiando specialità di volta in volta diverse. E – un boccone tira l’altro – è nato anche il Campionato internazionale di pasta, tutto un programma.


All’origine di questa singolare iniziativa un “oste scrivano” marchigiano, Camillo, e la moglie, Vera, innamorati di Parigi, tanto che lui sta portando avanti una ricerca certosina su due anni della vita di Van Gogh, quelli sui quali, abitando dal fratello Théo, non ci sono fonti epistolari cui attingere.
In mal di Parigi, si inventa, nel suo locale di Grottammare, le serate “Parigini per una notte” che hanno un successo spaventoso. Poi il grande passo, il trasferimento nella capitale dei suoi sogni e la creazione di eventi legati, questa volta, all’Italia. Nasce “A spasso per…” che si occupa di editoria turistica (A spasso per Parigi – Montmartre, per esempio) e di “nuovi modelli di comunicazione turistica preventiva”. Preventiva? Sì, il concetto è quello di fornire tutto quello che serve per informarsi prima di un viaggio o magari solo per sognare la meta. Come? Attraverso un e-magazine (www.aspassoperparigi.it) che offre informazioni su eventi, mostre, appuntamenti enogastronomici e via passeggiando, e attraverso i “travel party”. Funziona un po’ come una volta quando ci si ritrovava a casa degli amici per vedere le foto/i filmini del viaggio di nozze, ma visto che siamo ormai turisti 2.0 i film sono quanto di meglio ci sia nel mercato della promozione turistica, scovati negli archivi degli enti di promozione turistica delle varie regioni o prodotti ad hoc. Quando poi la festa si svolge in uno dei tanti ristoranti che li ospitano la gastronomia – vera vera quella – si tinge di locale e tradizionale. Le serate “italiani per una notte” sono anche declinate per regione (toscani per una notte, pugliesi per una notte), per tipo pubblico (la versione “baby”, “italiani per un pomeriggio”, completa di merenda e cartoni animati, sarà organizzata all’Unesco in maggio ).

I campionati di pasta

Da queste serate nasce anche l’idea del Campionato italiano di pasta (cuochi dilettanti nel mondo), che segue le regole di un campionato di calcio. Prima della sfida finale che si terrà tra il 12 e il 18 maggio, ci sono una serie di “amichevoli” in cui cuochi di diverse regioni si sfidano: citiamo “Spaghetti alle vongole” (Marche) contro Matriciana (Lazio), finita con la vittoria delle Marche o “Mezze maniche alla ventricina” (Abruzzo) contro “Tagliolini al pecorino (Toscana) che ha visto il trionfo dell’Abruzzo. Non ancora comunicati i risultati dell’ultima amichevole Palermo-Napoli.
Le sfide sono a due “squadre”, cioè un cuoco contro un altro. Ogni sfidante ha a disposizione un piano di cottura a vista, tutti i prodotti necessari per la ricetta che ha scelto. La giuria tecnica, composta da giornalisti, chef professionisti o ristoratori, è affiancata da una giuria popolare fatta di “clienti”, italiani e stranieri che hanno a disposizione cinque “punti” da attribuire ai piatti. Naturalmente è meglio evitare se si è a dieta: nel corso di una serata di torneo che prevede 4 sfidanti ad eliminazione diretta, si mangiano comunque quattro piatti di pasta, se vi sembra poco!
Al torneo di maggio parteciperanno 16 cuochi dilettanti, i singoli “match” dal 12 al 16, semifinale e finale si svolgeranno rispettivamente il 17 e il 18 maggio al ristorante “Da Fabio” (7 rue Berryer nell’8° arrondissement) che mette a disposizione il “campo di gara”.
I cuochi, oltre al titolo, vincono dei prodotti e un trofeo, un piatto di … ceramica (il piatto d’oro essendo poco pratico da lavare). In compenso devono comunicare le ricette, che i tifosi potranno portare a casa e provare a loro piacere.
Non sono previste le scommesse, un “Totopasta” in cui il famoso 1 2 X darebbe diritto ad una vincita, magari direttamente in pacchi di pasta… ma forse per non rischiare la compravendita di giurati e sportivi.
Detta così sembra solo divertente ma attenzione, c’è una filosofia dietro a tutta questa folle organizzazione. “Molti cuochi, professionisti o dilettanti, hanno snaturato i sapori tradizionali piegandosi ai gusti dei francesi o dei paesi in cui vivono”, spiega Camillo. “Noi vogliamo far conoscere la vera cucina tradizionale, i “segreti” di ricette che magari vengono da micro quartieri o da micro paesini fuori dalle piste battute”. Ma se poi si scopre la ventricina e le cime di rapa e non si possono trovare all’estero? “Non importa almeno sapranno che le orecchiette vere sono quelle alle cime di rapa e saranno in grado di riconoscere i prodotti quando andranno in Italia”.
Infine per chi crede che queste cose succedano solo a Parigi, sono previste altre città in Francia e all’estero e si parla già di un Pasta tour estivo a Lndra. Per seguire campionati e serate: facebook, “italiani per una notte”.

martedì 6 maggio 2014, di Patrizia Molteni