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Italiart & Festival: al via l’edizione 2012

Aperto in marzo a Digione la sesta edizione del Festival Italiart, diretto da Vicenzo Cirillo.

Immagine di Raphael BlasselleUn mese di spettacoli (2-30 marzo), mostre, conferenze, incontri… che mettono in scena artisti italiani ma anche polacchi, argentini, tedeschi, proprio perché questo è lo spirito del festival: oltrepassare i nazionalismi, i regionalismi, la prigionia culturale, in nome di una cultura che sia strumento di apertura mentale e di libertà “migratoria” di pensiero.
Un programma molto denso, di cui segnaliamo solo qualche evento. Innanzitutto la mostra “La luna e i falò – Gli italiani di Mayence” (fino al 30 marzo). Il titolo, tratto dal capolavoro di Cesare Pavese, fa riferimento al ritorno di un emigrato nelle terre d’origine, dove nulla è cambiato, e dove ritrova, “gli stessi rumori, lo stesso vino, le stesse facce di una volta”. Eppure è importante avere un paese, come scrive l’autore: “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. Seguendo questo filo conduttore Cirillo e Raphaël Blasselle si sono recati a Mayence per fototografare la città e la comunità di italiani, arrivati in gran parte negli anni ‘60-‘70, carpirne le parole e le emozioni, trasformate poi in testi dallo stesso Cirillo. Le foto stampate su alluminio sono poi servite come base al lavoro grafico di 4 artiste (Viola Montenot, Patrizia La Jeanne, Anne Auger, Monique Serna Garnier, Anne-Marie Mourgeon. Il risultato è impressionante poiché convivono, all’interno di ogni opera, gli sguardi e il tocco dei protagonisti ma anche quello che gli strati successivi di elaborazione artistica hanno deposto.
Accanto a mostre originali di questo tipo, il festival è anche l’occasione di riscoprire grandi classici, “Accattone” di Pasolini, per esempio, oppure “l’opera più italiana di Mozart”, “Così fan tutte”, diretta da Christophe Rousset, nella regia di Marcial Di Fonzo Bo. Nata dalla collaborazione di Mozart con Da Ponte, l’opera ha sofferto a lungo della scabrosità dell’argomento: l’infedeltà delle donne (quella degli uomini è sempre stata più scontata che scandalosa). Ed è forse proprio a questo torto critico che il Festival vuole rimediare.
Fin dalla prima edizione, Vincenzo Cirillo, direttore anche del Festival Malastrana (Cascina, Toscana, nel periodo di luglio), è riuscito a crearsi una fitta rete di artisti provenienti da orizzonti diversissimi, ma anche di sostenitori che gli mettono a disposizione spazi. Nella cittadina di Digione, sono ben 11 i luoghi di questo festival: dalla Halle del mercato, dove sono “sospese” le opere della mostra “La luna e i falò” all’Auditorium dell’Opera di Digione (che ospiterà “Così fan tutte”), passando per teatri, librerie, ristoranti, negozi, gallerie, cinema… Per un mese la serafica Borgogna si dimenticherà i grandi vini e il passo da lumaca e sarà coinvolta al 100% nel vulcanico programma di Italiart.

Programma completo sul sito di Malastrana: www.malastranafestival.it

lunedì 5 marzo 2012, di Patrizia Molteni